Agricoltori dal Sud a Montecitorio, 800 in viaggio con 18 autobus: presidi a oltranza contro il silenzio del governo
Mobilitazione del Movimento popolare nazionale dal Sud con 800 lavoratori, 18 autobus e autotassazione di 30 euro a partecipante
Circa 800 lavoratori partiti nella notte dalla Calabria e da altre regioni del Sud hanno raggiunto Roma per presidiare piazza Montecitorio il 27 ottobre. Il Movimento popolare nazionale ha annunciato che sit-in e presidi proseguiranno a oltranza nei prossimi giorni, sul territorio regionale e nazionale.
La mobilitazione ha coinvolto agricoltori impegnati anche nella protesta per il caro gasolio in Sicilia e in altre regioni del Sud. Il Movimento ha dichiarato di non voler fare "un solo passo indietro finché non otterremo risposte definitive" dal governo.
Il Movimento popolare nazionale non si ferma dopo Montecitorio
La decisione di proseguire a oltranza arriva a poche ore dalla manifestazione del 27 ottobre, descritta dagli organizzatori come pacifica. Nella nota diffusa il giorno successivo, il Movimento popolare nazionale ha parlato di una "dignità dei lavoratori della terra, del mare e dei trasporti" che si sarebbe scontrata con il silenzio del Governo davanti a Montecitorio
.
Il Movimento ha inoltre ringraziato pubblicamente alcuni parlamentari per la vicinanza mostrata alla protesta: il senatore del Partito Democratico Nicola Irto, la deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino e la deputata di Italia Viva-Casa Riformista Maria Elena Boschi. Nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata invece dall'esecutivo nelle ore immediatamente successive al presidio.
La scelta di mantenere i presidi distribuiti sul territorio, anziché concentrare tutto su Roma, riprende lo schema già visto nei mesi scorsi durante i blocchi legati al caro gasolio agricolo, con azioni capillari pensate per mantenere pressione senza fermare integralmente le attività locali.
La mobilitazione dal Sud: 800 lavoratori, 50 auto e 18 autobus
Per raggiungere Roma dalla Calabria e dalle altre regioni del Sud, il Movimento ha organizzato un convoglio composto da circa 50 automobili e 18 autobus. La logistica della trasferta, resa nota dagli stessi organizzatori, dà una misura concreta dello sforzo messo in campo per portare in piazza centinaia di persone in un solo giorno.
Ogni partecipante ha coperto personalmente parte dei costi del viaggio attraverso un'autotassazione di 30 euro a testa, somma indicata dal Movimento per finanziare il noleggio dei mezzi e le spese di trasferta. Nelle ricostruzioni ufficiali degli organizzatori la trasferta viene descritta come resa possibile unicamente dallo sforzo economico dei singoli lavoratori coinvolti.
Per le aziende agricole del Sud, l'organizzazione di una trasferta di queste dimensioni comporta una giornata di assenza dal lavoro nei campi, a cui si somma il costo diretto della partecipazione. Un onere che si aggiunge a quello già denunciato nelle proteste per il fermo dei trasporti legato al caro gasolio, tema ricorrente nelle rivendicazioni del Movimento.
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