Tre morti in 24 ore: due trattori ribaltati, tragedia nelle vigne
Rovereto, San Colombano al Lambro, Deruta: 3 morti in 24 ore, due trattori ribaltati in vigneto, nodo revisione T1b-T5 dal 2026.
Tre incidenti mortali in meno di 24 ore, due con trattori ribaltati tra Trentino e Lombardia e uno per caduta da un tetto in Umbria, riportano al centro il tema della sicurezza in agricoltura e nei lavori collegati. In tutti i casi si tratta di attività ordinarie, vendemmia in vigneto e manutenzione su capannone, trasformate in tragedia in pochi istanti.
A Rovereto, San Colombano al Lambro e Deruta le prime ricostruzioni parlano di pendenze, manovre in vigneti e camminamenti su pannelli in plexiglass ceduti all’improvviso. Le inchieste chiariranno le responsabilità, ma dalle cronache emergono già elementi tecnici che toccano direttamente chi gestisce mezzi agricoli, organizza vendemmie, coordina manutenzioni e applica il Testo Unico sicurezza nelle aziende.
Tre incidenti mortali in 24 ore, cosa sappiamo
Nelle campagne di San Colombano al Lambro un uomo di 33 anni è morto durante la vendemmia dopo il ribaltamento del trattore che stava conducendo in un vigneto biologico. Il mezzo era impegnato nelle operazioni di raccolta e, secondo le cronache, si è capovolto in fase di lavoro, schiacciando l’operatore nonostante l’intervento dei soccorsi.
A Noriglio di Rovereto un altro trattore si è ribaltato in vigneto durante le operazioni di vendemmia, su terreno in pendenza, causando la morte di un trentatreenne rimasto schiacciato sotto il mezzo. Nelle stesse ore, a Deruta, un imprenditore sessantenne è precipitato per circa dieci metri dal tetto di un capannone ceramico, quando una lastra di plexiglass del lucernario ha ceduto sotto il suo peso.
Per la caduta dal tetto sono in corso indagini della Usl e dei carabinieri, con la Procura di Spoleto che ipotizza omicidio colposo e ha disposto l’autopsia. Sugli incidenti con trattore le informazioni disponibili richiamano soprattutto contesto colturale, vigneti e pendenze, senza ancora dettagli pubblici su dotazioni come strutture ROPS e sistemi di ritenuta.
Altri ribaltamenti recenti e contesto dei mezzi agricoli
Nei giorni precedenti si sono registrati altri due ribaltamenti mortali di trattore, uno nelle campagne di Orsara di Puglia e uno ad Andora, in Liguria. Nel Foggiano un agricoltore di 52 anni è morto mentre arava un terreno di proprietà, con le cronache che indicano un terreno scosceso come possibile fattore di ribaltamento, mentre ad Andora un ottantacinquenne è rimasto schiacciato sotto il proprio mezzo.
Questi episodi si inseriscono in una sequenza di incidenti con trattrici che negli ultimi mesi ha riguardato soprattutto ribaltamenti su fondi collinari o terreni irregolari. Il tema si intreccia con un parco trattori italiano mediamente anziano, come mostrano i dati richiamati nel dibattito sui trattori italiani con oltre 25 anni di età, e con la discussione sulla revisione periodica delle macchine agricole.
Sigle di categoria e operatori hanno più volte collegato l’incidenza dei ribaltamenti alla mancanza o inefficienza di dispositivi di protezione strutturale e sistemi di trattenuta, oltre che alla configurazione dei terreni. Alcune associazioni del comparto macchine hanno rilanciato anche l’urgenza di una revisione obbligatoria dei trattori, presentandola come tassello della prevenzione. Per i trattori veloci delle categorie T1b-T5, cioè quelli omologati per velocità superiori a 40 chilometri orari, il Decreto Dirigenziale n. 494 del 25 novembre 2025 ha già reso operative le linee guida per la revisione, con disposizioni applicabili dal 1° febbraio 2026 e prime scadenze fissate entro la fine del 2026, mentre restano da definire in dettaglio tempi e modalità per il resto del parco macchine.
Dati, richiami alla sicurezza e quadro normativo
Analisi di stampa hanno ricostruito almeno otto morti con trattore dal gennaio 2025 a metà agosto 2026, con la maggior parte dei casi legata al ribaltamento del mezzo. Nelle proprie schede tecniche l’INAIL indica il rovesciamento laterale e il capovolgimento delle trattrici agricole tra i rischi principali, sottolineando il ruolo delle strutture di protezione in caso di ribaltamento e dei dispositivi che mantengono il conducente nella zona sicura.
Per i lavori in quota, come quelli sul tetto del capannone di Deruta descritti anche da ANSA Umbria, il riferimento resta il Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, che impone valutazione dei rischi, uso di dispositivi anticaduta idonei, percorsi sicuri e materiali portanti per i camminamenti. L’episodio chiama in causa sia la resistenza delle lastre attraversate, sia le procedure adottate per verificare infiltrazioni e perdite.
Nel dibattito politico e sindacale su morti sul lavoro e infortuni agricoli il Testo Unico viene richiamato come cornice già esistente, ma spesso applicata in modo disomogeneo tra aziende strutturate e realtà più piccole. Gli ultimi casi riaprono il confronto tra formazione, organizzazione delle lavorazioni su pendenze e tetti e controllo effettivo dello stato dei mezzi, senza che al momento emergano dalle fonti indicazioni puntuali su obblighi nuovi e generalizzati di sostituzione dei trattori in uso.
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