Tax credit fertilizzanti e carburanti: guida pratica 2026
DL 63/2026 e Legge 113/2026, 130 milioni totali: tax credit carburanti 20% e fertilizzanti 30%, F24 entro 31 dicembre 2026
Tax credit carburanti e fertilizzanti 2026: tutto quello che serve sapere per non perdere il beneficio
Con la conversione in legge del Decreto Legge 63/2026, avvenuta il 25 giugno con la Legge 113/2026, sono stati definitivamente confermati i crediti d'imposta per l'acquisto di carburanti agricoli e fertilizzanti. Le previsioni contenute nel precedente DL 89/2026 — formalmente abrogato e assorbito nel nuovo provvedimento — restano valide in toto, con un pacchetto complessivo di agevolazioni che vale 130 milioni di euro distribuiti tra le due misure.
Per le aziende agricole che hanno sostenuto spese per carburanti e fertilizzanti nel trimestre marzo-maggio 2026, le prossime settimane saranno decisive: bisogna conservare la documentazione, attendere i decreti attuativi e prepararsi a utilizzare i crediti in compensazione entro il 31 dicembre 2026.
Il credito carburanti: fino al 20% sugli acquisti del trimestre marzo-maggio
Il tax credit carburanti agricoli è il più ampio delle due misure, con una dotazione complessiva di 90 milioni di euro. Il credito può ammontare fino al 20% della spesa sostenuta per l'acquisto di carburanti, calcolata al netto dell'IVA. Questa percentuale rappresenta l'intensità massima del beneficio: l'ammontare effettivo per ciascuna azienda varierà in funzione del limite di spesa complessivo disponibile e dei criteri che verranno fissati dal decreto attuativo del Ministero dell'Agricoltura (Masaf), di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef).
L'arco temporale coperto dalla misura è il trimestre marzo-maggio 2026 — un ampliamento rispetto alla previsione originaria del DL 38/2026, che inizialmente riguardava solo il mese di marzo. Il perimetro delle spese agevolabili comprende l'acquisto di gasolio e benzina per i mezzi utilizzati nell'esercizio delle attività agricole, con un'estensione importante introdotta dalla conversione del DL 42/2026: sono inclusi anche i carburanti per il riscaldamento di serre destinate alla coltivazione di piante orticole — una precisazione che allarga significativamente la platea delle aziende potenzialmente beneficiarie.
Il credito d'imposta carburanti copre gli acquisti del trimestre marzo-maggio 2026: per accedere al beneficio sarà necessario conservare le fatture al netto dell'IVA e, probabilmente, le quietanze di pagamento o documentazione equipollente come le ricevute dei bonifici.
Il credito fertilizzanti: novità assoluta, fino al 30% della spesa
Il tax credit fertilizzanti è invece una novità assoluta nel panorama delle agevolazioni agricole italiane, introdotta dall'articolo 1-ter del DL 63/2026 con i commi 3-6. La dotazione è di 40 milioni di euro, e il credito può raggiungere fino al 30% della spesa sostenuta per l'acquisto di fertilizzanti nel medesimo trimestre marzo-maggio 2026, sempre calcolata al netto dell'IVA.
Un aspetto da chiarire riguarda cosa si intende esattamente per fertilizzanti ai fini di questa agevolazione. Consultando il portale del Ministero dell'Agricoltura, si evince che per fertilizzanti si intendono le sostanze che contribuiscono al miglioramento della fertilità del terreno agrario, al nutrimento delle piante coltivate o al loro migliore sviluppo. La categoria si suddivide in concimi, ammendanti e correttivi. Sono quindi escluse dall'agevolazione altre spese che le aziende agricole tipicamente sostengono — come gli antiparassitari — che non rientrano nella definizione normativa di fertilizzante.
Il tax credit fertilizzanti è una novità assoluta del 2026: spetta esclusivamente per l'acquisto di concimi, ammendanti e correttivi, non per altri prodotti agricoli come gli antiparassitari, che restano esclusi dall'agevolazione
Come si calcola il beneficio: la base di riferimento è la fattura al netto dell'IVA
Per entrambe le misure, la base di calcolo del credito d'imposta è costituita dagli importi delle fatture di acquisto al netto dell'IVA. In assenza di decreti attuativi specifici per le due misure agricole, le regole operative dovrebbero ricalcare quelle già previste dal DM 22 maggio 2026 per il tax credit carburanti delle imprese ittiche, che costituisce il precedente più vicino dal punto di vista normativo.
