Blocchi dei tir al Sud, ortaggi e fiori a rischio: perché l’agricoltura teme danni irreversibili
Dal 16 ottobre tir fermi in Sicilia, Calabria e Campania: Confagricoltura teme danni irreversibili, Ognissanti a rischio
I blocchi dei trasportatori al Sud, in protesta per il caro gasolio dal 16 ottobre, stanno paralizzando l'approvvigionamento di merci e minacciano di bloccare la raccolta di prodotti deperibili nelle campagne. Confagricoltura parla di danni «che potrebbero diventare irreversibili», mentre il Consorzio florovivaisti campani teme per i fiori coltivati in vista di Ognissanti.
Il fronte agricolo si spacca tra solidarietà alla protesta e richiesta di soluzioni immediate, mentre Confindustria, le associazioni dell'autotrasporto e della distribuzione chiedono al Governo un intervento urgente prima dell'incontro previsto per il 27 ottobre.
L'agricoltura tra solidarietà e allarme
Confagricoltura Reggio Calabria segnala che «per le aziende agricole della Piana di Gioia Tauro ogni ora che passa aumenta il rischio di danni economici gravissimi». La preoccupazione riguarda in particolare le colture deperibili, già penalizzate dai rischi per la filiera agricola del Sud legati al fermo dei trasporti merci nelle ultime settimane.
Il Consorzio florovivaisti campani sceglie invece la via della solidarietà con gli autotrasportatori, pur chiedendo risposte rapide: «Questa protesta è anche la nostra, per questo chiediamo risposte immediate. Nell'attesa va garantito il transito delle merci deperibili». Il consorzio denuncia il paradosso di una protesta contro il caro gasolio che rischia di «distruggere il lavoro di chi quel caro gasolio lo subisce», mettendo a rischio i fiori coltivati per Ognissanti e il lavoro di centinaia di famiglie campane.
Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, avverte che «non possiamo permettere che il sistema produttivo agroalimentare paghi un prezzo così elevato», sintetizzando la posizione di buona parte del comparto cooperativo, già provato dai presidi dei trattori su Aurelia e Palermo-Agrigento delle settimane precedenti.
Industria e commercio chiedono lo sblocco
Confindustria si muove compatta attraverso le sue articolazioni territoriali del Mezzogiorno. Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l'Industria del Turismo, dichiara: «Auspichiamo che si allentino rapidamente le tensioni e che i blocchi vengano rimossi, ripristinando condizioni di normalità nella circolazione delle merci». Le associazioni territoriali di Napoli, Caserta, Avellino, Benevento, Salerno, Bari e Bat (Barletta-Andria-Trani) chiedono di estendere a tutto il Sud la sospensione della protesta e, nei casi più gravi, l'intervento delle forze dell'ordine.
Gli industriali campani e pugliesi denunciano inoltre «infiltrazioni della criminalità organizzata, che sta speculando sulla protesta», un allarme ripreso anche da Centromarca, l'associazione dell'industria di marca, che invita «a vigilare sul pieno rispetto della legalità lungo l'intera catena di approvvigionamento». In Calabria si mobilitano Unindustria Calabria, Confindustria Vibo Valentia e Confindustria Lecce, che segnalano il rischio concreto di fermo produttivo entro uno o due giorni per diverse imprese.
Dal lato della distribuzione, Federdistribuzione descrive «una situazione di forte criticità nelle regioni del Sud Italia», con supermercati e punti vendita che registrano «carenze sempre più diffuse di prodotti sugli scaffali». Il presidente Carlo Alberto Buttarelli avverte che il protrarsi della crisi potrebbe costringere a sospendere l'attività di numerosi esercizi commerciali, con «inevitabili ripercussioni anche sui lavoratori coinvolti», auspicando che prevalga «il senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti».
Istituzioni e trasportatori verso il 27 ottobre
I sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, hanno scritto congiuntamente che «non siamo più di fronte a una crisi circoscritta al settore dell'autotrasporto, ma a un'emergenza che rischia di paralizzare intere comunità», chiedendo al Governo e al ministro Matteo Salvini di anticipare il confronto fissato per il 27 ottobre. A Napoli e Bari le difficoltà toccano ormai anche la raccolta rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano.
Dopo l'incontro del 20 ottobre a Milano tra le associazioni dell'autotrasporto e Salvini, le stesse sigle chiedono ora un intervento del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per rimuovere i presidi che da giorni bloccano il Sud, in linea con quanto ricostruito nella cronaca dei presidi che da giorni bloccano il traffico in Sicilia e Calabria. Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto-Confcommercio, osserva: «Come sempre accade in questi casi, dallo sblocco al ritorno alla normalità ci vorrà del tempo». Anche Aigrim-Fipe, l'associazione della grande ristorazione, segnala difficoltà diffuse lungo la dorsale logistica nazionale, con le situazioni più critiche concentrate in Sicilia, Calabria e Campania e centinaia di punti vendita coinvolti, uno scenario che si somma alle incertezze già segnalate sugli indennizzi alle imprese agricole in attesa di risposte.
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