Scopri le cover crop che ti salvano i pagamenti PAC 2026
Scelte di leguminose e miscele per rispettare BCAA 6 e 7, sfruttare l’intervento SRA06 e migliorare fertilità e controllo dei nematodi
Le cover crop post-cereale non sono solo una coperta verde per la Pac 2026, ma uno strumento per portare azoto organico, stabilizzare la struttura e ridurre perdite di nitrati. La scelta tra leguminose pure, miscugli con graminacee o brassicacee cambia molto sia sul piano agronomico sia su quello dei pagamenti, specie dove la condizionalità BCAA 6 e 7 è stringente.
Nuove regole PAC 2026 su copertura vegetale dopo i cereali
Il regolamento (UE) 2021/2115 sui piani strategici PAC 2023-2027 lega la BCAA 6 copertura minima del suolo e la BCAA 7 rotazione delle colture alla possibilità di usare colture di copertura e leguminose nei seminativi. La copertura post-cereale diventa quindi uno degli strumenti principali per tenere il terreno protetto nel periodo autunno-invernale, evitando suolo nudo su appezzamenti sensibili a erosione e lisciviazione.
Con il regolamento (UE) 2024/1468 la BCAA 6 è stata resa più flessibile, chiarendo che la copertura può derivare sia dalla scelta delle colture sia dalla durata della stagione vegetativa, lasciando agli Stati membri il compito di definire nel Piano strategico i criteri pratici. La documentazione nazionale sull’intervento SRA06 colture di copertura precisa però che le cover vanno effettivamente seminate ogni anno come coltura specifica, non come ricaccio o inerbimento spontaneo.
Miscele di cover crop per azoto, struttura e controllo dei nitrati
Nel definire le miscele di leguminose come cover crop, la normativa europea sulla gestione ambientale in agricoltura sottolinea il ruolo di queste specie nel migliorare il bilancio dell’azoto grazie alla fissazione biologica, con effetti positivi sulla fertilità e sulla riduzione delle perdite per lisciviazione. In rotazioni di cinque anni è in genere consigliata almeno una coltura leguminosa o una cover a base di leguminose, proprio per sostenere fertilità e bilancio azotato.
Se l’obiettivo principale è l’azoto, una miscela dominata da veccia, trifogli annuali o pisello proteico come colture di copertura, magari con una graminacea fine a basso vigore, consente di fissare azoto e, al tempo stesso, assorbire quello residuo, limitando le perdite di nitrati verso le falde. Dove l’azienda usa già coperture secondarie per migliorare la fertilità conviene verificare la coerenza con l’impianto della gestione delle cover crop come colture secondarie nei seminativi.
Come abbinare cover crop, rotazioni e gestione dei nematodi
La norma BCAA 7 sulla rotazione nei seminativi, richiamata dal regolamento (UE) 2021/2115, può essere soddisfatta anche tramite avvicendamento con leguminose e colture di copertura, purché il contributo alla conservazione del potenziale del suolo sia giustificato secondo il regolamento di esecuzione (UE) 2021/2289. In Italia molte misure agro-climatiche, come l’intervento SRA06, inquadrano le cover crop come pratica di miglioramento strutturale e biologico del terreno.
Con il regolamento (UE) 2025/2649, il cosiddetto Omnibus III in vigore dal 1° gennaio 2026, le aziende con superficie agricola dichiarata fino a 30 ettari non sono più soggette a controlli e sanzioni sulla BCAA 7, mentre le superfici in agricoltura biologica sono considerate conformi d’ufficio alla BCAA 7. Questo consente di concentrare l’attenzione operativa sulle aziende di maggiori dimensioni e sugli appezzamenti convenzionali più esposti a problemi di erosione, lisciviazione e pressione dei patogeni.
Il Piano Strategico Nazionale prevede che le cover usate come colture secondarie per rispettare la BCAA 7 non possano essere pagate due volte per gli stessi impegni, per evitare la duplicazione dei pagamenti. In aziende con problemi di nematodi conviene combinare questi vincoli con miscele specifiche, ad esempio includendo specie a effetto nematocida e programmando rotazioni strutturate, come mostrato dagli schemi di rotazioni con cover crop a effetto nematocide mirate ai nematodi galligeni.
Pianificare le cover crop post-cereale in vista delle semine primaverili
La Commissione europea indica che il 25 percento dei pagamenti diretti PAC 2023-2027 è destinato ai regimi ecologici, dove rientrano pratiche come copertura del suolo e colture di copertura per clima, ambiente e fertilità. Questo dato, riportato nei materiali ufficiali sugli eco-schemi, rende evidente l’interesse ad allineare i piani colturali alle richieste della Pac, valorizzando tecnicamente le cover senza ridurle a mero adempimento.
Per pianificare le cover dopo il cereale in funzione delle semine primaverili conviene impostare un percorso in più fasi: definire l’obiettivo principale (azoto, struttura, controllo nematodi), scegliere la miscela in funzione del rischio gelate e della finestra di semina, verificare la compatibilità con BCAA 6 e 7, e con eventuali interventi come SRA06 o eco-schemi aziendali. Se, ad esempio, la primavera successiva è prevista una semina di soia, può risultare utile valutare l’effetto dei residui di copertura su umidità e lavorazioni, come discusso nell’analisi sui residui delle cover crop prima della semina della soia.
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