In base a quel modello, alle fatture di acquisto dovranno probabilmente affiancarsi le quietanze di pagamento o documentazione equipollente — ad esempio ricevute di bonifici bancari o altri strumenti di pagamento tracciabili. Chi ha effettuato acquisti nel trimestre di riferimento e non ha ancora archiviato in modo ordinato tutta la documentazione correlata farebbe bene ad attivarsi ora, prima che i decreti attuativi rendano ufficiali le procedure.
L'ammontare definitivo del beneficio per ciascuna azienda — che potrà attestarsi fino al 20% per i carburanti e fino al 30% per i fertilizzanti, ma potrebbe risultare inferiore in funzione delle risorse disponibili rispetto alle domande pervenute — sarà definito dal Ministero dell'Agricoltura con il decreto attuativo atteso nelle prossime settimane.
Come si utilizza: compensazione entro il 31 dicembre 2026
Entrambi i crediti d'imposta dovranno essere utilizzati in compensazione tramite modello F24, esclusivamente entro il 31 dicembre 2026. Una scadenza ravvicinata che rende ancora più importante monitorare l'uscita dei decreti attuativi nei prossimi mesi per non rischiare di perdere il beneficio per mancanza di tempo.
Un aspetto operativo rilevante è che per questi crediti non si applicano i limiti ordinari alle compensazioni: le aziende agricole potranno quindi utilizzarli senza il vincolo del tetto annuale di 250.000 euro tipicamente applicabile ai crediti d'imposta in compensazione — una semplificazione che facilita l'utilizzo integrale del beneficio nell'anno in corso.
Entrambi i crediti d'imposta devono essere utilizzati in compensazione tramite F24 entro il 31 dicembre 2026: per queste misure non si applicano i limiti ordinari alle compensazioni, il che consente un utilizzo più ampio del beneficio nell'anno corrente.
Il regime fiscale: non imponibili e cumulabili con altre agevolazioni
Sul piano fiscale, entrambe le misure godono di un trattamento favorevole: i crediti d'imposta non sono imponibili ai fini delle imposte sui redditi (IRPEF e IRES) né dell'IRAP. Questo significa che il beneficio non va a incrementare la base imponibile dell'azienda, amplificando di fatto il vantaggio economico rispetto a quanto indicato dalle sole percentuali nominali.
Le due agevolazioni possono inoltre cumularsi con altre agevolazioni eventualmente spettanti all'azienda agricola, con un solo limite: considerato il vantaggio fiscale legato alla non imponibilità, il beneficio complessivo non deve eccedere il costo effettivamente sostenuto. Una cautela di buon senso normativo che impedisce di ottenere un vantaggio superiore alla spesa realmente affrontata.
Non vi sono infine preclusioni legate alle modalità di determinazione del reddito adottate dall'azienda: le agevolazioni sono applicabili indipendentemente dal regime contabile e fiscale — forfettario, semplificato o ordinario — dell'impresa agricola beneficiaria.
I crediti d'imposta per carburanti e fertilizzanti non concorrono alla formazione del reddito imponibile e sono cumulabili con altre agevolazioni, purché il beneficio complessivo non superi il costo effettivamente sostenuto dall'azienda agricola.
Cosa fare adesso in attesa dei decreti attuativi
Per le aziende agricole che hanno sostenuto spese per carburanti e fertilizzanti nel trimestre marzo-maggio 2026, l'attesa dei decreti attuativi del Masaf/Mef non deve essere un'attesa passiva. Il momento per prepararsi è adesso, prima che le scadenze di utilizzo del credito si avvicinino.
Il primo passo è raccogliere e archiviare tutte le fatture di acquisto di carburanti e fertilizzanti del trimestre di riferimento, verificando che riportino le informazioni necessarie — fornitore, data, importo e IVA esposta separatamente. Il secondo è raccogliere la documentazione di pagamento — bonifici, ricevute, estratti conto — che con ogni probabilità sarà richiesta dai decreti attuativi.
Il terzo è distinguere con attenzione le spese agevolabili da quelle non incluse: per i carburanti, solo quelli destinati ai mezzi agricoli e al riscaldamento delle serre orticole; per i fertilizzanti, solo concimi, ammendanti e correttivi, con esclusione esplicita degli antiparassitari e di altri prodotti di difesa delle colture.
Infine, considerato che l'ammontare definitivo del beneficio dipenderà dalle risorse disponibili e dal numero di domande presentate, è consigliabile monitorare con attenzione le comunicazioni del Ministero dell'Agricoltura nelle prossime settimane, per attivarsi tempestivamente non appena i decreti attuativi renderanno operative le procedure di accesso.
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