Gasolio a 2,3 euro, tir e trattori bloccano il Sud: 400 mezzi fermi tra porti e autostrade
Prezzo del gasolio a 2,296 euro in autostrada, con presidi di tir e trattori dai porti alle principali statali del Mezzogiorno
In Calabria e Sicilia la protesta degli autotrasportatori aderenti a Fedralog, la federazione che riunisce le imprese di autotrasporto, ha portato al fermo di numerosi mezzi nei piazzali e lungo le principali arterie. Il blocco coinvolge ormai anche Puglia, Molise e Basilicata, mentre il prezzo del gasolio ha raggiunto 2,296 euro al litro in autostrada.
Nella notte tra il 18 e il 19 ottobre il nodo autostradale tra la A1 Milano-Napoli e la A30 Caserta-Salerno è stato chiuso al traffico proveniente da Napoli, nel quadro di una mobilitazione ancora in corso. I presidi sulla Statale 18 Tirrena Inferiore, nel Tirreno cosentino, sono proseguiti durante la notte. La mobilitazione resta annunciata fino al 20 ottobre e la situazione è descritta come in evoluzione.
Protesta di tir e trattori: le regioni coinvolte
La mobilitazione interessa l’intero Mezzogiorno e si è intensificata rapidamente nei giorni centrali di ottobre. In Calabria risultano attivi circa 15 presidi, concentrati soprattutto lungo la costa tirrenica e sulle principali direttrici verso la Sicilia. Presidi e blocchi sono stati segnalati anche in Puglia, Molise e Basilicata, dove erano già in corso iniziative di protesta contro il caro carburante.
Non è la prima volta che il fenomeno si concentra su queste stesse arterie. Una mobilitazione analoga aveva già interessato nelle settimane precedenti i presidi dei trattori sulla statale Aurelia e sulla Jonica, poi proseguiti con nuovi blocchi segnalati su Aurelia e sulla Palermo-Agrigento. Questa continuità di azione conferma che il malcontento resta esteso e radicato.
Un ruolo centrale nella giornata del 19 ottobre lo assume la Campania, con disagi concentrati sul nodo autostradale A1/A30 e sull’accesso al porto di Napoli. Gli effetti si sono fatti sentire anche sulla logistica portuale: secondo le cronache delle ultime ore, mezzi pesanti sono rimasti fermi o fortemente rallentati nei pressi del porto di Napoli, con rallentamenti segnalati pure nei porti siciliani. La situazione più critica resta quella calabrese, dove la filiera agricola del Sud rischia ripercussioni dirette sui trasporti di merci deperibili e mezzi agricoli.
Gasolio a 2,296 euro: il costo per autotrasportatori e agricoltori
Il prezzo medio del gasolio ha toccato, il 17 ottobre 2026, 2,296 euro al litro sulla rete autostradale e 2,257 euro su quella stradale ordinaria, secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Si tratta di livelli che incidono direttamente sui costi operativi di chi gestisce flotte di mezzi pesanti o parchi macchine agricoli. I margini, già compressi dalla stagione, si riducono ulteriormente.
Per le aziende agricole il tema si intreccia con quello del gasolio agricolo, che gode di un regime fiscale agevolato rispetto al carburante ordinario ma resta comunque esposto alla dinamica generale dei prezzi dell’energia. In alcuni casi documentati il gasolio agricolo è arrivato a 1,80 euro al litro, un livello che pesa in modo sensibile sui bilanci aziendali. L’assenza di dati ufficiali giornalieri specifici per il gasolio agricolo rende però complessa una quantificazione puntuale dei rincari recenti.
Nel dibattito di queste ore resta aperta la questione delle accise sui carburanti, con il confronto politico concentrato sulle possibili misure di alleggerimento per imprese e famiglie. Eventuali modifiche al prelievo fiscale, comprese proroghe o nuove riduzioni, dipenderanno da decisioni che dovranno essere formalizzate in specifici provvedimenti normativi. Per chi lavora in agricoltura e autotrasporto la variabile fiscale resta comunque un elemento chiave nella valutazione dei costi futuri.
Le richieste avanzate dalle categorie agli interlocutori istituzionali riguardano principalmente un intervento sui costi del carburante e misure di sostegno per autotrasporto e settore agricolo, entrambi esposti a rincari che si ripercuotono sull’intera filiera. Un copione simile si è già visto oltreconfine, dove il caro gasolio ha riportato i trattori in strada anche in Spagna. In quel contesto le principali sigle agricole del paese hanno puntato i riflettori proprio sul gasolio agevolato e sui costi di produzione.
Consigliati per te
Olive, perché l’alba fa la differenza: fino a tre volte meno danni con la raccolta meccanica
Siccità in Valle d’Aosta, 5 milioni agli allevatori: foraggio, désarpa anticipata e costi d’alpeggio
Carote a 0,28 €/kg e uva a 0,58: come diventano fino a 3 euro sullo scaffale e perché esplode la protesta
Solare agricolo, 3 miliardi dal Masaf: quali vincoli per accedere e mantenere i benefici
Basta carte nella PAC? Dentro lo scontro su EDIC, Digital Farm ID e clausola fiscale allo 0,6% del PIL
Macchine agricole in rosso nel 2026: crollo d’estate, incentivi per 1 miliardo cambiano lo scenario
Gasolio agricolo, in Calabria 15 milioni in arrivo: Coldiretti spinge per includere anche i fertilizzanti