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Fazi 2026, gasolio da 0,97 a 1,59 €/l: così digitale e dati entrano davvero in stalla e in campo

Alla 98ª Fazi di Montichiari il gasolio da 0,97 a 1,59 euro spinge su dati, sensori e nuove competenze digitali

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Nel 2023 il prezzo del gasolio agricolo ha mostrato forti oscillazioni, con valori rilevati dalle Camere di commercio in un intervallo indicativo compreso tra circa 0,95 e 1,55 euro al litro a seconda di periodi e territori. Il rincaro rispetto agli anni precedenti pesa ancora sui bilanci delle aziende agricole. Alla 98ª edizione della Fazi, la Fiera Agricola Zootecnica Italiana che si è svolta dal 23 al 25 ottobre 2026 a Montichiari, il tema è tornato centrale insieme a una domanda più ampia su come usare meglio risorse e lavoro quando i costi energetici restano alti.

Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida e l'assessore regionale Alessandro Beduschi hanno partecipato all'evento. La manifestazione ha riunito i principali attori del comparto zootecnico e agricolo italiano. Il presidente del Centro Fiera, Gianantonio Rosa, ha descritto un clima di «prudenza, più che di paura» tra gli operatori presenti. Questo è stato letto come segnale di un settore che cerca strumenti concreti più che rassicurazioni generiche.

Fazi 2026, caro gasolio e svolta digitale in agricoltura
L'impiego di tablet e strumenti digitali negli allevamenti richiede competenze specifiche e una gestione sempre più organizzata dei dati aziendali. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Fazi 2026, il caro gasolio pesa sui costi agricoli

Il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, ha richiamato le misure di sostegno già attive, dai crediti d'imposta sui consumi energetici agricoli alle riduzioni di accisa sul gasolio utilizzato in azienda. Si tratta di interventi distribuiti su più decreti tra 2022 e 2024, che il Ministero dell’Agricoltura e ISMEA quantificano in complesso in diversi miliardi di euro a favore dell’agroalimentare, senza un unico pacchetto identificato con cifre secche su gasolio agricolo e credito d’imposta.

A questi strumenti nazionali si affiancano bandi e fondi regionali, come quelli attivati in Lombardia, che prevedono contributi per fronteggiare il rincaro energetico nelle imprese agricole. Le risorse sono articolate in più misure e non esiste un singolo schema di aiuto univocamente riferito a 60 milioni nazionali e 15 milioni regionali solo per contenere il prezzo del gasolio agricolo. Il quadro cambia in base ai bandi e alle annualità considerate.

Si tratta di interventi che incidono sul costo del carburante, ma non eliminano la volatilità strutturale che ha già spinto diverse aziende a rivedere l'organizzazione del lavoro nei campi. Chi gestisce un'azienda agricola deve bilanciare ore macchina e consumi in un contesto in cui il prezzo alla pompa resta una variabile difficile da programmare con mesi di anticipo. Questo aspetto è emerso anche nelle analisi sul peso del caro energia sui bilanci in stalla.

Il contesto economico generale resta comunque solido. Secondo l’ultimo rapporto agroalimentare di ISMEA presentato al Ministero dell’Agricoltura, l’export agroalimentare italiano nel 2024 ha sfiorato i 70 miliardi di euro annui e l’intera filiera dal campo alla tavola pesa per circa il 15% del PIL nazionale. Diverse analisi stimano inoltre alcuni milioni di occupati lungo tutta la catena agroalimentare. Questi numeri inquadrano il caro gasolio come un problema di gestione dei costi operativi piuttosto che come una crisi strutturale del comparto, ma che richiede comunque risposte immediate sul fronte dei consumi, un tema approfondito anche nell’analisi su come i 60 milioni destinati al carburante agricolo arrivano alle imprese.

Gasolio agricolo: prezzi e sostegni ricordati a Montichiari

Oltre ai sostegni diretti sul prezzo, a Montichiari è stato ricordato anche il credito agevolato destinato alle imprese agricole per affrontare i rincari energetici. Questa misura si affianca agli sconti sulle accise e riguarda in particolare chi deve pianificare gli acquisti di carburante su base stagionale, con forti picchi di consumo in certe fasi dei lavori. Il tema è stato descritto anche nell'approfondimento su quanto aiuta davvero il credito da 30 milioni per il gasolio agricolo.

Il direttore del Centro Fiera, Ezio Zorzi, ha indicato satelliti, tecnologie spaziali e intelligenza artificiale come strumenti utili a raccogliere ed elaborare dati in azienda. Questi strumenti permettono ad agronomi e veterinari di intervenire in modo più tempestivo, ad esempio nel monitoraggio delle colture o delle condizioni di allevamento. Il bilancio della fiera ha indicato agricoltura digitale, robotica, sensori intelligenti e monitoraggio in tempo reale come direttrici su cui le imprese stanno già investendo per gestire meglio consumi e processi produttivi.

Ricambio generazionale: competenze più che macchine

Le statistiche su struttura demografica delle aziende agricole italiane indicano una forte presenza di conduttori con più di 55 anni e una quota rilevante oltre i 65 anni. A Montichiari questo dato è stato collegato non tanto alla necessità di sostituire parco macchine, quanto a un tema di competenze e organizzazione del lavoro nelle imprese agricole. Zorzi ha parlato di «un mosaico di convegni di alto profilo» che hanno affrontato temi di attualità e prospettive di visione.

Gli strumenti digitali indicati durante l'evento, dai sensori di monitoraggio ai sistemi di supporto alle decisioni, richiedono competenze specifiche. Queste non sempre coincidono con quelle acquisite da chi lavora da decenni nei campi o in stalla. La prossima edizione della Fazi, annunciata dal 22 al 24 ottobre 2027, si pone quindi come appuntamento dove verificare se il collegamento tra formazione e innovazione digitale avrà prodotto passi concreti sul territorio.