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Pacchetto agricoltura: fino al 30% di credito su fertilizzanti

D.L. 89/2026, A.C. 2670-A, PAC 2026: crediti fino al 30% sui fertilizzanti, 20% su gasolio e benzina, stop mutui 12 mesi

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Foto di: OmniTrattore.it

Per molte aziende agricole il vero nodo è la cassa: tra rincari di carburanti, fertilizzanti e rate dei mutui, il margine si assottiglia e gli investimenti vengono rinviati. Il nuovo pacchetto agricoltura, legato al disegno di legge A.C. 2670-A e al D.L. 89/2026, interviene proprio su questo fronte, combinando crediti d’imposta, finanziamenti agevolati e moratorie sui debiti esistenti.

Nel 2026 il settore primario beneficia già di anticipi della Politica agricola comune e di un primo via libera a Coltivaitalia con oltre 1 miliardo di euro aggiuntivo per giovani, donne e filiere strategiche. In parallelo, il D.L. 89/2026 introduce crediti d’imposta legati a gasolio agricolo, benzina e fertilizzanti, mentre il pacchetto filiere prevede agevolazioni specifiche per il frumento italiano e una moratoria fino a 12 mesi sui mutui delle aziende colpite da epizoozie o fitopatie.

Pacchetto agricoltura 2026: crediti, finanziamenti, moratorie
Il pacchetto prevede anche agevolazioni fiscali per l'acquisto di fertilizzanti, con l'obiettivo di alleggerire i costi degli input produttivi OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

 

Pacchetto agricoltura 2026

Il disegno di legge A.C. 2670-A, approvato in prima lettura alla Camera, raggruppa misure eterogenee per le imprese agricole: sostegno alle filiere del frumento, fondi per giovani e donne, agevolazioni per l’enoturismo e sospensione temporanea dei finanziamenti per aziende colpite da emergenze sanitarie in campo animale o vegetale. Questo quadro si affianca agli anticipi della Politica agricola comune avviati dal 26 luglio 2026.

Secondo i dati più recenti risultano quasi 600 milioni di euro già erogati in anticipo agli agricoltori italiani, come riportato da una nota dedicata agli anticipi PAC. Per i pagamenti diretti la quota può arrivare fino al 75% nel 2026, con una boccata di ossigeno che va a coprire soprattutto fabbisogni di liquidità corrente e non investimenti strutturali in macchine e attrezzature.

Sul fronte investimenti resta centrale anche il tema agricoltura 4.0, che continua a poggiare su misure fiscali autonome rispetto a Coltivaitalia, come illustrato nella panoramica su agricoltura 4.0 e guida pratica agli incentivi. Il pacchetto agricoltura 2026 si concentra invece su credito fiscale per spese operative e strumenti finanziari per la gestione del debito.

Crediti d’imposta per le imprese agricole

Il pacchetto prevede più linee di credito d’imposta con logiche diverse. Il D.L. 89/2026 riconosce un credito fino al 20% delle spese documentate per gasolio e benzina destinati ai mezzi agricoli e al riscaldamento delle serre orticole, oltre a un credito fino al 30% per l’acquisto di fertilizzanti. Si tratta di aiuti che agiscono direttamente sui costi variabili di campo, riducendo l’impatto dei rincari energetici e di input chimici.

Accanto a queste misure di tipo emergenziale, il testo approvato alla Camera prevede per il 2027 un credito d’imposta fino a 10 milioni di euro per imprese agroalimentari che trasformano prodotti agricoli e sottoscrivono nuovi contratti di filiera sul frumento di origine italiana. Il beneficio copre anche investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature sostenuti tra il 1° febbraio 2027 e il 15 novembre 2027, con aliquote massime legate alla durata dei contratti di filiera.

  • 20% per contratti triennali sulla filiera del frumento;
  • 30% per contratti di durata superiore a 3 anni e fino a 4 anni;
  • 40% per contratti oltre 4 anni e fino a 5 anni.

Queste regole si aggiungono al quadro incentivante su beni strumentali e maxi-ammortamenti, già oggetto di analisi per l’acquisto di macchine e attrezzature, come nei focus su maxi-ammortamenti per aziende agricole e sulle modalità per utilizzare correttamente gli incentivi 2026 sui trattori senza errori formali o fiscali.

Finanziamenti agevolati e moratorie

Nel capitolo finanziario del pacchetto agricoltura rientra una moratoria di 12 mesi sulla quota capitale dei mutui e dei finanziamenti in scadenza nel 2026 per le aziende colpite nel 2025 da epizoozie o fitopatie. La sospensione riguarda il rimborso del capitale, mentre interessi e altre componenti restano da definire nei provvedimenti attuativi e negli accordi con gli istituti di credito, con effetti diversi sul cash flow aziendale.

Per accedere alla moratoria è prevista la possibilità di usare un’autocertificazione, ma a precise condizioni oggettive: deve essere dimostrata una riduzione del volume d’affari di almeno il 20% oppure una diminuzione della produzione non inferiore al 30%. In un caso tipico, un allevamento che nel 2025 abbia dovuto abbattere parte della mandria per un’epizoozia può documentare il calo di latte prodotto e di fatturato e chiedere la sospensione della quota capitale sulle rate del 2026.

Questo strumento si affianca ad altre misure già note sul fronte gasolio, come il bonus gasolio per le imprese agricole e il precedente tax credit su gasolio e fertilizzanti, costruendo un pacchetto che agisce sia sulla struttura del debito sia sui costi correnti legati al funzionamento delle macchine, all’irrigazione e alla gestione dei fabbricati aziendali.

Impatto su investimenti e costi aziendali

L’impatto diretto del pacchetto agricoltura su macchinari e attrezzature emerge soprattutto nel credito d’imposta collegato ai contratti di filiera sul frumento, valido per investimenti effettuati tra il 1° febbraio 2027 e il 15 novembre 2027. In questo intervallo temporale l’acquisto di nuovi impianti di trasformazione e di attrezzature dedicate può rientrare tra le spese agevolate, con aliquote che crescono al crescere della durata degli impegni di filiera.

Nel breve termine, invece, le misure incidono soprattutto su liquidità e costi finanziari: gli anticipi PAC fino al 75% dei pagamenti diretti e i quasi 600 milioni già versati riducono la tensione di cassa, mentre la moratoria sui mutui agisce sul profilo delle uscite per la quota capitale. I crediti d’imposta su gasolio e fertilizzanti, integrati da interventi specifici su aiuti contro il caro fertilizzanti, rappresentano un taglio mirato ai costi di esercizio più esposti alla volatilità dei mercati.