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Sgravi persi: dal 1° dicembre. no incentivi senza offerta Siisl

Siisl obbligatorio dal 1° dicembre 2026, sgravi a rischio; Inps e Silca chiudono il cerchio sui controlli

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Dal 1° dicembre 2026, se confermato dai provvedimenti attuativi annunciati, i datori di lavoro che intendono usufruire di sgravi contributivi per una nuova assunzione potrebbero dover prima pubblicare la posizione sul Siisl, il Sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa. In caso di mancato rispetto di questo passaggio preliminare l’accesso all’incentivo verrebbe meno. La possibile scadenza è stata indicata da Andrea Piscopo, direttore generale per l'innovazione del ministero del Lavoro, come traguardo di una fase di sperimentazione in corso.

Cosa potrebbe cambiare dal 1° dicembre

L’ipotesi di obbligo di pubblicazione preventiva sul Siisl si inserisce nel quadro evolutivo della disciplina sugli incentivi all’occupazione, ma non trova ancora un fondamento esplicito in un decreto legge numerato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Si parla di una sperimentazione avviata nel 2026, con pubblicazione delle vacancy su base volontaria. La prospettiva è trasformare questa facoltà in adempimento vincolante, con conseguenze dirette sull’accesso agli sgravi.

In questo scenario la posizione pubblicata dovrebbe risultare coerente, sotto il profilo soggettivo e oggettivo, con la successiva Comunicazione obbligatoria di assunzione. In pratica il profilo che compare sul portale, con indicazione di mansione, sede e tipo di contratto, dovrebbe corrispondere ai dati poi comunicati ai centri per l'impiego. Un disallineamento tra le due informazioni costituirebbe un primo motivo di contestazione da parte degli enti di controllo che gestiscono gli incentivi.

Restano da definire con atti ufficiali le eventuali esclusioni dall’obbligo, ad esempio per le trasformazioni di rapporti a tempo determinato in indeterminato per gli under 35 al primo impiego stabile. La circolare Inps 72/2026 fornisce istruzioni operative sull’incentivo alla stabilizzazione dei giovani, ma non riporta in modo esplicito un esonero da un obbligo generale di pubblicazione preventiva sul Siisl. Il collegamento tra questa misura e un vincolo di pubblicazione va quindi letto con prudenza.

Assunzioni incentivate e obbligo di offerte sul Siisl
Il Silca punta a incrociare i dati sul fabbisogno di manodopera con quelli relativi al lavoro dichiarato dalle aziende agricole. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Il Siisl come piattaforma centrale

Istituito con il decreto legge 48/2023 e disciplinato dalla legge di conversione 85/2023, il Siisl è nato come piattaforma per la presa in carico dei beneficiari di misure di sostegno al reddito. Dal 2023 il sistema ha progressivamente accumulato funzioni che vanno oltre l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro, fino a diventare uno snodo per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e per l’accesso a specifiche agevolazioni.

Piscopo ha indicato in sede pubblica l’obiettivo di attivare, in collaborazione con l'Inps, un fascicolo decontribuzione che riunisca in un unico spazio le informazioni sugli sgravi utilizzati da ciascuna azienda. Al momento si tratta di una funzionalità annunciata come sviluppo della piattaforma, in linea con i piani tecnici di interoperabilità tra banche dati pubblicati negli atti di programmazione. Occorrerà verificare i futuri decreti attuativi e le circolari Inps per conoscere tempi e modalità concrete di utilizzo operativo da parte delle imprese.

Valeria Vittimberga, direttore generale dell'Inps, ha parlato di uno «strumento potentissimo» con «reazioni molto positive» da parte degli utenti. Vittimberga ha anche collegato il tema al dibattito sull'intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, sostenendo che la crescita di produttività generata dalle nuove tecnologie deve tradursi in maggiore sostegno a formazione, occupazione e protezione sociale, e non in una riduzione delle tutele esistenti.

Il Silca contro il caporalato in agricoltura

Sul fronte della sicurezza, Vincenzo Caridi, capo dipartimento politiche attive del ministero del Lavoro, ha richiamato il ruolo del Silca, il Sistema informativo per la lotta al caporalato in agricoltura. Questo strumento è previsto dalla legge 199/2016 e rientra tra gli interventi sostenuti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza come tassello del contrasto al lavoro irregolare. Le attività progettuali hanno conosciuto un’accelerazione negli ultimi anni, con presentazioni anche in sede europea.

L’obiettivo dichiarato è mettere a confronto in tempo reale il fabbisogno teorico di manodopera di un'azienda agricola con il lavoro effettivamente dichiarato agli enti previdenziali e ispettivi. In questo modo emergono gli scostamenti che possono segnalare un possibile impiego irregolare di braccianti. Il principio è simile a quello descritto per la banca dati che taglia fuori le aziende irregolari sul lavoro, di cui il Silca rappresenta un’evoluzione integrata su scala nazionale, con coinvolgimento di più amministrazioni.

Il tema si collega direttamente al rafforzamento dei controlli nel settore agricolo, spesso richiamato nei documenti programmatici sul contrasto al caporalato. Per le aziende agricole l'incrocio automatico dei dati significa che eventuali discrepanze tra manodopera dichiarata e fabbisogno stimato emergeranno più rapidamente rispetto ai controlli tradizionali basati su ispezioni a campione. L’effettivo incremento numerico degli ispettori dedicati richiede però la verifica dei singoli provvedimenti di organico.

Il nodo tra lavoro irregolare e infortuni

Durante il convegno è stato affrontato anche il rapporto tra lavoro irregolare e sicurezza, a partire dai dati su infortuni e malattie professionali diffusi nei giorni precedenti dall'Inail. Antonio Pone, direttore generale vicario dell'Inps, ha precisato che le analisi disponibili non dimostrano un nesso di causalità scientifico tra lavoro irregolare e infortuni. Ha però aggiunto che «è un fatto che le due realtà vanno spesso assieme», richiamando l’attenzione sulla necessità di monitorare entrambe le dimensioni.

La distinzione non è secondaria per le aziende agricole, dove il lavoro stagionale e l'impiego di manodopera straniera rendono il tema della regolarità contrattuale particolarmente sensibile, anche in relazione ai flussi di ingresso disciplinati dal Dl Flussi 2026 per gli stagionali agricoli. Una gestione accurata delle comunicazioni obbligatorie e degli adempimenti collegati ai portali istituzionali, incluso il possibile utilizzo del Siisl come canale per le vacancy incentivate, incide indirettamente anche sulla tracciabilità dei rapporti di lavoro stagionali.

Il collegamento tra trasparenza occupazionale e tutele emerge anche su un altro fronte, quello della parità retributiva, dove nuove regole impongono obblighi specifici alle aziende agricole descritti nell'approfondimento sulla trasparenza salariale nei campi. L'insieme di questi strumenti, Siisl, Silca e obblighi di trasparenza retributiva, delinea un sistema di controllo incrociato che restringe progressivamente il margine per l'irregolarità contrattuale nel settore primario.