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Inflazione al 4,2% e gasolio agricolo fuori controllo: chi guadagna davvero col caro carburanti

Istat al 4,2%, gasolio agricolo sotto pressione: Orlando, Peluffo, FAIB e FEGICA puntano su un price cap da 90 giorni

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

L'inflazione italiana è salita al 4,2% su base annua a settembre, dal 3,3% di agosto. Secondo l'Istat l'accelerazione dipende soprattutto dai beni energetici, i cui prezzi sono cresciuti del 22,3% su base annua, con ricadute dirette su autotrasporto, agricoltura, pesca, cantieri e industria.

Di fronte all'aumento, alcune grandi compagnie petrolifere hanno scelto di calmierare volontariamente i prezzi nelle proprie reti di distribuzione. Andrea Orlando, ex ministro del Lavoro e responsabile Politiche industriali del Pd, e Vinicio Peluffo, vicepresidente Pd della Commissione Attività produttive della Camera, chiedono invece al Governo uno strumento normativo stabile per fissare un tetto ai prezzi dei carburanti in circostanze straordinarie.

Inflazione 4,2% e proposta di price cap sui carburanti
Le oscillazioni dei prezzi dei carburanti coinvolgono anche l'autotrasporto, con possibili ripercussioni sui costi logistici e sui prezzi finali delle merci. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Il nodo della distribuzione indipendente

Gli interventi volontari delle grandi compagnie riguardano solo le loro reti dirette, mentre il mercato nazionale dei carburanti è molto più articolato: la distribuzione indipendente rappresenta oltre un terzo della rete nazionale e si rifornisce attraverso il canale extrarete, da cui dipendono anche autotrasporto, industria, agricoltura, pesca e cantieri. Se il carburante all'ingrosso resta alle normali condizioni di mercato, un gestore indipendente può non avere margine per allineare il prezzo alla pompa a quello calmierato dalle grandi reti.

Per Orlando e Peluffo questo squilibrio rischia di produrre un effetto opposto a quello auspicato: "Una misura positiva per il consumatore rischia di produrre uno squilibrio competitivo tra reti delle grandi compagnie e operatori indipendenti, rafforzando posizioni dominanti e condotte oligopolistiche", scrivono i due esponenti del Pd. Da qui la richiesta di una risposta pubblica e regolata, anziché affidata alle decisioni volontarie dei singoli operatori, anche alla luce del peso del gasolio agricolo sui bilanci aziendali.

La proposta del tetto dinamico

Orlando e Peluffo rilanciano il modello presentato da FAIB Confesercenti e FEGICA in una recente audizione al Senato: un price cap temporaneo e proporzionato, attivabile per legge solo in circostanze straordinarie e su criteri oggettivi predeterminati. Il tetto sarebbe dinamico, calcolato a partire da un prezzo di riferimento precedente allo shock e aggiornato in base a quotazioni internazionali, prodotti raffinati, cambio, costi domestici e fiscalità, lasciando comunque liberi gli operatori di vendere a prezzi inferiori.

La proposta di FAIB e FEGICA prevede una durata iniziale di 90 giorni, prorogabile una sola volta per altri 90, con verifiche periodiche e una clausola di salvaguardia. "Pensiamo sia necessaria l'introduzione per legge di uno strumento temporaneo e proporzionato che consenta, in circostanze straordinarie, di fissare un tetto massimo al prezzo dei carburanti sulla base di criteri oggettivi e predeterminati", affermano Orlando e Peluffo, precisando che "la liberalizzazione deve rimanere la regola" e il tetto resta un'eccezione limitata nel tempo.

Extraprofitti e coordinamento europeo

Per i due esponenti Pd, il fatto stesso che alcune compagnie possano permettersi di ridurre i prezzi nelle proprie stazioni conferma la fondatezza del tema del contributo richiesto alle imprese che hanno realizzato extraprofitti nel settore energetico. Si tratta di una questione distinta ma collegata a quella del price cap, perché entrambe toccano la distribuzione del costo dell'energia lungo la filiera, dall'autotrasporto ai prezzi finali pagati dai consumatori, come mostrano anche i rincari di fertilizzanti e gasolio per l'ortofrutticolo.

Orlando e Peluffo chiedono inoltre di aprire un confronto con la Commissione europea e gli altri Stati membri per costruire una risposta coordinata a livello comunitario, richiesta che definiscono di lunga data nei confronti del Governo italiano. "È questa la strada sulla quale chiediamo al Governo di confrontarsi: tutelare il potere d'acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese, garantire condizioni eque di concorrenza e non scaricare ancora una volta sul bilancio pubblico il costo dell'emergenza", concludono i due esponenti del Pd, in un contesto dove i rincari regionali del carburante agricolo si sommano alle pressioni sui margini già compressi dal calo dei prezzi agricoli UE.