Planet Farms accelera sugli impianti indoor: 90 mila buste/giorno e sei nuove fabbriche in Europa
Dal sito Planet Farms di Cirimido alle nuove colture per cosmetica, cotone e caffè con sistemi automatizzati in ambiente controllato
Lo stabilimento Planet Farms di Cirimido, nel Comasco, produce oggi fino a 90.000 confezioni di insalata al giorno, valore che rappresenta la nuova capacità dichiarata dall’azienda. A poco più di due anni dall'inaugurazione, l'impianto da 62,5 milioni di euro ha assunto un ruolo centrale dopo la chiusura del sito di Cavenago di Brianza in seguito all’incendio del 2024.
Questo sito produttivo è diventato il banco di prova per l'espansione internazionale dell'azienda. Il gruppo è al lavoro su nuovi stabilimenti in Europa e su progetti per impianti in Regno Unito e Scandinavia, oltre a una diversificazione verso ingredienti vegetali destinati anche alla cosmetica. Il modello produttivo punta a estendere la coltivazione in ambiente controllato oltre l'insalata.
Cirimido: automazione e coltivazione indoor
A Cirimido il processo produttivo elimina il contatto manuale: camere bianche, robot e sistemi automatizzati seguono le piante dal seme alla confezione. Luci LED simulano alba e tramonto, mentre l'aria filtrata mantiene costanti temperatura e umidità in ogni fase della coltivazione. Si replicano così condizioni stagionali ottimali per tutto l'anno.
La coltivazione avviene su fibra di cocco sterilizzata a vapore, senza ricorso ad agrofarmaci o fitofarmaci, un punto che distingue l'approccio indoor dalle colture tradizionali in pieno campo. Il ciclo di crescita dichiarato va da 18 a 23 giorni, un tempo compresso reso possibile dalla programmazione costante di luce, nutrienti e clima. È un modello che punta sulla prevedibilità.
Planet Farms dichiara un risparmio idrico fino al 95% rispetto all'agricoltura convenzionale e un'autoproduzione energetica pari al 20% del fabbisogno dell'impianto. Sono numeri che, se confermati su scala industriale, interessano chi valuta tecnologie di automazione anche per colture diverse, come già accade nel confronto tra sistemi di irrigazione con sensori per il pomodoro.
Impianti esteri: Regno Unito, Svezia e oltre
Per il nuovo stabilimento britannico e per i progetti in Scandinavia non sono ancora stati comunicati pubblicamente calendari di cantiere definiti. Le comunicazioni disponibili indicano la volontà di replicare il modello di Cirimido in Regno Unito e Nord Europa. Si parla anche di un possibile futuro ingresso nel mercato statunitense, senza una tempistica ufficiale.
L'espansione europea si appoggia su una joint venture con Swiss Life, che prevede un investimento pianificato fino a circa 200 milioni di euro, con capitale di crescita fino a 125 milioni. Planet Farms conferisce l’impianto di Cirimido, le relazioni commerciali e una pipeline di progetti esteri. Attualmente circa un terzo della produzione di Cirimido viene esportato verso Regno Unito, Nord Europa, Svizzera e Spagna.
In Uzbekistan Planet Farms ha espresso interesse per un complesso di serre intelligenti con filiera integrata di selezione e confezionamento, secondo quanto riportato da fonti istituzionali uzbeke. Si tratta al momento di una proposta di investimento in discussione, non di un progetto già avviato. Le tecnologie proposte puntano a un uso più efficiente di acqua e suolo, riducendo fertilizzanti ed erbicidi.
Diversificazione: cotone, caffè e cosmetica
Oltre alle insalate, i laboratori di ricerca di Planet Farms stanno sperimentando cotone e caffè in ambiente controllato, colture finora associate quasi esclusivamente a climi e territori specifici. L’azienda sta inoltre esplorando l’uso delle proprie colture come fonte di ingredienti per la cosmetica, con progetti e sperimentazioni in corso ma senza accordi commerciali già annunciati.
Per il settore agromeccanico italiano la rilevanza non sta nella sostituzione dei macchinari tradizionali, ma nel parallelo tecnologico. Automazione, sensoristica e controllo ambientale trovano applicazioni anche in campo aperto, come documentato per i sensori indossabili per il monitoraggio delle colture e nelle soluzioni per aumentare le rese agricole con approcci data-driven. Chi investe in impianti indoor può quindi guardare anche al ritorno di know-how sulle colture in pieno campo.
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