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Redditi agricoli 730/2026: detassazione e compilazione

Guida al Quadro A del 730/2026: redditi agricoli, esenzioni Irpef e regole per Iap e coltivatori diretti

Redditi agricoli 730/2026: detassazione e compilazione
Foto di: OmniTrattore.it

Dichiarazione dei redditi agricoli nel 730/2026: i contribuenti proprietari di terreni, sia agricoli che edificabili, sono tenuti a compilare il Quadro A del modello 730/2026 per la dichiarazione dei redditi. Particolare attenzione deve essere prestata dai soggetti in possesso della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP) e di Coltivatore Diretto, che possono beneficiare della cosiddetta "detassazione IRPEF" introdotta dalla Legge 232/2016.

Tra i soggetti obbligati figurano anche i produttori agricoli esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti d'imposta (Modello 770), IRAP e IVA. Questi "agricoltori esonerati" sono identificati come coloro che registrano un volume d'affari inferiore a 7.000 euro, di cui almeno due terzi derivanti dalla vendita di prodotti agricoli.

Redditi agricoli 730/2026: detassazione e compilazione

Per i terreni non affittati l'IMU sostituisce l'IRPEF sul reddito dominicale, quindi solo il reddito agrario concorre all'imponibile, mentre per i terreni affittati sono dovute sia IRPEF che IMU, configurando una doppia imposizione reddituale e patrimoniale

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Possono presentare il modello 730 anche i soci di società semplice agricola che svolgono esclusivamente attività agricole secondo quanto previsto dall'articolo 2135 del Codice Civile, nei limiti stabiliti dall'articolo 32 del TUIR. In questa situazione, i soci dovranno dichiarare il reddito dominicale e agrario proporzionalmente alla quota di utili spettante nella società.

Anche i partecipanti all'impresa familiare possono utilizzare il Quadro A del modello 730 per la quota di loro spettanza, dichiarando i redditi derivanti dai terreni in proporzione alla partecipazione nell'impresa.

Compilazione del Quadro A: terreni da includere ed escludere

Il Quadro A del modello 730 è destinato all'indicazione dei redditi derivanti dai terreni. Devono essere dichiarati separatamente il reddito dominicale e il reddito agrario relativi ai terreni situati sul territorio italiano posseduti o condotti dal contribuente.

Esistono specifiche esclusioni. I terreni situati all'estero non generano redditi agrari e dominicali, ma producono redditi di natura diversa che vanno indicati nel Quadro D del modello 730. Analogamente, devono essere riportati nel Quadro D i terreni affittati per usi non agricoli, come ad esempio le cave.

Non richiedono dichiarazione nel Quadro A i terreni pertinenziali di fabbricati urbani quali giardini e cortili, nonché i parchi e giardini aperti al pubblico o la cui conservazione è riconosciuta di pubblico interesse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, a condizione che il proprietario non tragga alcun reddito dalla loro utilizzazione.

Relazione tra IMU e IRPEF sui terreni

Per i terreni non affittati, l'Imposta Municipale Unica (IMU) sostituisce l'IRPEF e le relative addizionali sul reddito dominicale. Conseguentemente, solo il reddito agrario concorre alla formazione del reddito imponibile soggetto a IRPEF.

Diversa è la situazione per i terreni concessi in affitto. In questo caso, il proprietario è tenuto al pagamento sia dell'IRPEF sui redditi dichiarati, sia dell'IMU sul valore catastale del terreno. Questa duplicazione del prelievo fiscale riflette la distinzione tra imposizione sul reddito e imposizione patrimoniale.

Rivalutazioni dei redditi dominicali e agrari

Ai fini della determinazione dell'IRPEF dovuta, i redditi dominicale e agrario devono essere sottoposti a rivalutazioni percentuali specifiche. Il reddito dominicale viene rivalutato dell'80%, mentre il reddito agrario del 70%. Successivamente, entrambi i redditi così rivalutati vengono ulteriormente incrementati del 30%.

Esistono tuttavia eccezioni a questo meccanismo di rivalutazione. La rivalutazione dell'80% per il reddito dominicale e del 70% per il reddito agrario non si applica nel caso di terreni concessi in affitto per usi agricoli con contratti di durata non inferiore a cinque anni a giovani imprenditori in possesso della qualifica di Coltivatore Diretto o di Imprenditore Agricolo Professionale che non abbiano ancora compiuto quaranta anni.

Redditi agricoli 730/2026: detassazione e compilazione

La rivalutazione dell'80% sul reddito dominicale e del 70% sul reddito agrario non si applica per terreni affittati con contratti quinquennali a giovani under 40 in possesso di qualifica IAP o Coltivatore Diretto, estendendo l'agevolazione anche alle società a maggioranza giovanile

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Questa agevolazione è estesa anche alle società, a condizione che la maggioranza delle quote o del capitale sociale sia detenuta da giovani in possesso delle qualifiche di Coltivatore Diretto o Imprenditore Agricolo Professionale.

