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Mezzi agricoli storici, via libera all’intesa ASI-Confagricoltura: certificazione senza nuovi obblighi

ASI, Confagricoltura, 24 mesi: trattori e aratri d’epoca alla Commissione Macchine Agricole e Industriali, senza obblighi

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

L'Automotoclub Storico Italiano e Confagricoltura hanno annunciato il 29 ottobre 2026 l'avvio della collaborazione prevista dal Memorandum sottoscritto il 26 settembre a Misano Adriatico. Il Protocollo d'intesa, firmato dal presidente ASI Alberto Scuro e da Nicola Gherardi, componente della Giunta Esecutiva di Confagricoltura, dura 24 mesi e riguarda la tutela del patrimonio motoristico agricolo.

L'accordo coinvolge le imprese che possiedono trattori e attrezzature d'epoca e introduce un percorso di certificazione dei mezzi storici affiancato da attività di divulgazione. Non comporta obblighi di sostituzione o adeguamento del parco macchine, ma riguarda la valorizzazione di ciò che le aziende agricole già custodiscono nei propri capannoni.

ASI e Confagricoltura: cosa prevede il Protocollo per i mezzi storici

Il testo firmato a fine ottobre definisce il perimetro operativo della collaborazione per i prossimi due anni: eventi, manifestazioni e iniziative di sensibilizzazione rivolte alle imprese agricole che conservano trattori, aratri e macchine d'epoca. L'obiettivo dichiarato è costruire relazioni stabili tra le due organizzazioni, senza imporre adempimenti ai proprietari dei mezzi.

ASI e Confagricoltura, intesa sui mezzi agricoli storici
La Commissione Macchine Agricole e Industriali dell'ASI mette a disposizione competenze tecniche per il riconoscimento storico e documentale dei mezzi d'epoca, distinto dall'idoneità alla circolazione e al lavoro. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Alberto Scuro ha descritto l'intesa come parte di un disegno più ampio: "Stiamo costruendo una fitta rete di rapporti istituzionali in modo che si possano finalizzare attività a beneficio del sistema Paese". Nicola Gherardi ha collegato l'accordo alla storia stessa dell'organizzazione agricola: "La meccanizzazione agricola è un patrimonio che appartiene alla storia di Confagricoltura e continua a guidare l'innovazione del settore".

Il riferimento storico non è casuale: nei primi anni Cinquanta il parco trattori in Italia era dell'ordine di 56.000 unità, salite a oltre 300.000 nel 1962. Nello stesso periodo gli aratri a trazione meccanica passarono da circa 48.000 a quasi 300.000 pezzi, una fotografia di una meccanizzazione che ha trasformato le campagne in poco più di un decennio.

Certificazione dei veicoli agricoli: il supporto della Commissione ASI

Per chi possiede un trattore o un'attrezzatura storica, il punto operativo riguarda la Commissione Macchine Agricole e Industriali dell'ASI, che mette a disposizione le proprie competenze tecniche per il riconoscimento dei mezzi d'epoca. Si tratta di un percorso distinto dalla normativa sulla revisione dei mezzi in uso, argomento su cui restano aperti i tavoli di settore illustrati nella proposta Federacma sulla revisione dei mezzi agricoli.

La certificazione ASI riguarda il valore storico e documentale del mezzo, non la sua idoneità alla circolazione su strada o al lavoro nei campi. Le imprese che intendono far riconoscere un trattore o un'attrezzatura d'epoca potranno fare riferimento alle procedure della Commissione, mentre restano separate le questioni di sicurezza operativa già discusse in sede istituzionale, come emerso dal piano sicurezza dei trattori discusso al CNEL.

Accanto alla certificazione, il Protocollo prevede attività di studio sulla mobilità agricola sostenibile, un filone di ricerca distinto dalla tutela del patrimonio motoristico. La distinzione è rilevante perché evita sovrapposizioni tra la conservazione dei mezzi storici e le linee di innovazione tecnologica che altre iniziative, come il progetto raccontato in Agrimemorie sui trattori storici della Fondazione Marazzato, affrontano parallelamente sul fronte della memoria collettiva del settore.