BCS evita la liquidazione: 500 dipendenti ancora senza stipendio, ora la prova del 26 ottobre
Per BCS patrimonio netto negativo e 500 dipendenti senza stipendio, ora la domanda di amministrazione straordinaria diventa decisiva.
L'amministratore unico di BCS, l'ingegner Fabrizio Castoldi, predisporrà entro il 26 ottobre la domanda di ammissione all'amministrazione straordinaria, dopo che l'assemblea dei lavoratori ha preso atto del patrimonio netto negativo rilevato al 31 agosto. La procedura, aggiornata ai dati patrimoniali del 30 settembre, evita per il momento la liquidazione dell'azienda.
Circa 500 dipendenti restano a libro paga nelle tre società del gruppo, da mesi senza stipendio. I sindacati Cgil e Cisl, che seguono da vicino la vertenza, hanno definito il passaggio "un salto nel vuoto" evitato, ma non ancora la soluzione della crisi che coinvolge uno dei principali produttori italiani di macchine agricole.
BCS, il patrimonio netto negativo e il rischio liquidazione
La situazione patrimoniale negativa rilevata al 31 agosto ha imposto all'amministratore unico di intervenire prima che i sindaci revisori del bilancio potessero disporre la messa in liquidazione. È la stessa dinamica già emersa nei mesi precedenti, quando la vertenza era legata a un piano industriale che doveva decidere il futuro di 500 posti.
Per i rappresentanti sindacali di Cgil e Cisl, "si sta concretizzando quanto da noi auspicato, evitando la messa in liquidazione dell'azienda che avrebbe rappresentato un salto nel vuoto per i circa 500 dipendenti". La dichiarazione arriva dopo settimane in cui il tavolo aperto a Roma non aveva prodotto una svolta concreta sulla vertenza.
Il passaggio verso l'amministrazione straordinaria non chiude la partita. Come sottolineano gli stessi sindacati, "l'avvio del percorso verso l'amministrazione straordinaria rappresenta un passaggio significativo, ma non ancora la soluzione definitiva della crisi": resta aperta la questione della continuità produttiva e del patrimonio industriale dello stabilimento.
Amministrazione straordinaria BCS, la domanda entro il 26 ottobre
Il deposito dell'istanza entro il 26 ottobre apre la strada alla nomina di un commissario da parte del Ministero competente, chiamato a gestire la fase successiva della crisi. Il passaggio segue un percorso già segnato da scadenze ravvicinate, compreso l'ultimatum di dieci giorni sullo stabilimento di Abbiategrasso.
Per le sigle sindacali territoriali, "quello previsto per il 26 ottobre sarà un passaggio cruciale per definire il percorso successivo e capire quali margini potranno aprirsi per il rilancio dell'azienda". La formula richiama le incertezze già emerse quando si era parlato di un possibile acquirente per rilanciare la produzione.
Le priorità indicate dai sindacati restano tre: continuità produttiva, salvaguardia del patrimonio industriale e tutela dell'occupazione per i lavoratori ancora in forza. Resta da capire se la stessa cautela riguarderà anche gli sviluppi legati a lo scudo legale del concordato già discusso nei mesi scorsi, visto che l'amministrazione straordinaria segue un binario giuridico distinto.
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