Nocciole calabresi, raccolta raddoppiata: 15 q/ha nei giovani impianti ma recinzioni fuori scala
Calabria in Guscio, Mario Caligiuri, 15 q/ha: la nocciola raddoppia, ma le recinzioni costano più del noccioleto
In Calabria la campagna di raccolta delle nocciole ha raddoppiato i quantitativi rispetto allo scorso anno. A trainare il risultato sono i giovani impianti della Rete di Impresa Calabria in Guscio, che stanno entrando progressivamente in piena produzione dopo i primi anni di investimento.
"La raccolta è andata benissimo. Abbiamo raddoppiato i nostri quantitativi rispetto allo scorso anno, anche perché si tratta di giovani impianti che stanno man mano entrando in piena produzione", spiega Mario Caligiuri, presidente della rete. In uno degli appezzamenti migliori la resa ha toccato 15 quintali per ettaro al sesto anno di vita dell'impianto.
Giovani noccioleti e contratti di filiera
L'incremento produttivo arriva in un momento in cui il comparto sconta margini stretti e difficoltà diffuse, un quadro non lontano da quello osservato anche per altre colture come il grano a margini stretti nonostante il raccolto. Per questo la rete calabrese ha scelto di muoversi su contratti di filiera di lunga durata con industrie italiane, cercando stabilità di sbocco invece di affidarsi al solo mercato spot.
"Nell'attuale periodo di difficoltà attraversato dal comparto agricolo, questo tipo di filiera organizzata rimane l'unica percorribile affinché si possa sostenere le imprese agricole, il lavoro e il territorio", sottolinea Caligiuri. La scelta riflette un problema più ampio di tenuta del reddito agricolo, comune anche ad altri comparti come il doppio prezzo del latte contestato da Confagricoltura.
Acqua, fauna selvatica e costi di gestione
La siccità ha imposto una gestione più attenta delle risorse idriche, con consumi d'acqua più elevati rispetto alle annate precedenti. Dove gli impianti irrigui erano già stati realizzati, gli effetti del caldo sulla produzione sono risultati più contenuti, confermando il peso degli investimenti pregressi sulla tenuta dei noccioleti più giovani.
Accanto all'acqua, la fauna selvatica resta una delle criticità più pesanti: ungulati e istrici danneggiano soprattutto le piante più giovani e consumano le nocciole cadute a terra prima della raccolta. Per contenere i danni serve la recinzione degli impianti, una voce di spesa che oggi "supera abbondantemente il costo di un noccioleto", come segnala Caligiuri, aggiungendo che la filiera "ha bisogno di essere accompagnata" da strumenti di sostegno pubblico.
Rese e tempi di ritorno dell'investimento
Secondo la Rete di Impresa Calabria in Guscio il nocciolo entra a regime produttivo attorno al settimo-ottavo anno dall'impianto, mentre il tempo di ritorno dell'investimento si attesta intorno al decimo anno. Sono tempi lunghi che spiegano perché gli impianti irrigui e le recinzioni, più che le macchine per la raccolta, pesino di più sul piano economico nella fase di avvio.
Per sostenere nuovi impianti e l'ampliamento delle superfici coltivate, la rete chiede contributi a fondo perduto e strumenti di accompagnamento dedicati. Una richiesta che si inserisce in un contesto regionale già attivo su misure di sostegno al settore primario, come testimoniano gli atti pubblicati dalla Regione Calabria nelle scorse settimane nell'ambito della programmazione 2014-2020.
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