Caro gasolio, trattori in presidio su Aurelia e Palermo-Agrigento
Presidi sull'Aurelia e in Sicilia con Agrisat, effetto dei rincari di gasolio e accise sui bilanci delle aziende agricole
Tre giorni di rallentamenti sull'Aurelia, un presidio a Bolognetta sulla Palermo-Agrigento e altri due in Sicilia orientale: la protesta dei trattori contro il caro gasolio si è mossa su più fronti nella stessa settimana. Dal 25 al 27 settembre 2026 gli agricoltori del litorale laziale hanno bloccato a fasi alterne il chilometro 22 tra Torrimpietra e Granaretto, mentre in Sicilia l'associazione Agrisat ha aperto un fronte parallelo. Il filo comune è il prezzo del gasolio, che pesa sui bilanci aziendali in modo diretto e immediato.
Presidio dei trattori sull'Aurelia tra Torrimpietra e Granaretto
Il presidio sull'Aurelia ha riunito agricoltori di Fiumicino, Cerveteri, Ladispoli e Anguillara, con i trattori schierati lungo la carreggiata in un'azione ripetuta per tre giorni consecutivi. La circolazione è stata rallentata in più fasce orarie, alternando blocchi simbolici a riaperture parziali per non paralizzare del tutto il traffico verso Roma e la costa laziale.
La richiesta era un intervento diretto sui costi di esercizio delle aziende agricole, in un momento in cui il prezzo dei carburanti sta comprimendo i margini operativi. Il formato ricorda altre mobilitazioni già viste sul territorio nazionale, come il presidio che nel 2024 aveva causato rallentamenti del traffico al casello di Orte, sempre nell'ambito della protesta nazionale degli agricoltori.
La mobilitazione di Agrisat a Bolognetta in Sicilia
Nello stesso giorno in cui si concludeva il presidio laziale, l'associazione Agrisat ha organizzato un'assemblea seguita dal presidio di Bolognetta, lungo lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento. L'obiettivo dichiarato era ottenere risposte dalla Regione siciliana sul costo dei carburanti e sulla crisi che attraversa più comparti agricoli dell'isola, dagli agrumeti ai cereali.
La Sicilia ha visto in parallelo altri due presidi: uno a Ponte Olivo sulla Catania-Gela e uno davanti al mercato ortofrutticolo di Donnalucata, con un ulteriore appuntamento fissato per il 1° ottobre in viale delle Americhe a Ragusa. Il format resta lo stesso adottato altrove: blocco simbolico delle arterie principali e richiesta di un tavolo istituzionale, sul modello già sperimentato nella protesta dei trattori a Bruxelles.
Il caro gasolio e le proteste delle altre filiere produttive
Le mobilitazioni agricole non sono isolate. Anche gli autotrasportatori hanno minacciato lo sciopero per lo stesso motivo, mentre la marineria di Termoli ha aderito allo stato di agitazione contro il rincaro del carburante che incide sui costi di uscita in mare. Il caro gasolio attraversa così trasversalmente più filiere produttive, dall'agricoltura alla pesca fino al trasporto merci su gomma.
Le rivendicazioni si sommano senza ancora convergere in un'unica piattaforma nazionale, ma il segnale che arriva alle istituzioni resta univoco: il costo del carburante è diventato una voce di spesa insostenibile per chi lavora la terra o il mare. Un tema che negli ultimi anni ha già portato ad altre proteste di piazza, come quella che nel 2024 portò migliaia di agricoltori a Roma con centinaia di trattori.
Prezzi, accise e interventi del governo sui carburanti
Secondo l'Osservatorio del Mimit (il Ministero delle Imprese e del Made in Italy), il 22 settembre 2026 il prezzo medio del gasolio self-service sulla rete stradale nazionale era di 2,340 euro al litro, riferito al gasolio per autotrazione venduto sulla rete ordinaria e non al gasolio agricolo agevolato. Sul fronte fiscale, il decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162 ha rimodulato l'accisa: da 572,90 euro per 1.000 litri (18–25 settembre) a 622,90 euro per 1.000 litri dal 26 settembre al 5 ottobre, con il taglio temporaneo di accise e IVA sceso da 17 a 12,2 e poi a 6,1 centesimi al litro nello stesso periodo.
Sul lato dei distributori, Eni (tramite il marchio Enilive) ha fissato un tetto di 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina, misura in vigore dal 28 settembre per 30 giorni prorogabile fino a fine anno. Alla stessa data non risultano tetti nazionali analoghi formalizzati da Ip con comunicati ufficiali. Per il gasolio agricolo agevolato restano invece in vigore aliquote ridotte definite da provvedimenti specifici dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
I ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin hanno convocato per l'8 ottobre gli operatori delle 10 raffinerie e delle 3 bioraffinerie italiane per un confronto sugli andamenti del mercato dei carburanti. Chi valuta i costi di gestione della propria flotta trova un confronto utile nell'articolo su protesta trattori: da Roma a Sanremo, che ripercorre le tappe di una mobilitazione nata dagli stessi motivi di fondo.
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