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Sicurezza trattori, il piano CNEL: revisioni ferme da 10 anni e tre mosse per sbloccarle

7 trattori su 10 oltre i 25 anni, oltre 130 morti l’anno: CNEL, Federacma e Copagri spingono su rottamazione e revisioni

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Un parco macchine dove sette trattori su dieci hanno più di 25 anni e una media di oltre 130 morti ogni anno nei campi: su questi numeri si è confrontato il CNEL, il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, il 6 ottobre 2026 con Federacma, l'associazione dei concessionari di macchine agricole. L'incontro ha messo a fuoco le criticità che ancora limitano la piena estensione del sistema delle revisioni a tutto il parco macchine.

Al centro della discussione, tre nodi operativi: come completare l’estensione delle revisioni periodiche all’intero parco, oggi solo in parte operative, come finanziare la rottamazione dei mezzi non recuperabili e come distinguere questi dall’adeguamento dei trattori ancora utilizzabili. Le proposte discusse al CNEL riguardano misure aggiuntive, non ancora in vigore, che si affiancano agli obblighi già esistenti per i trattori agricoli veloci.

Sicurezza trattori, il piano discusso al CNEL
L'adeguamento dei trattori ancora recuperabili permette di intervenire sui dispositivi di protezione senza procedere necessariamente alla sostituzione della macchina. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Sicurezza dei trattori: cosa è emerso dal confronto al CNEL

Il presidente della Commissione Politiche del lavoro e welfare del CNEL, Claudio Risso, ha sostenuto che la prevenzione deve diventare concretamente accessibile anche alle imprese più piccole e a quelle delle aree interne, dove il ricambio del parco macchine è più lento e i costi di adeguamento pesano proporzionalmente di più sul bilancio aziendale. Il tema è considerato centrale per ridurre gli infortuni gravi e mortali.

Per Copagri, l'organizzazione agricola che ha partecipato al confronto, resta elevato il numero di incidenti legati a mezzi agricoli datati, e lo stallo che da circa un decennio rallenta il completamento del sistema delle revisioni su tutto il parco va superato con incentivi mirati allo svecchiamento (come riportato da ANSA). Per i trattori agricoli veloci resta invece già operativo il quadro di revisione obbligatoria fissato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Eros Gualandi di Legacoop Agroalimentare ha indicato il rinnovo del parco macchine come priorità da accompagnare con investimenti nella formazione, perché la sicurezza di un trattore nuovo dipende anche dalla capacità di chi lo guida di comprenderne funzionamento, potenzialità e limiti reali (secondo quanto dichiarato). Una formazione mirata può accompagnare sia la rottamazione sia l’adeguamento dei mezzi in uso.

Revisione e parco macchine obsoleto: i nodi da risolvere

Il piano discusso distingue tre percorsi che spesso vengono confusi: la rottamazione per i mezzi non più recuperabili sul piano della sicurezza, l’adeguamento tecnico dei trattori ancora validi ma privi di dispositivi di protezione aggiornati, e il ruolo delle officine qualificate nei controlli certificati. Chi gestisce un parco macchine datato, come segnalato già in un allarme sulla vetustà dei trattori italiani, si trova davanti a decisioni economiche non banali su quale dei tre percorsi intraprendere.

Le proposte avanzate al CNEL prevedono procedure burocratiche più snelle per accedere agli incentivi, in linea con quanto Federacma aveva già chiesto in precedenza quando sollecitava una revisione immediata dei mezzi più pericolosi. Il nodo strutturale riguarda l’estensione omogenea delle revisioni periodiche a tutto il parco, mentre per i trattori agricoli veloci delle categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5 il sistema di revisione obbligatoria è già stato attivato dal Decreto Dirigenziale n. 494/2025 e regolato dalla circolare ministeriale 6344/2026.

Le officine qualificate vengono indicate come presidio centrale per i controlli e le manutenzioni certificate, un ruolo che si lega anche alla questione dei tempi di attesa già emersa in passato quando la revisione dei trattori ha subito rallentamenti. Finché il piano discusso al CNEL resta una proposta, per chi lavora la terra il punto da monitorare è la distinzione tra obblighi già in essere per i trattori veloci e misure future che potrebbero riguardare l’intero parco macchine.