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Reflui scaricati nei fossi e fitofarmaci nei rifiuti: dentro il sequestro delle 349 bufale

349 bufale, San Cipriano d'Aversa, Carabinieri forestali, ASL di Caserta: reflui in fossi da 100 metri e fitofarmaci nei rifiuti.

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Un sopralluogo congiunto dei Carabinieri forestali di Marcianise e dei veterinari dell'ASL di Caserta ha portato al sequestro preventivo di 349 bufale in un allevamento di San Cipriano d'Aversa, nel Casertano. L'operazione, eseguita il 13 ottobre 2026, ha coinvolto due aziende individuali i cui titolari sono stati denunciati a piede libero per la gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi.

Sotto accusa non sono gli animali, ma il modo in cui l'azienda gestiva reflui zootecnici, imballaggi contaminati e rifiuti da manutenzione. I verbalizzanti hanno riscontrato due fossi usati come ricettacolo di liquami, lunghi oltre 100 metri e larghi 8-10 metri, oltre a cumuli di materiali smaltiti senza le autorizzazioni previste.

349 bufale sequestrate a San Cipriano d'Aversa
Contenitori contaminati da sostanze chimiche e residui di oli devono essere gestiti separatamente dagli effluenti zootecnici e conferiti secondo le procedure previste per i rifiuti pertinenti. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

San Cipriano d'Aversa, il sequestro delle 349 bufale

Il complesso zootecnico ospitava gli animali in condizioni di totale promiscuità, senza una separazione funzionale tra aree di ricovero, zone di stoccaggio e spazi destinati ai rifiuti. Secondo gli atti di indagine, il sequestro preventivo ha riguardato l'intero patrimonio bufalino nel quadro delle ipotesi di reato per gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e abbandono di reflui zootecnici.

 

L'intervento, condotto insieme ai medici veterinari dell'ASL, ha riguardato nello specifico la verifica delle condizioni sanitarie degli animali e la mappatura delle aree contaminate. Le cronache segnalano anche condizioni igieniche gravemente carenti nelle stalle e la presenza di resti animali non correttamente smaltiti, elementi che hanno pesato nella scelta della misura cautelare.

Il caso richiama altre vicende sanitarie recenti nel comparto bufalino e bovino campano, dove i controlli incrociati tra forestali e veterinari pubblici si sono intensificati. A fine settembre un episodio distinto aveva riguardato gli effetti del virus Shamonda sugli allevamenti in Campania. La regione resta sotto osservazione costante sul fronte zootecnico.

Reflui zootecnici nei fossi e letame nei paddock

I paddock destinati al ricovero degli animali sono risultati pieni di letame bufalino non gestito secondo le pratiche agronomiche previste, mentre i reflui liquidi venivano convogliati direttamente nei due fossi scoperti dai militari. Una gestione che, secondo gli accertamenti, avveniva in assenza delle cautele e degli stoccaggi previsti per un utilizzo agronomico corretto degli effluenti di allevamento.

Accanto ai reflui, i Carabinieri hanno individuato cumuli di rifiuti gestiti illecitamente: imballaggi contaminati da fitofarmaci e contenitori con residui di olio motore, materiali che rientrano nella categoria dei rifiuti speciali pericolosi e che richiedono smaltimento tracciato tramite operatori autorizzati, non lo stoccaggio a cielo aperto riscontrato sul posto.

La distinzione tecnica è rilevante per chi gestisce un'azienda agricola o zootecnica. I reflui da allevamento destinati all'uso agronomico rientrano ordinariamente nel regime degli effluenti zootecnici disciplinato dal diritto ambientale e dalle norme sull'utilizzazione agronomica, mentre imballaggi contaminati e oli esausti seguono la disciplina ordinaria sui rifiuti speciali, con obblighi di tracciabilità distinti.

Un precedente simile era emerso nei controlli dei Carabinieri su fitofarmaci, acqua e rifiuti in altre aree agricole del territorio nazionale. Per chi alleva bufale o bovini, il messaggio operativo è chiaro. Occorre separare in modo netto la gestione agronomica degli effluenti zootecnici dai flussi di rifiuti speciali, con registrazioni e conferimenti a soggetti autorizzati.