Raccolti giù fino all'80%: Italia in ginocchio per siccità
Per Coldiretti danni oltre tre miliardi di euro su riso, mais, ortofrutta, latte e foraggi con rese in calo fino all’80%
Le campagne italiane chiudono l'estate 2026 con un bilancio pesante: perdite dei raccolti fino all'80% in alcune aree del Paese, secondo il quadro diffuso da Coldiretti. La combinazione di siccità record e nubifragi improvvisi ha spinto i danni all'agricoltura oltre i tre miliardi di euro, con effetti diversificati tra territori e colture.
A pagare il conto sono aziende cerealicole, allevamenti e frutticoltori, con effetti diretti su rese e programmazione delle prossime semine. Nelle aree non irrigue della Baraggia, tra Vercelli e Biella, il riso rischia un calo produttivo compreso tra il 70 e l'80%, mentre in Emilia-Romagna il caldo prolungato ha ridotto di circa il 20% la produzione di mais nel Ferrarese.
Coldiretti, perdite fino all'80% tra siccità e maltempo
Il deficit pluviometrico dall'inizio dell'anno idrologico si attesta al 26%, con quasi 2,4 miliardi di metri cubi d'acqua mancanti rispetto alla media storica, secondo i dati riportati dal Sole 24 Ore. A giugno il CREA ha rilevato picchi ancora più marcati: -73,5% in Puglia e -71,7% in Campania. Queste condizioni hanno anticipato lo stress idrico poi aggravato dalle grandinate estive.
Per la filiera dei seminativi in Veneto e Friuli Venezia Giulia le perdite stimate oscillano tra il 40 e il 60%, un intervallo che riflette quanto la vulnerabilità cambi da zona a zona anche a distanza di pochi chilometri. In Toscana, uva e olive hanno subito danni da grandine che si sommano allo stress da caldo. Questo quadro complica la programmazione della vendemmia in corso.
Coldiretti ha inquadrato il nodo strutturale dietro questi numeri: "Oggi l'Italia riesce a trattenere appena l'11% dell'acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi". Si tratta del dato che lega i singoli bilanci di raccolto a un problema di capacità di invaso e gestione della risorsa idrica su scala nazionale, non solo locale, come già segnalato nell'allarme Coldiretti su caldo e siccità.
I comparti più colpiti: cereali, ortofrutta, foraggi e zootecnia
Nelle aree montane di Veneto e Friuli Venezia Giulia prati e pascoli risultano compromessi tra il 40 e il 60%, con conseguenze dirette sulla disponibilità di foraggio per gli allevamenti. La produzione di latte segna cali fino al 40% in alcune stalle di montagna, mentre a livello aggregato latte e carne registrano contrazioni tra il 20 e il 30% proprio in queste aree, con effetti evidenti sui costi di alimentazione.
L'ortofrutta perde oltre il 35% del raccolto secondo le stime riportate da La Sicilia, con effetti che si sommano a quelli già rilevati su ortaggi, frutta e olio colpiti dalla siccità. Le mele del Trentino registrano una riduzione del 9-10% con pezzature inferiori, le nocciole piemontesi calano del 30% e gli agrumi calabresi perdono il 40%, mentre l'olivicoltura siciliana segna un -20%.
Secondo Coldiretti, i danni complessivi alle produzioni agricole hanno raggiunto quota tre miliardi di euro a livello nazionale, con picchi nelle regioni del Nord e delle Isole. In Lombardia la produzione di latte è diminuita mediamente del 10-15%, un dato meno estremo delle aree alpine ma rilevante per i grandi allevamenti da latte. Questo quadro entra ora nelle valutazioni su ristori, assicurazioni agevolate e investimenti in infrastrutture irrigue aziendali e collettive.
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