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Irpef 2027, seconda aliquota al 33% fino a 55mila euro: quanto risparmiano davvero gli agricoltori

L’ampliamento del secondo scaglione Irpef a 55mila euro vale per il 2027 e lascia esenti i redditi dominicali e agrari agevolati

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Il Governo ha trovato le risorse, pari a 1,2 miliardi di euro, per ampliare lo scaglione della seconda aliquota Irpef (l'imposta sul reddito delle persone fisiche) dagli attuali 50mila a 55mila euro di reddito, limitatamente al 2027. La misura allontana la soglia di ingresso nell'aliquota massima del 43%, che scatterà solo oltre i 55mila euro, e porta un risparmio fino a 500 euro annui per chi supera quella cifra.

La platea potenziale dell'intervento, secondo le statistiche fiscali, può arrivare fino a 3,3 milioni di contribuenti, ossia tutti quelli con reddito superiore ai 50mila euro. Per le aziende agricole resta confermata l'esenzione sui redditi dominicali e agrari dei terreni, già oggetto di proroga per il prossimo anno.

Come funziona il nuovo scaglione

Il provvedimento si inserisce in una sequenza di interventi sull'Irpef avviati con il passaggio da quattro a tre aliquote e con la riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33%. Il nuovo ampliamento dello scaglione, destinato per ora a valere un solo anno, lascerà al prossimo Esecutivo e al prossimo Parlamento la decisione se renderlo strutturale. Le forze di maggioranza lo hanno collocato nel capitolo della manovra dedicato al cosiddetto ceto medio.

Il meccanismo premia in modo crescente i redditi medio-alti: il vantaggio parte da 100 euro annui per chi dichiara 51mila euro e sale fino a 500 euro per chi supera i 55mila euro, restando poi costante anche oltre quella soglia per effetto del funzionamento a scaglioni dell'imposta. L'impatto reale non si limita quindi ai circa 603mila contribuenti collocati tra 50 e 55mila euro di reddito, ma si estende a tutti coloro che superano i 50mila euro.

Il precedente sui redditi alti

Nella manovra 2026, in occasione della riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33%, il Governo aveva scelto di sterilizzare il vantaggio per i redditi oltre i 200mila euro, riducendo di 440 euro le detrazioni spettanti per alcune tipologie di spesa. La messa a punto del disegno di legge di Bilancio dovrà chiarire se la stessa logica di contenimento sarà applicata anche al nuovo ampliamento dello scaglione.

Spalmato su 13 mensilità, il beneficio massimo si traduce in circa 38,5 euro al mese. La premier Giorgia Meloni, nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri, ha commentato: «Se avessimo potuto avremmo fatto ancora di più, ma è un provvedimento che va letto con quelli già fatti precedentemente».

Il conto della premier e l'agricoltura

Meloni ha fornito un confronto diretto sui numeri:

«Sommando i nostri precedenti interventi, a 55mila euro di reddito il beneficio annuale sale a 1.200 euro».

Secondo la presidente del Consiglio,

«quando ci siamo insediati, chi aveva un reddito di 55mila euro pagava un'Irpef di 16.550 euro, al netto delle possibili detrazioni da lavoro dipendente o pensione, oggi paga 15.350 euro all'anno», un risparmio che equivale «a un beneficio mensile di circa 100 euro, al netto della detassazione dei premi di produttività».

L'intervento sul secondo scaglione non esaurisce le misure della manovra che incideranno sul prelievo Irpef 2027. Per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali resterà in vigore anche il prossimo anno l'agevolazione sui redditi dominicali e agrari dei terreni, con esenzione totale fino a 10mila euro e riduzione del 50% nella fascia tra 10mila e 15mila euro, un punto già approfondito in un precedente articolo sulla proroga Irpef agricola annunciata da Lollobrigida e nell'analisi delle incognite ancora aperte su soglie, Zes e costi del gasolio per le aziende.