Vai al contenuto principale

Mais 2026, rese giù e granella leggera: quanto perde l’azienda

Caldo prolungato e siccità riducono rese e pesi specifici del mais 2026, con effetti diretti su essiccazione e costi mangimi

mais-2026-rese-giu-e-granella-leggera-quanto-perde-lazienda
Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Le prime valutazioni sulla campagna 2026 confermano un calo diffuso di rese e qualità del mais in gran parte delle aree produttive italiane, dopo un'estate segnata da caldo prolungato e scarsità d'acqua. Il fenomeno non è isolato: secondo il Joint Research Centre della Commissione europea, il centro scientifico che elabora le previsioni agricole ufficiali dell'Unione, l'estate 2026 è stata descritta come eccezionalmente calda e secca in ampie aree del continente.

Le analisi del Joint Research Centre e della Commissione indicano per le colture estive, compreso il mais, riduzioni di resa fino a circa il 14% rispetto alla media degli ultimi cinque anni in alcune regioni europee, con forti differenze territoriali. Per chi gestisce l'azienda agricola o lavora come contoterzista, la conseguenza immediata riguarda due fronti distinti: la resa nei campi già raccolti o in fase di raccolta e la qualità della granella che arriverà agli essiccatoi nelle prossime settimane.

Mais italiano 2026, annata nera per rese e qualità
Caldo prolungato e scarsità d'acqua hanno penalizzato rese e qualità del mais in diversi areali produttivi italiani. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Mais italiano: caldo e siccità colpiscono rese e raccolti

L'estate 2026 è stata definita dal Joint Research Centre, in un comunicato del 28 settembre 2026, come eccezionalmente calda e secca su gran parte del territorio europeo, con conseguenze dirette sulle colture estive più sensibili allo stress idrico. Il mais, coltura che richiede acqua in quantità significative nelle fasi critiche di fioritura e riempimento della granella, ha risentito in modo particolare di temperature elevate protratte e piogge scarse nei mesi chiave.

Le più recenti previsioni ufficiali dell'Unione europea indicano rese medie di mais per il 2026 nel complesso prossime alla media degli ultimi cinque anni, con scostamenti moderati a livello di intera Unione ma cali più marcati in diversi areali. Per le aziende italiane delle zone più colpite, questo si traduce in una produzione per ettaro sensibilmente inferiore rispetto alle annate recenti, situazione che molti operatori hanno già potuto verificare al momento della raccolta.

Il quadro varia comunque per areale e per epoca di semina: gli ibridi seminati in semina tardiva a taglia bassa hanno in alcuni casi limitato i danni, sfruttando un ciclo più corto per sfuggire ai picchi di calore estivi. Resta il fatto che, a livello di singola azienda, l'annata si colloca spesso sotto la media quinquennale sia per il mais da granella sia per quello da trinciato, con redditività da valutare caso per caso.

Qualità della granella, il secondo problema del mais 2026

Oltre alla quantità, lo stress termico ha inciso sulla qualità della cariosside: granella più leggera, peso specifico ridotto e, in diverse aree, umidità alla raccolta non uniforme tra gli appezzamenti. Questi fattori incidono direttamente sui costi di essiccazione, che nel 2026 rischiano di pesare più del solito sul bilancio delle aziende, come emerge dall'analisi sui costi di essiccazione legati all'umidità del mais.

Per la filiera zootecnica italiana, che assorbe una quota rilevante della produzione nazionale di mais per l'alimentazione animale, il combinato di minore disponibilità in alcune aree e qualità più variabile alimenta tensioni sui prezzi di acquisto della materia prima. Il tema si inserisce in un contesto europeo più ampio, dove il calo produttivo in varie regioni sta già spingendo verso l'alto le quotazioni del cereale sui mercati comunitari.

Le aziende che devono programmare gli acquisti di mangimi o integrare la produzione aziendale con granella di terzi si trovano a fare i conti con un mercato meno prevedibile del solito. Il tema dei costi non riguarda solo il mais: l'andamento recente dei prezzi si inserisce in un quadro di rialzo generalizzato tra mais e grano che interessa l'intera gestione degli approvvigionamenti aziendali per la stagione in corso.