Glera a cordone speronato: risposta regolare delle gemme
Conegliano Valdobbiadene, Glera, cordone speronato: 3 nodi decisivi tra gemme basali, irrigazione a goccia e botrite
Nella denominazione Conegliano Valdobbiadene le forme di allevamento storicamente e tuttora più diffuse per la Glera sono il Sylvoz e il doppio capovolto (cappuccina), mentre il cordone speronato rappresenta una delle impostazioni adottate in contesti aziendali orientati a maggiore razionalizzazione e meccanizzazione. In questi vigneti alcune esperienze di campo indicano che la varietà può rispondere in modo valido a questa forma quando l'equilibrio vegeto-produttivo è gestito correttamente.
Per i tecnici di campo e i contoterzisti che intervengono su questi vigneti il punto centrale è agronomico. La Glera può mostrare con il cordone speronato una distribuzione ordinata della vegetazione e una buona risposta delle gemme alla potatura corta, a patto che portainnesto, densità di impianto e carico di gemme risultino coerenti tra loro lungo il filare.
Glera e cordone speronato: quale risposta si osserva
L'osservazione riportata dalla pubblicazione di settore riguarda soprattutto la regolarità del germogliamento sugli speroni lasciati lungo il cordone permanente. Nella Glera, rispetto a varietà più sensibili alla posizione del taglio, le gemme basali possono mantenere una fertilità sufficiente a garantire produzioni costanti su impianti ben gestiti, riducendo in parte la necessità di ricorrere a tralci più lunghi.
Questo comportamento dipende in larga misura dall'età del cordone e dallo stato sanitario del legno. Cordoni troppo vecchi o con ferite di potatura mal cicatrizzate tendono a spostare la fertilità verso le gemme distali e rendono meno uniforme la chioma produttiva. Il rinnovo periodico dei bracci, quando necessario, diventa quindi un intervento che condiziona in modo diretto l'efficacia della forma di allevamento nel medio periodo.
Va inoltre considerato che la risposta positiva descritta si riferisce a vigneti in cui l'equilibrio vegetativo risulta già stabilizzato e coerente con il sistema di allevamento. In impianti giovani o su terreni molto fertili la stessa impostazione può generare eccessivo vigore vegetativo, con effetti sulla qualità del grappolo che vanno gestiti tramite una adeguata regolazione della chioma e con la defogliazione meccanica della parete produttiva.
Cordone speronato nella Glera: gli aspetti agronomici da valutare
Il primo elemento da verificare in campo è il carico di gemme per metro lineare di cordone, parametro che nella Glera incide in modo diretto sulla dimensione del grappolo e sull'equilibrio tra produzione e superficie fogliare. Un carico eccessivo tende a frammentare la fertilità lungo il tralcio, mentre uno troppo contenuto può favorire un vigore vegetativo non sempre compatibile con la qualità attesa in fase di raccolta.
Il secondo aspetto riguarda la gestione idrica e nutrizionale del filare, che nella Glera allevata a cordone speronato deve accompagnare la crescita senza forzare lo sviluppo vegetativo. Impianti dotati di sistemi di irrigazione a goccia autocompensanti permettono di modulare con maggiore precisione l'apporto idrico in funzione della fase fenologica, riducendo gli squilibri che compromettono la risposta produttiva e la regolarità delle gemme sugli speroni.
Un terzo fattore, meno discusso ma rilevante, è la protezione del microclima interno alla chioma dopo eventi meteorici avversi o fasi di forte stress idrico. Vigneti colpiti da grandine o da siccità intensa mostrano spesso una fertilità delle gemme più irregolare nell'annata successiva, un aspetto che rientra nelle valutazioni sulla gestione del microclima e della botrite dopo la grandine già affrontate per altre varietà a bacca bianca.
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