La rivalutazione del 30%, invece, non trova applicazione per i terreni agricoli o non coltivati posseduti e condotti da Coltivatori Diretti e IAP iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dall'età anagrafica.

Modalità di compilazione del Quadro A

Nel Quadro A deve essere compilato un rigo per ciascun terreno posseduto o condotto. Nelle colonne 1 e 3 vanno indicati rispettivamente il reddito dominicale e il reddito agrario desunti dalla rendita catastale, senza applicare le rivalutazioni che verranno calcolate automaticamente dal sistema.

Le colonne successive richiedono informazioni relative al titolo di possesso del terreno (proprietà, usufrutto, affitto, eccetera), alla percentuale di possesso, al periodo di possesso durante l'anno d'imposta e ad altri elementi rilevanti per la corretta determinazione dell'imponibile.

La colonna 7 è destinata ai casi particolari, identificati tramite codici specifici. Il codice 2 permette l'esclusione dall'IRPEF in caso di perdita per eventi naturali di almeno il 30% del prodotto ordinario, a condizione che sia stata presentata la relativa denuncia alle autorità competenti.

Redditi agricoli 730/2026: detassazione e compilazione

Per l'anno d'imposta 2025, i redditi dominicali e agrari di IAP e Coltivatori Diretti iscritti alla previdenza agricola concorrono alla formazione del reddito con aliquota 0% fino a 10.000€, 50% tra 10.000€ e 15.000€, e 100% oltre 15.000€

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Il codice 3 identifica i terreni in conduzione associata, mentre il codice 4 si utilizza per i terreni dati in affitto per usi agricoli a giovani che non hanno ancora compiuto quaranta anni, in possesso della qualifica di Coltivatore Diretto o Imprenditore Agricolo Professionale, o che acquisiscano tali qualifiche entro due anni dalla stipula del contratto di affitto, che deve avere durata uguale o superiore a cinque anni.

Detassazione per IAP e Coltivatori Diretti: scaglioni 2025

Per l'anno d'imposta 2025, i redditi dominicali e agrari di Coltivatori Diretti e Imprenditori Agricoli Professionali iscritti nella gestione previdenziale agricola concorrono alla formazione del reddito complessivo secondo scaglioni progressivi.

Fino a 10.000 euro di reddito complessivo (dominicale più agrario), si applica la detassazione totale: i redditi non concorrono alla formazione del reddito imponibile (aliquota 0%). Per la fascia compresa tra 10.000 euro e 15.000 euro, i redditi concorrono nella misura del 50%. Oltre i 15.000 euro, i redditi concorrono integralmente nella misura del 100%.

Un esempio pratico chiarisce il meccanismo. Un agricoltore IAP con reddito complessivo di 18.500 euro beneficia della detassazione completa sui primi 10.000 euro. Sulla fascia tra 10.000 e 15.000 euro (quindi 5.000 euro), concorre al reddito imponibile solo il 50%, pari a 2.500 euro. Sulla parte eccedente i 15.000 euro (nell'esempio 3.500 euro), concorre integralmente il 100%.

Il limite massimo di detassazione ammessa, sia per l'attività svolta in proprio che come socio di società semplice, è fissato a 12.500 euro.

Estensione ai familiari coadiuvanti

L'agevolazione della detassazione compete anche ai familiari coadiuvanti del Coltivatore Diretto, a condizione che appartengano al medesimo nucleo familiare, siano iscritti nella gestione assistenziale e previdenziale agricola in qualità di Coltivatori Diretti e partecipino attivamente all'esercizio dell'impresa familiare.

Questa estensione riconosce il contributo dei familiari che affiancano il titolare nell'attività agricola, permettendo loro di beneficiare del medesimo trattamento fiscale agevolato entro i limiti quantitativi previsti.

Indicazione della qualifica nel Quadro A

Per fruire della detassazione, è fondamentale compilare correttamente la colonna 10 del Quadro A, dove deve essere indicata la qualifica di "Coltivatore Diretto o IAP". Questa indicazione permette all'Agenzia delle Entrate di applicare automaticamente il regime agevolato nella liquidazione dell'imposta.

L'omessa compilazione di questa colonna comporterebbe l'applicazione del regime ordinario, con conseguente perdita del beneficio fiscale. È quindi essenziale verificare che tutti i terreni per i quali si ha diritto all'agevolazione riportino l'indicazione della qualifica nella colonna dedicata.