Vai al contenuto principale

Dewulf ZB3: 350 CV e bunker 7 t riducono i fermi

Nuova Dewulf ZB3 con motore Scania DC9 da 350 CV, cinghie da 14 metri, bunker da 7 tonnellate e gestione sensorizzata dei nastri.

dewulf-zb3-350-cv-e-bunker-7-t-riducono-i-fermi
Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Dewulf ha presentato la ZB3, nuova raccoglitrice di carote a tre file che completa la gamma dei modelli a sollevamento superiore. La macchina nasce per i coltivatori con programmi di semina irregolare, dove le file non sono perfettamente allineate e la raccolta tradizionale rischia di perdere prodotto o rallentare il cantiere.

Il cuore della ZB3 è il motore Scania DC9 Stage V da 350 CV, abbinato a un sistema di condivisione flottante e a un angolo di raccolta basso pensato per seguire il profilo del terreno. La macchina condivide buona parte delle specifiche tecniche con la ZB2, aggiornata lo scorso anno, ma introduce soluzioni pensate specificamente per chi lavora grandi superfici a tre file.

Dewulf ZB3, nuova raccoglitrice di carote a tre file
ZB3, nuova raccoglitrice di carote a tre file che completa la gamma dei modelli a sollevamento superiore. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Dewulf ZB3, caratteristiche della nuova raccoglitrice di carote a tre file

La struttura di raccolta si basa su cinghie lunghe 14 metri abbinate a grandi ruote motrici che garantiscono aderenza anche su terreni irregolari o in condizioni di umidità variabile. Il sistema è completato da pulitori rotanti ad azionamento idraulico, che eseguono una prima pulizia del prodotto già in fase di estrazione dal terreno, riducendo il carico di terra sui nastri successivi.

Il flusso del prodotto passa poi su due nastri a riccio, il primo largo 1,15 metri e il secondo da 900 millimetri, dimensionati per gestire il volume aggiuntivo generato dalla configurazione a tre file. Sull'asse posteriore la ZB3 può montare cingoli in gomma larghi 90 centimetri oppure ruote tradizionali, con angolo di sterzata fisso a 12 gradi: una scelta che privilegia la stabilità del cantiere rispetto alla manovrabilità estrema.

Il bunker di raccolta ha una capacità di 7 tonnellate e può essere scaricato anche in movimento, un dettaglio che riduce i tempi morti nei cantieri con più mezzi di trasbordo. Per chi valuta l'acquisto di una raccoglitrice specializzata, la capacità di scarico dinamico è spesso il fattore che decide la produttività reale in campagna, più della sola potenza del motore.

Capacità di raccolta e gestione delicata del prodotto nella ZB3 Dewulf

Il punto di forza della ZB3, secondo quanto riportato da TopAgrar, è la combinazione tra alta capacità di raccolta e trattamento delicato della carota, due esigenze che nei klemmbandroder a più file tendono spesso a entrare in conflitto. La macchina integra un sistema di sensori che riconosce automaticamente i guasti ai nastri: quando una cinghia si allenta, il cilindro tenditore raggiunge la posizione di fine corsa, avvisa l'operatore e blocca l'elemento di scavo prima che si verifichino danni al prodotto.

Per la gestione del fogliame la ZB3 adotta un set di coltelli "Premium" a sei elementi, realizzato in materiale resistente all'usura e reversibile quando il filo di taglio anteriore si consuma. Il gruppo è azionato dal sistema Gearbox Drive, definito esente da manutenzione, che sincronizza il movimento dei coltelli tramite due ruote dentate ad alta resistenza: una soluzione che riduce gli interventi in officina durante la stagione di raccolta.

Questo tipo di attenzione ai sistemi di sensoristica e alla riduzione dei fermi macchina è la stessa logica che guida l'evoluzione di altre raccoglitrici specializzate, come dimostrano le scelte progettuali illustrate nella seconda generazione del sistema Optitraxx di Agrifac. Anche nel segmento delle rotopresse professionali, del resto, i contoterzisti chiedono sempre più spesso macchine capaci di limitare i tempi di fermo in campo, come emerge dalla guida alle rotopresse professionali per il 2026.

La ZB3 si inserisce così tra i klemmbandroder di ultima generazione destinati a grandi superfici, in un segmento che vede evolvere in parallelo anche altre macchine per orticole in radice: lo stesso approccio alla precisione nella regolazione degli organi di taglio si ritrova, ad esempio, nell'aggiornamento della Grimme GL 420 Exacta, pensata per un altro segmento di radici industriali ma con logiche di manutenzione simili.