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Tir e trattori assediano Montecitorio: caro gasolio, Sud in piazza e tavolo urgente al Mit

Il tavolo al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti punta su caro gasolio, manutenzione dei mezzi e margini agricoli

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Foto di: OmniTrattore.it
Redazione Redazione

Il tavolo convocato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si riunisce oggi, 28 ottobre, alle 14:30, dopo il presidio che il 27 ottobre ha portato agricoltori e autotrasportatori davanti a Montecitorio. A chiedere il confronto è stata Fedralog Calabria, mentre una delegazione del Movimento Popolare Nazionale, arrivata dalla Calabria e da altre regioni del Sud, ha presidiato la piazza per denunciare il peso del caro gasolio sui bilanci aziendali.

Il confronto ministeriale arriva dopo giorni di mobilitazione che non si sono fermati tra blocchi stradali e presidi. Le rappresentanze del Sud Italia portano al tavolo richieste concrete su sostegno ai costi del carburante e misure per le imprese di trasporto, in un clima di agitazione che resta formalmente confermato.

Tir e trattori a Montecitorio, richieste e costi in gioco
Le tensioni nel settore dei trasporti possono ripercuotersi sulle filiere agroalimentari, soprattutto quando ritardi e blocchi interessano la movimentazione dei prodotti deperibili. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Le richieste di agricoltori e autotrasportatori

Le organizzazioni che hanno promosso il presidio del 27 ottobre chiedono interventi mirati sul costo del gasolio agricolo e industriale, componente che pesa in modo crescente sui bilanci di aziende agricole e imprese di autotrasporto. La richiesta principale riguarda misure di sostegno dirette, non più soltanto annunci, mentre resta aperta la questione delle agevolazioni fiscali sul carburante utilizzato per le lavorazioni e il trasporto merci.

Al tavolo convocato da Fedralog Calabria partecipano le rappresentanze degli autotrasportatori delle regioni meridionali, un'area dove i margini delle imprese si sono ristretti per effetto combinato di prezzi dei carburanti e costi di gestione dei mezzi. La convocazione ministeriale segue mesi di presidi già documentati lungo l'Aurelia e la Jonica, dove i trattori sono rimasti fermi per giorni, segno che la protesta non nasce da un singolo episodio ma da una tensione accumulata nel tempo.

Gasolio, manutenzione e margini: i costi contestati

Gli organizzatori della protesta distinguono tra due voci di spesa che si sommano: il carburante, che incide direttamente sui costi variabili di ogni lavorazione o trasporto, e la manutenzione dei mezzi, che pesa come costo fisso crescente. Per i contoterzisti e le imprese di autotrasporto, l'aumento combinato riduce margini già compressi, come documentato nei presidi che hanno interessato anche i prezzi del gasolio pagati dagli autotrasportatori ai distributori.

La gestione del parco mezzi, tra trattori agricoli e veicoli industriali, resta un nodo centrale nelle rivendicazioni: chi lavora la terra o trasporta merci segnala che i costi di esercizio superano la capacità di assorbimento dei ricavi agricoli, soprattutto nelle filiere dove i prezzi alla produzione non sono cresciuti in proporzione. Il tema è emerso anche nei presidi che hanno coinvolto le filiere agroalimentari del Sud Italia, dove il blocco dei trasporti ha avuto ricadute dirette sulla logistica dei prodotti deperibili.

Le rappresentanze sindacali distinguono le proprie richieste da qualsiasi lettura politica della mobilitazione, mantenendo il confronto sul piano tecnico dei costi operativi. Il tavolo del 28 ottobre rappresenta, secondo gli organizzatori, un passaggio necessario ma non ancora risolutivo, mentre restano confermate nuove iniziative nelle prossime settimane se le misure discusse al ministero non si tradurranno in interventi concreti sui costi denunciati.