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Il Lollobrigida-pensiero su EIMA 2026 e sulle macchine agricole italiane «sono funzionali e belle»

EIMA International 2026 a BolognaFiere: 1.800 espositori, 60 mila modelli, trattrici giù del 13,8% secondo FederUnacoma

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Foto di: OmniTrattore.it
Redazione Redazione

Le macchine agricole italiane devono saper coniugare tecnologia, funzionalità ed estetica. È questo il messaggio al centro dell'intervento del ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, alla presentazione di EIMA International 2026, svoltasi il 13 ottobre a Roma, nella sede del MASAF. Una visione che lega la capacità industriale italiana alla ricerca, alla sostenibilità e alla possibilità di offrire sui mercati internazionali prodotti riconoscibili non soltanto per le prestazioni, ma anche per il design.

«Le nostre macchine sono funzionali e sono anche belle. Le due cose non devono essere in contrasto tra loro», ha sottolineato il ministro, richiamando uno dei tratti distintivi del Made in Italy. «Il Made in Italy è qualcosa di buono, di bello, di entusiasmante e da comprare».

Per Lollobrigida, la meccanica agricola rappresenta dunque una delle espressioni della capacità manifatturiera nazionale di trasformare ricerca e progettazione in soluzioni concrete per le imprese agricole. Un patrimonio industriale che, secondo il ministro, deve continuare a svilupparsi attraverso il confronto con università, scuole e centri di ricerca, così da rispondere alle esigenze produttive e ambientali dell'agricoltura contemporanea.

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EIMA 2026, il ministro punta su innovazione, design e sostenibilità. Quasi un miliardo di euro investito dal Governo nella meccanizzazione agricola, mentre il mercato rallenta e torna centrale il tema del rinnovo del parco macchine.

Foto di: OmniTrattore.it

Quasi un miliardo di euro per la meccanizzazione

Accanto al valore industriale e tecnologico del comparto, il ministro ha posto l'accento sul ruolo delle politiche pubbliche nel sostenere gli investimenti delle aziende agricole. «Come Governo abbiamo investito quasi un miliardo di euro nella meccanizzazione agricola», ha dichiarato, ricordando anche il rafforzamento degli strumenti dedicati alla sicurezza sul lavoro.

Nel suo intervento, Lollobrigida ha citato in particolare il fondo ISI dell'INAIL, le cui risorse disponibili per la sicurezza sono state triplicate, secondo quanto riferito dal ministro. Il sostegno alla meccanizzazione viene così presentato come uno strumento con una duplice funzione: favorire l'introduzione di tecnologie più efficienti e contribuire al miglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori agricoli.

Il tema è particolarmente rilevante in una fase nella quale le imprese devono confrontarsi con costi produttivi elevati, incertezza economica e difficoltà nel programmare nuovi acquisti. Gli incentivi possono contribuire a sostenere la domanda, ma la loro efficacia si misura anche nella capacità di favorire un effettivo ammodernamento del parco macchine, con benefici in termini di produttività, sicurezza e sostenibilità.

EIMA, vetrina della tecnologia italiana

È in questo scenario che si inserisce la 47ª edizione di EIMA International, in programma a BolognaFiere dal 10 al 14 novembre 2026. La manifestazione, organizzata da FederUnacoma, si prepara ad accogliere 1.800 industrie espositrici, di cui circa 600 provenienti dall'estero e rappresentative di 45 Paesi. Sono attesi oltre 350 mila visitatori da 150 Paesi, mentre le tecnologie esposte supereranno i 60 mila modelli.

L'offerta comprende trattori, mietitrebbiatrici, macchine per i trattamenti, attrezzature per la lavorazione del terreno, mezzi per il giardinaggio e la cura del verde, componenti, robotica e sistemi digitali. Un panorama che restituisce la varietà delle soluzioni sviluppate dall'industria agromeccanica e il peso crescente delle tecnologie di precisione nella gestione delle attività agricole.

La sostenibilità, richiamata dal ministro, non riguarda soltanto le caratteristiche ambientali delle macchine, ma anche la loro capacità di rendere più efficiente l'impiego delle risorse e di migliorare i risultati produttivi. Perché l'innovazione possa tradursi in vantaggi concreti, tuttavia, occorre che le nuove tecnologie siano accessibili alle aziende e rispondano alle loro necessità operative.

Mercato in frenata, gli incentivi non bastano da soli

I dati presentati da FederUnacoma fotografano un mercato che, dopo un avvio d'anno positivo, ha registrato una brusca inversione di tendenza nel terzo trimestre. Tra luglio e settembre 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, le immatricolazioni di trattrici sono diminuite del 13,8%, quelle delle mietitrebbiatrici del 37,5%, i transporter del 18,2%, i sollevatori telescopici del 16,2% e i rimorchi del 5,6%.

Il bilancio dei primi nove mesi mostra 12.290 trattrici immatricolate, in calo del 3,3% rispetto al 2025. I transporter si attestano a 542 unità (-11,4%) e i rimorchi a 5.685 (-6,1%). Restano invece in territorio positivo le mietitrebbiatrici, con 235 unità (+12,4%), e i sollevatori telescopici, con 916 unità (+9,3%), nonostante la contrazione registrata durante l'estate.

Secondo l'analisi di FederUnacoma, sulle decisioni d'acquisto pesano l'aumento dei costi di produzione, le tensioni geopolitiche, l'incertezza economica e gli effetti della crisi climatica. Un quadro che rende più difficile per le imprese agricole sostenere investimenti importanti, anche quando questi possono contribuire a migliorare l'efficienza del lavoro.

Il rallentamento del mercato evidenzia quindi una delle questioni centrali per il settore: accompagnare la disponibilità di tecnologie sempre più evolute con condizioni economiche che permettano alle aziende di adottarle. Gli incentivi pubblici costituiscono una leva importante, ma la continuità degli investimenti dipende anche dalla redditività delle imprese agricole e dalla fiducia nelle prospettive del mercato.

Ricerca e formazione per trasferire l'innovazione nei campi

Un altro elemento richiamato durante la presentazione riguarda il rapporto fra ricerca scientifica e industria. La collaborazione tra CREA e FederUnacoma punta a rafforzare il collegamento tra le esigenze del mondo produttivo e lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche.

Il presidente del CREA, Andrea Rocchi, ha sottolineato che l'innovazione è efficace quando nasce dal confronto con il settore a cui è destinata. La cooperazione tra ricerca e imprese dovrebbe quindi favorire il trasferimento delle conoscenze e accelerare l'introduzione di tecnologie realmente utilizzabili dalle aziende agricole.

Per la meccanica italiana, la sfida è mantenere la capacità di competere sui mercati internazionali attraverso prodotti che uniscano prestazioni, affidabilità, sicurezza e qualità progettuale. È in questa combinazione che si colloca il messaggio di Lollobrigida: il valore del Made in Italy non si esaurisce nella capacità di costruire macchine efficienti, ma comprende anche il design e la capacità di trasformare l'innovazione in un prodotto riconoscibile.

EIMA 2026 sarà una vetrina per mostrare queste competenze, ma anche un'occasione per misurarsi con le difficoltà del mercato e con la necessità di rendere l'innovazione accessibile alle imprese. Il futuro della meccanizzazione agricola passa infatti dalla capacità di coniugare ricerca industriale, sostenibilità, sicurezza e investimenti, affinché la qualità tecnologica si traduca in valore per l'intera filiera.