Caro-gasolio, tir fermi da Sicilia e Calabria: quanto rischia davvero la filiera agricola del Sud
Ripercussioni dei fermi in Sicilia, Calabria e Foggiano sulla logistica agricola e sulla disponibilità di gasolio per mezzi e aziende
A Taranto gli impianti Eni hanno registrato blocchi e riduzioni delle consegne per più giorni, e in Calabria si sono formate lunghe file ai distributori già dal 14 ottobre. Dal 16 ottobre in Sicilia è scattato un fermo regionale dell’autotrasporto promosso dal Comitato Trasporto Siciliano, mentre in Calabria Fedralog ha confermato lo stop fino al 20.
Il prezzo del gasolio per autotrazione ha superato i 2,16 euro al litro a settembre, 35 centesimi in più rispetto a febbraio secondo i dati del Mase. Per un mezzo pesante che percorre 100.000 chilometri l'anno, l'aggravio calcolato su otto mesi arriva a 8.000 euro, un conto che pesa anche sui trasporti legati alla filiera agricola del Mezzogiorno.
Caro-gasolio e autotrasporto: la protesta dal Sud verso il fermo nazionale
La protesta è nata spontanea, non proclamata dalle sigle di categoria. Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto, lo ha chiarito: le mobilitazioni in corso restano iniziative autonome di comitati locali, ma senza una convocazione urgente e risposte concrete dal governo l'associazione potrebbe valutare un fermo nazionale. Un'ipotesi, non una decisione già presa.
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato la convocazione urgente delle rappresentanze dell’autotrasporto per un tavolo di confronto con il governo sul caro carburanti e sul rischio di blocco nazionale. Nelle comunicazioni ufficiali non risulta ancora fissata in modo definitivo una data per un tavolo interministeriale con Presidenza del Consiglio, Ministero dell'Economia e Ministero delle Imprese. La distanza tra il livello spontaneo e quello organizzato dalle associazioni resta decisiva per capire cosa potrà accadere nei prossimi giorni.
Alla protesta per il carburante si sono intrecciate altre vertenze, dai dipendenti dell'ex Ilva di Taranto agli olivicoltori del Sud, trasformando una questione di prezzo del gasolio in un tema che la politica e le gerarchie ecclesiastiche osservano con attenzione crescente. Il governo Meloni affronta la richiesta di interventi sui costi energetici in un quadro di bilancio già stretto.
Fermi dei tir in Calabria e Sicilia: date e territori coinvolti
In Sicilia il fermo delle imprese di autotrasporto è stato proclamato dal Comitato Trasporto Siciliano, con azioni annunciate tra il 16 e il 22 ottobre, motivate dal caro gasolio e dagli oneri del sistema di scambio quote emissioni (ETS). Nel database «Scioperi» del Mit risulta registrato un fermo dal 16 al 20 ottobre, pari a 120 ore, come sciopero del trasporto merci per conto terzi.
Confindustria Catania, tramite la propria sezione Trasporti, ha espresso sostegno alle criticità sollevate sul costo del carburante e sugli oneri a carico delle imprese, ma ha chiarito in una nota del 15 ottobre che non aderirà formalmente al fermo. In Calabria, Fedralog ha confermato l'astensione dalla circolazione di mezzi pesanti e mezzi di lavoro aderenti dal 16 al 20 ottobre, salvo i servizi essenziali previsti dalla normativa.
Nel Foggiano la situazione resta diversa: segnalati rallentamenti in aree di servizio e caselli, ma nessun blocco della viabilità, con transito prioritario garantito per merci deperibili e trasporti urgenti. È una distinzione che conta per chi gestisce i presidi dei trattori su Aurelia e Jonica, dove la protesta agricola si somma a quella dell'autotrasporto sulle stesse arterie.
L'effetto più immediato riguarda la disponibilità di carburante: a Cosenza e in gran parte della provincia numerosi distributori hanno registrato scorte esaurite o quasi esaurite, con file ai pochi impianti riforniti e difficoltà crescenti anche nel territorio di Catanzaro. I tempi di riattivazione dei flussi di fornitura restano legati allo sblocco delle autocisterne e ai turni di carico in raffineria. La crisi logistica della rete di distribuzione, aggravata dallo sciopero alla raffineria di Taranto, interseca già i presidi dei trattori su Aurelia e Palermo-Agrigento segnalati nei giorni precedenti.
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