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Oltre 100 morti l'anno: perché i trattori uccidono ancora

Oltre 100 vittime l’anno, 35 già nel 2026: Mestre e Ponte Lambro riaccendono il caso INAIL, Decreto 81/2008 e cinture

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Nel 2026 la serie di incidenti mortali con i trattori non si è fermata: un ventitreenne schiacciato durante un giro notturno a Mestre, un ventiduenne morto nello scontro tra auto e trattore a Ponte Lambro, un sessantanovenne travolto dal proprio mezzo a Marzabotto e ora ricoverato in rianimazione. Sono episodi diversi, ma confermano un dato che da anni non si sposta: tra il 2021 e il 2024 in Italia i morti per incidenti con i trattori sono sempre stati oltre cento l'anno, con punte di 140.

Incidenti mortali con i trattori, perché oltre 100 l’anno
cambIl ribaltamento resta una delle dinamiche più pericolose negli incidenti con i trattori agricoliia colore trattore OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Nei primi mesi del 2026, secondo gli osservatori indipendenti, si contano già 35 morti nel comparto agricolo, di cui 27 legati direttamente a incidenti con trattori. Il rischio maggiore, secondo chi studia questi incidenti, resta legato a due dinamiche precise: il ribaltamento e lo schiacciamento. Per chi guida un trattore ogni giorno la domanda pratica non è se il rischio esista, ma quali dispositivi, controlli e comportamenti lo riducono davvero.

I numeri e le dinamiche più frequenti

Il dato delle 100-140 vittime l'anno non descrive un fenomeno in calo, ma una costante che attraversa contesti diversi: piccole aziende familiari, contoterzismo, lavoro notturno o isolato. Gli episodi recenti lo confermano, dallo schiacciamento durante un giro tra amici al travolgimento in fase di rifornimento, dinamiche apparentemente banali che restano tra le più letali nel comparto agricolo.

Ribaltamento e schiacciamento non sono eventi rari o legati a mezzi obsoleti: riguardano trattori di ogni età e possono verificarsi su terreni in pendenza, in manovra o durante operazioni di routine come l'aggancio di un attrezzo. Chi gestisce il rischio di ribaltamento dei trattori sul lavoro sa che il fattore tempo, cioè i secondi tra la perdita di stabilità e l'impatto, lascia pochissimo margine di reazione al conducente.

Ribaltamento e schiacciamento: fattori di rischio

Le linee guida INAIL per l'adeguamento dei trattori agricoli e forestali indicano due dotazioni chiave: la struttura di protezione in caso di ribaltamento e la cintura di sicurezza, che serve a trattenere il conducente all'interno dell'abitacolo protetto invece di farlo sbalzare fuori durante il capovolgimento. Senza cintura allacciata, la protezione stessa perde gran parte della sua efficacia pratica.

Sul piano normativo, il Decreto legislativo 81/2008 disciplina l'uso sicuro delle attrezzature di lavoro e impone obblighi di formazione, informazione e addestramento per chi guida mezzi agricoli. L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha aggiornato il quadro della formazione in materia di salute e sicurezza, intervenendo anche sull'abilitazione e sull'aggiornamento periodico per l'uso delle attrezzature di lavoro, trattori compresi, e dal 24 maggio 2026 le relative disposizioni sono pienamente operative.

Sul fronte degli incentivi, il modello OT23 per la riduzione del premio INAIL 2027 comprende 65 interventi in sei sezioni, e richiede almeno un intervento di tipo A oppure due di tipo B per accedere allo sconto. È stato però eliminato l'intervento specifico legato alla sostituzione dei trattori agricoli e forestali, che in passato incentivava direttamente il rinnovo del parco macchine più datato.

Cosa resta da chiarire per chi lavora ogni giorno

Restano aperti due nodi che toccano da vicino chi gestisce un parco macchine agricolo: il primo riguarda la revisione obbligatoria dei trattori, più volte rinviata per la gran parte del parco ma già operativa per i trattori agricoli di tipo veloce, cioè le categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5 oltre 40 km/h. Per questi mezzi sono in vigore linee guida ministeriali specifiche per il controllo tecnico.

Il decreto dirigenziale del Ministero dei trasporti n. 494 del 25 novembre 2025 ha previsto la revisione con scadenza al 30 giugno 2026 per diverse classi di immatricolazione dei trattori veloci, prorogata al 31 dicembre 2026 solo per i mezzi immatricolati tra il 2017 e il 2019. La proroga generale non riguarda quindi questi veicoli, che restano soggetti all’obbligo di revisione periodica con controlli su sicurezza e circolazione.

Il secondo nodo riguarda l'età media del parco trattori italiano, tra i più anziani d'Europa, con mezzi spesso privi delle protezioni oggi previste dalle linee guida INAIL. Su questo fronte esistono contributi ISMEA per la sicurezza alla guida dei trattori, pensati proprio per chi vuole adeguare mezzi più vecchi senza sostituirli integralmente. Resta da verificare se questi strumenti riusciranno a incidere sul numero di incidenti dei prossimi anni, mentre il dato delle oltre cento vittime continua a essere il riferimento con cui il settore misura ogni intervento.