Fertilizzanti e gasolio: costi in crescita per l'ortofrutticolo
I dati BMTI segnalano pressioni crescenti sui costi nel settore ortofrutticolo: urea +75,6%, ortaggi in serra fino a +56% sul mese
Le rilevazioni della Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) — che aggrega i prezzi all'ingrosso rilevati da Camere di commercio, mercati all'ingrosso e Commissioni Uniche Nazionali — delineano uno scenario di pressione crescente sui costi di produzione agricola.
L'escalation è direttamente riconducibile alla crisi in Medio Oriente: la dipendenza dello Stretto di Hormuz per circa il 20% dell'offerta mondiale di fertilizzanti ha innescato una spirale che si propaga lungo tutta la catena del valore agroalimentare, dalla concimazione alla distribuzione.
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Finocchi |
Cavolfiore |
Asparago verde | Pomodoro ciliegino |
| +56% | +46% | +28% | +27% |
Urea +75,6%: il nodo fertilizzanti e le implicazioni per le semine
Il dato più critico per gli operatori del settore cerealicolo riguarda l'urea, il fertilizzante azotato di più largo impiego: dall'inizio del conflitto in Medio Oriente ha registrato un incremento del 75,6%, con quotazioni più che raddoppiate su base annua (+120%).
Per un'azienda cerealicola di medie dimensioni, con fabbisogni di concimazione in azoto nell'ordine di 150-200 kg/ha, l'impatto economico per ettaro è già oggi significativamente superiore rispetto alla campagna 2024.
Le rilevazioni BMTI di aprile 2026 registrano rialzi mensili superiori al 30% per gli ortaggi in serra riscaldata: finocchi (+56%), cavolfiore bianco (+46%), asparago verde (+28%), pomodoro ciliegino (+27%). Variazioni che riflettono l'aumento combinato dei costi energetici e degli effetti climatici avversi in Sicilia nei primi mesi dell'anno.
BMTI segnala in questo contesto timori concreti per le prossime semine di mais e riso: una contrazione delle superfici investite o un ricorso a piani di fertilizzazione sub-ottimali potrebbe riflettersi sui livelli produttivi nazionali già a partire dalla campagna in corso.
La dinamica ricorda, per intensità e velocità, quanto accaduto nel 2022, pur con differenze strutturali nel quadro di approvvigionamento.
L'urea ha registrato un incremento del 75,6% dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, con prezzi più che raddoppiati su base annua (+120%). BMTI segnala rischi concreti per le semine di mais e riso: un piano di fertilizzazione ridotto potrebbe comprimere le rese già nella campagna 2026.
La GDO ancora non registra i rincari, ma il trasferimento è atteso
Al momento i rincari rilevati da BMTI non si sono ancora trasmessi agli scaffali della grande distribuzione, come confermano i dati Circana aggiornati a marzo 2026. Si tratta tuttavia di un disallineamento temporaneo: il trasferimento dei costi a valle della filiera è considerato inevitabile, almeno parzialmente, dagli analisti del settore.
A pesare non sono solo i fattori produttivi: il caro gasolio sta colpendo con particolare intensità le produzioni in serra riscaldata — un modello produttivo che caratterizza la floricoltura e l'orticoltura intensiva del Sud Italia — e impatta sui costi logistici di una filiera che viaggia quasi esclusivamente su gomma.
I prezzi all'ingrosso rilevati da BMTI non si sono ancora trasferiti alla GDO, ma il disallineamento è atteso come temporaneo. Federdistribuzione chiede la sospensione degli ETS e la proroga delle agevolazioni sulle accise in scadenza il 1° maggio, con priorità al trasporto professionale rispetto a quello privato.
Federdistribuzione, per voce del suo presidente, chiede al Governo la sospensione degli ETS come leva per reperire risorse destinate a compensare l'aggravio dei costi, oltre a una proroga delle agevolazioni sulle accise in scadenza il 1° maggio 2026, con criteri di priorità differenziati tra uso professionale e privato del trasporto.
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