Tax credit gasolio agricolo: molti esclusi, chi incassa davvero?
Imprese agricole attive con codice ATECO 01 accedono al credito AGEA fino al 20 per cento delle spese di gasolio e benzina ammesse
La circolare AGEA sul credito d’imposta per il gasolio agricolo è operativa e apre una finestra limitata per recuperare parte dei costi di carburante sostenuti tra marzo e maggio 2026. Il beneficio riguarda il gasolio e la benzina utilizzati nei mezzi agricoli e nel riscaldamento delle serre orticole, ma non tutte le attività restano effettivamente coperte.
Il credito spetta alle imprese che rientrano nella definizione di agricoltore in attività e che impiegano carburante in trattori, macchine operatrici e impianti legati al ciclo produttivo. Restano invece esclusi i mezzi estranei all’attività agricola e diversi utilizzi di gasolio, con ricadute dirette in particolare sui contoterzisti che non rientrano nei requisiti fissati dal decreto interministeriale.
Credito d’imposta gasolio agricolo
Il credito d’imposta sui carburanti agricoli 2026 è stato istituito dall’articolo 8-ter del decreto-legge 27 marzo 2026 n. 38 come contributo straordinario per fronteggiare il caro gasolio. Copre fino al 20% delle spese per gasolio e benzina acquistati dal 1° marzo al 31 maggio 2026 per i mezzi impiegati nelle attività agricole e per il riscaldamento delle serre orticole.
Il decreto interministeriale Masaf-Mef individua AGEA come soggetto gestore dell’incentivo e mette a disposizione risorse pari a 89,8 milioni di euro, con un tetto massimo di 50mila euro per impresa. Questo quadro si inserisce nella serie di misure già attive su tax credit gasolio agricolo previsti dal decreto per contenere l’impatto dei carburanti.
Secondo la circolare AGEA, possono accedere al credito gli agricoltori in attività iscritti come impresa agricola attiva nel registro imprese, oppure alla previdenza agricola INPS, oppure titolari di partita IVA con codice ATECO 01. È inoltre richiesto il rispetto della definizione di agricoltore in attività prevista dall’articolo 4 del decreto ministeriale 23 dicembre 2022 n. 660087, che condiziona l’accesso a diversi regimi di sostegno.
Chi resta fuori dal tax credit
La misura riguarda esclusivamente carburante destinato a mezzi e impianti utilizzati nell’esercizio delle attività agricole. Restano quindi fuori le spese di gasolio per autovetture aziendali, furgoni e mezzi stradali impegnati in trasporti commerciali non agricoli, anche quando intestati all’impresa, così come il carburante usato per attrezzature non direttamente collegate al ciclo produttivo in campo o in azienda.
La circolare precisa che rientrano tra i mezzi agevolati trattori, macchine agricole operatrici semoventi, motopompe per irrigazione, gruppi elettrogeni agricoli e impianti per il riscaldamento delle serre. Non è invece riconosciuto il credito per il gasolio impiegato in attività di trasporto conto terzi che esulano dall’ATECO 01, circostanza che limita il beneficio a una parte dei contoterzisti, come già emerso per precedenti misure di credito d’imposta trimestrale sul gasolio agricolo.
In uno scenario tipico, un’impresa che utilizza lo stesso deposito di gasolio per alimentare sia i trattori sia i camion di trasporto merci non agricolo potrà computare nel credito solo la quota riferita ai mezzi agricoli. Questo richiede una distinzione puntuale dei consumi rispetto al carburante destinato ad attività non ammesse, come chiarito anche dagli approfondimenti sui bonus imprese per gasolio agricolo.
Domanda AGEA e scadenze
Le domande per il credito d’imposta sul gasolio agricolo devono essere presentate ad AGEA in via telematica dal 6 agosto al 30 settembre 2026, utilizzando la piattaforma dedicata e le modalità operative definite dalla circolare e dalle istruzioni operative. Chi gestisce un’azienda agricola deve quindi disporre di una posizione aggiornata in Anagrafe, con tutti i dati aziendali coerenti con i requisiti di accesso.
La domanda AGEA prevede in genere la dichiarazione delle spese sostenute nel periodo agevolato e l’indicazione dei mezzi e impianti per cui si chiede il credito. Su questi aspetti sono già attivi vari approfondimenti tecnici sulla domanda per il carburante agricolo 2026 e requisiti e sulle modalità di gestione dei diversi crediti di imposta gasolio agricolo 2026.
Un’agricola che ha acquistato carburante tra marzo e maggio 2026 deve conservare fatture e documenti di consegna per dimostrare l’effettivo utilizzo in attività agricole, tenendo distinto il carburante impiegato in mezzi esclusi. Questa distinzione è importante anche in vista di eventuali controlli sul corretto impiego del tax credit rispetto ai limiti fissati dal decreto.
Importo, limite e spese ammesse
Il credito d’imposta riconosciuto alle imprese agricole copre fino al 20% delle spese per gasolio e benzina acquistati tra 1° marzo e 31 maggio 2026 per mezzi agricoli e serre. L’agevolazione è concessa entro un tetto individuale di 50mila euro per impresa, importo che si coordina con altre misure di sostegno già attive su carburanti e input produttivi.
Nel calcolo rientrano le spese documentate per l’acquisto di carburante destinato a trattori, macchine agricole operatrici semoventi, motopompe per irrigazione, gruppi elettrogeni utilizzati in azienda e impianti di riscaldamento delle serre. Misure analoghe sono state previste anche per altri input, come il tax credit fertilizzanti e carburanti, che segue una logica di sostegno ai costi variabili più esposti alla volatilità.
Restano escluse dal perimetro del credito le spese per carburante di autovetture, mezzi destinati al trasporto commerciale non agricolo e attrezzature non direttamente collegate alla produzione. Per una valutazione complessiva dell’impatto dei diversi crediti d’imposta su macchine e mezzi, è utile confrontare anche i riferimenti più generali sulle agevolazioni gasolio in agricoltura 2026 e sul ruolo delle macchine agricole nei costi aziendali.
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