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PAC post 2027, intesa Ue solo parziale: 300 miliardi in gioco e fondi alle aziende ancora incerti

PAC post 2027, Consiglio Ue, Lussemburgo: 295,7 miliardi senza intesa sui fondi, Francesco Lollobrigida punta sulla flessibilità.

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Il Consiglio Agricoltura e Pesca riunito a Lussemburgo ha approvato il 26 ottobre 2026 un partial general approach sulla riforma della PAC post 2027, la Politica agricola comune che regola aiuti diretti e sviluppo rurale nell'Unione europea. L’intesa tra i ministri agricoli definisce una posizione parziale, che esclude i capitoli finanziari e orizzontali, e diventa il mandato con cui il Consiglio tratterà con Commissione e Parlamento europeo.

Per le aziende agricole italiane, contoterzisti compresi, uno dei punti più rilevanti riguarda la definizione di agricoltore attivo: l'accordo demanda agli Stati membri il compito di stabilire chi ha diritto ai sostegni. Restano invece sul tavolo le decisioni su risorse definitive, degressività dei pagamenti e capping per le aziende più grandi, che saranno oggetto dei prossimi round negoziali.

PAC post 2027, che cosa prevede l'accordo del Consiglio Ue

Il testo approvato a Lussemburgo si inserisce nel negoziato più ampio sul prossimo quadro finanziario pluriennale 2028–2034 dell'Unione, per cui la Commissione aveva presentato la proposta il 16 luglio 2025. Per le misure di sostegno al reddito il documento del Parlamento europeo indica 295,7 miliardi di euro, importo che dovrà comunque essere confermato o modificato nel quadro della trattativa sul bilancio pluriennale ancora in corso.

PAC post 2027, cosa cambia con l’intesa Ue
Ricambio generazionale, strumenti di gestione del rischio e semplificazione degli oneri amministrativi figurano tra i temi del confronto sulla nuova PAC, che dovrà tradursi in misure operative per le aziende agricole. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha rivendicato il risultato ottenuto, dichiarando che il lavoro italiano è servito a «salvaguardare la specificità della Pac, garantire un adeguato sostegno al reddito, assicurare maggiore flessibilità agli Stati membri e contenere gli oneri amministrativi». L'accordo chiede inoltre più attenzione al ricambio generazionale, con misure dedicate all'insediamento di giovani agricoltori nelle aree rurali.

Tra le richieste dei ministri figura anche la semplificazione dei vincoli ambientali legati alla condizionalità e il rafforzamento dei servizi nelle zone rurali, due temi che si legano al percorso di riduzione degli oneri amministrativi già avviato con la revisione della semplificazione delle procedure PAC in vista del 2027. Nel confronto rientra anche la condizionalità sociale, con il governo italiano contrario all’ipotesi di indebolire i collegamenti tra aiuti e rispetto delle norme sul lavoro.

Agricoltore attivo e sostegni: dove aumenta la flessibilità nazionale

La scelta di lasciare agli Stati membri la definizione di chi sia un agricoltore attivo apre margini concreti di discrezionalità nell'attuazione nazionale. Significa che l'Italia potrà calibrare requisiti e soglie di accesso ai sostegni secondo le proprie caratteristiche produttive, con maggiore adattamento ai diversi modelli aziendali rispetto ai vincoli fissati a livello centrale nelle programmazioni precedenti.

Restano invece da definire nei prossimi round negoziali due questioni che incidono direttamente sulle aziende di maggiori dimensioni: la degressività dei pagamenti, cioè la riduzione progressiva degli aiuti oltre certe soglie di importo, e il capping, il tetto massimo per azienda. Su questi punti l'accordo di Lussemburgo non si pronuncia, rinviando la decisione alla trattativa complessiva sul quadro finanziario pluriennale e al successivo negoziato con l'Europarlamento.

Tra le priorità emerse c'è anche il rafforzamento degli strumenti di gestione del rischio per i produttori, un tema che si inserisce nel più ampio dibattito sul futuro assetto dei fondi, già affrontato nella discussione sul fondo unico PAC 2028 e le sue implicazioni per le aziende agricole. Nel dibattito italiano è stata richiamata in particolare la possibilità di destinare fino al 3% dei pagamenti diretti a fondi mutualistici nazionali contro le calamità, questione che resta aperta nel confronto sulla nuova PAC.

Nessuno degli elementi finora concordati definisce in modo puntuale obblighi su specifiche tipologie di investimenti in macchine o attrezzature agricole. L’impatto concreto sui mezzi tecnici dipenderà però dalla futura configurazione di eco-schemi, requisiti di condizionalità e interventi dei piani strategici nazionali, che dovranno tradurre il quadro Ue nelle scelte operative per le aziende.