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Proteine del latte alla FAZI 2026: ANAFIBJ riunisce filiera e genetica per la resa in caseificio

Alla FAZI 98ª edizione ANAFIBJ riunisce allevatori e trasformatori sul rapporto grasso/proteina e sul valore pagato alla stalla

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Il contenuto proteico del latte e il rapporto tra grasso e proteina diventano il tema centrale di un convegno tecnico che riunisce ricerca, allevamento e trasformazione. L'appuntamento è fissato per il 23 ottobre 2026, nel padiglione 7bis del Centro Fiera del Garda di Montichiari, in provincia di Brescia, nell'ambito della 98ª edizione della FAZI.

L'incontro, moderato dal direttore Alessandro Fantini, mette intorno allo stesso tavolo tecnici di ANAFIBJ (l'Associazione Nazionale Allevatori della razza Frisona, Bruna e Jersey Italiana) e operatori della filiera lattiero-casearia. La domanda che guida i lavori, "quale composizione del latte risponde meglio alle esigenze della filiera", riguarda direttamente chi gestisce la mandria e chi trasforma il latte in formaggio o derivati.

Il valore della proteina nella filiera lattiero-casearia

La composizione del latte non è un dettaglio tecnico da laboratorio: determina la resa in caseificazione, il valore pagato all'allevatore e la qualità del prodotto finito. Un latte con un rapporto grasso/proteina equilibrato consente lavorazioni più efficienti, con meno scarto di siero e una migliore attitudine alla trasformazione in formaggi a denominazione protetta.

Per gli allevatori da latte, il tema si traduce in scelte genetiche e alimentari concrete: la selezione su indici proteici, l'attenzione alla razione e il monitoraggio dei controlli funzionali periodici incidono sulla componente che la filiera remunera meglio. Non è un caso che il dibattito tecnico richiami direttamente le strategie già discusse a proposito del calo dei prezzi del latte e delle strategie di risposta messe in campo da allevatori e cooperative.

La questione del valore aggiunto si lega anche al tema più ampio della sovranità proteica nazionale, già al centro di confronti istituzionali sulle filiere proteiche italiane, dal favino alle leguminose da granella, viste come leva di autonomia e qualità per l'intero comparto zootecnico.

FAZI e ANAFIBJ: i temi del confronto sul futuro del latte

Il convegno del 23 ottobre si inserisce in un percorso di confronto tecnico che ANAFIBJ porta avanti da mesi sul territorio. Già a fine settembre, il meeting regionale della Frisona italiana ospitato nell'Allevamento Martin, in provincia di Teramo, aveva riunito circa 350 partecipanti attorno agli stessi nodi: qualità genetica, resa in caseificazione e prospettive di mercato per il latte italiano.

A Montichiari il confronto si allarga alla filiera completa, mettendo in dialogo allevatori, selezionatori e trasformatori sotto lo stesso tetto. L'obiettivo dichiarato è capire quale composizione del latte risponde meglio alle esigenze di chi lo trasforma, un tema che si intreccia con le discussioni più recenti su doppio prezzo del latte e valorizzazione della materia prima portate avanti dalle organizzazioni di categoria.

Il convegno arriva anche in un momento in cui il tema delle proteine alternative nei mangimi e l'attenzione a fonti proteiche diverse dalla soia stanno ridisegnando le razioni in molte stalle italiane. Chi segue da vicino questi sviluppi può trovare utile confrontare l'approccio emerso a Montichiari con le indicazioni già raccolte in una guida sulle proteine alternative alla soia nei mangimi, pensata proprio per tecnici di stalla e consulenti.