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Irpef agricola, Lollobrigida annuncia la proroga: cosa cambia davvero per i redditi agrari

Annuncio, non norma: Irpef agricola, Lollobrigida punta alla manovra 2027; decreto 192/2024 e 3 miliardi fotovoltaico.

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Al summit Agricoltura Oggi, il ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigida ha dichiarato che "non è proprio il momento di reinserire l'Irpef agricola", annunciando l'intenzione del governo di chiedere la proroga dell'esenzione nella prossima manovra. La misura riguarda l'imposta sul reddito delle persone fisiche applicata ai redditi agrari e dominicali.

L'esenzione, descritta come intervento biennale, è già in vigore e al momento la proroga resta una volontà politica espressa dal ministro. Per le imprese agricole la distinzione è concreta: si tratta di una conferma annunciata, non ancora definita in un testo della legge di bilancio che il Governo deve ancora approvare e trasmettere alle Camere.

Irpef agricola, la conferma annunciata da Lollobrigida

Intervenendo all'evento trasmesso su Class Cnbc, il ministro ha collegato la richiesta di proroga al tema della produttività delle aziende, citando anche gli investimenti su Industria 4.0 senza però indicare effetti automatici su macchinari o acquisti di mezzi agricoli. La dichiarazione resta politica: indica una direzione, non un provvedimento già scritto in un decreto o in un emendamento depositato.

Irpef agricola, cosa cambia per le imprese nel 2027
Il fotovoltaico nelle aziende agricole è stato richiamato da Lollobrigida tra gli interventi destinati a ridurre il peso dei costi energetici sul comparto. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Lollobrigida ha inoltre richiamato un investimento da tre miliardi di euro destinato ai pannelli fotovoltaici per le aziende agricole, legandolo a una riduzione dei costi energetici del 30% già ottenuta dal comparto. Si tratta di una misura distinta dall'esenzione Irpef, utile a inquadrare il contesto di sostegno al reddito agricolo ma non sovrapponibile ad essa.

Per chi gestisce l'azienda agricola la differenza pratica è tra ciò che è già operativo (l'esenzione biennale in corso) e ciò che resta una richiesta all'esame del governo per il periodo successivo. Chi valuta la propria pianificazione del bilancio aziendale dopo la Transizione 5.0 deve tenere ferma questa distinzione temporale prima di fare previsioni di reddito.

Manovra 2027, il quadro delle misure fiscali citate

Per il 2027 la legge di bilancio è ancora in fase di definizione politica e tecnica. Tra le ipotesi riportate figura la conferma dell'aliquota Irpef al 33% sullo scaglione di reddito tra 28.000 e 50.000 euro, già prevista per il 2026, insieme a una possibile estensione di questa seconda aliquota fino a 60.000 euro con costo stimato tra 2,5 e 2,7 miliardi di euro.

Queste ipotesi riguardano in generale l'Irpef sui redditi delle persone fisiche e quindi l'insieme dei contribuenti interessati da quello scaglione, non solo i lavoratori dipendenti e assimilati. Confondere le misure sulle aliquote progressive con l'esenzione agricola porta a stime sbagliate sull'impatto reale per chi dichiara redditi agrari, che restano fuori dal meccanismo delle aliquote durante il periodo di esenzione.

Separata è anche la questione della Politica Agricola Comune, su cui Lollobrigida ha parlato a Bruxelles di nove miliardi di euro salvati e un miliardo aggiuntivo ottenuto per il prossimo ciclo di programmazione. Chi segue i ristori per la siccità annunciati dal ministro trova qui un filo comune: la gestione delle risorse europee per il settore corre su un binario fiscale separato da quello della manovra nazionale.

Il contesto normativo di riferimento per le imprese agricole è quello già tracciato dal decreto legislativo 192/2024 sul fisco agricolo, che ha definito il perimetro attuale dell'esenzione. Una eventuale proroga si inserirebbe in quel quadro, ma al 6 ottobre 2026 il testo della manovra 2027 non è stato ancora presentato alle Camere e l'esame parlamentare è previsto in autunno dopo il via libera del Consiglio dei ministri.