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Frumento ibrido CMS: +16% resa e fino al 45% di azoto risparmiato

Piemonte, 2024, frumento ibrido CMS: 8 Mg/ha con 183 kg/ha di azoto, +15% di efficienza; resta il 60% di allettamento.

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Una sperimentazione biennale condotta in Piemonte su un ibrido di frumento tenero a maschio-sterilità citoplasmatica (CMS) ha misurato rese superiori del 6% nel 2023 e del 16% nel 2024 rispetto a una varietà convenzionale. Il divario si allarga proprio nelle annate più difficili per la lisciviazione dell'azoto, quando il terreno trattiene meno nutrienti disponibili per la coltura.

Per chi pianifica la concimazione del frumento tenero, il dato più concreto riguarda l'azoto: l'ibrido CMS ha raggiunto la resa massima di 8 Mg/ha con 183 kg di azoto per ettaro, contro i 187 kg necessari alla varietà convenzionale per un risultato inferiore. Per centrare 7 tonnellate per ettaro, l'ibrido si è fermato a 61 kg di azoto contro i 110 kg della varietà di riferimento.

Frumento ibrido CMS, risultati di resa e azoto in campo
I sensori ottici possono fornire indicazioni sullo stato vegetativo della coltura per modulare la concimazione azotata OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

I test in campo in Piemonte su resa e azoto

La prova ha confrontato l'ibrido CMS con una varietà convenzionale nelle stesse condizioni pedoclimatiche, isolando l'effetto genetico dalla gestione agronomica. Nel 2024, anno con maggiore lisciviazione dell'azoto, l'efficienza agronomica dell'ibrido ha superato quella della varietà convenzionale del 15%, un vantaggio che si materializza soprattutto quando le piogge dilavano i nitrati prima dell'assorbimento radicale.

Il tema si inserisce in un contesto in cui il caro fertilizzanti resta una voce di costo pesante per le aziende cerealicole piemontesi: il Tavolo Verde regionale ha stanziato 20 milioni di euro di ristori per le imprese che hanno presentato la Domanda unica PAC 2026. Una genetica capace di rendere di più con meno azoto per ettaro incide direttamente su questa voce di bilancio, indipendentemente dagli aiuti pubblici disponibili.

Resa di granella: dove guadagna l'ibrido

Il vantaggio produttivo dell'ibrido non nasce da un numero maggiore di piante in campo, anzi: la semina è stata condotta a 300 semi al metro quadro contro i 450 della varietà convenzionale. Il guadagno arriva dalla singola spiga, che ha prodotto l'11% in più di cariossidi, e dal peso dei mille semi, superiore del 36% rispetto al confronto.

Questo significa che meno piante, distanziate diversamente, riempiono meglio la granella quando la disponibilità di azoto è limitata o distribuita in modo meno efficiente dal suolo. Per chi valuta la rotazione, il confronto con altre soluzioni di frumento resta utile: chi si chiede se convenga puntare su un frumento ibrido in semina su minima lavorazione o sodo trova in questi dati un ulteriore argomento a favore della componente varietale.

Allettamento e monitoraggio NDVI in campo

Il rovescio della medaglia riguarda la stabilità della coltura: nel 2023 l'ibrido ha mostrato un allettamento del 60%, contro appena il 2% della varietà convenzionale. È il prezzo di una spiga più pesante e di una struttura della pianta diversa, che richiede attenzione nella gestione della densità e della concimazione azotata in copertura.

Gli autori della sperimentazione indicano nel monitoraggio dell'indice NDVI lo strumento per anticipare il rischio, modulando le dosi tardive di azoto in funzione dello stato vegetativo reale della coltura invece che di un piano fisso stagionale. Questo approccio dialoga con le mappe di stabilità delle rese già discusse per altri cereali, uno strumento che chi coltiva mais a taglia bassa conosce bene dal confronto sulle mappe di stabilità delle rese legate alla gestione dell'azoto.

La dose economicamente ottimale individuata per l'ibrido si attesta attorno ai 135 kg di azoto per ettaro, un valore intermedio che bilancia resa e rischio di allettamento senza spingere la pianta oltre la soglia di sicurezza strutturale. Per chi gestisce anche la componente proteica della granella, il confronto con le strategie di concimazione tardiva già discusse per il frumento duro e l'apporto di azoto per aumentare le proteine offre un termine di paragone utile tra le due filiere.