Rentri 2026: le imprese agricole possono cancellarsi a marzo
Consorzi, imprese agricole e piccole partite IVA possono cancellarsi dal Rentri entro il 30 marzo 2026. Scadenza e procedura
C'è una scadenza che riguarda direttamente migliaia di aziende agricole italiane: il 30 marzo 2026. Entro quella data gli imprenditori agricoli già iscritti al Rentri — il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti — possono cancellarsi con effetto immediato. Chi non lo fa in tempo dovrà aspettare almeno un altro anno.
La legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025, articolo 1, comma 789) ha escluso gli imprenditori agricoli dall'obbligo di iscrizione al Rentri, sia per i rifiuti non pericolosi che per quelli pericolosi. Una semplificazione importante per un settore che ogni anno produce rifiuti di ogni tipo — dagli imballaggi dei fitofarmaci agli oli esausti dei trattori — e che spesso si trova a fare i conti con adempimenti burocratici complessi e costosi.
Cosa è il Rentri e perché interessa le aziende agricole
Il Rentri è il sistema digitale istituito per tracciare i movimenti dei rifiuti dalla produzione allo smaltimento finale. L'iscrizione obbligava le imprese a registrare in formato digitale i propri carichi e scarichi di rifiuti, sostituendo progressivamente i vecchi registri cartacei.
Per le aziende agricole l'impatto era significativo: trattori, macchine operatrici e attività di campo generano una varietà di rifiuti classificati come pericolosi — oli esausti, filtri, batterie, pneumatici fuori uso, imballaggi di prodotti fitosanitari — che fino a oggi richiedevano una gestione documentale precisa e l'iscrizione al registro digitale.
Con la legge di Bilancio 2026 questo obbligo è venuto meno per la quasi totalità delle imprese agricole. Ma attenzione: l'esclusione non è automatica per chi è già iscritto. Occorre cancellarsi attivamente, e farlo entro il 30 marzo se si vuole che l'uscita abbia effetto immediato.
Anche dopo la cancellazione dal Rentri, le imprese agricole devono usare il formulario cartaceo per ogni conferimento di rifiuti e conservarlo per tre anni
Chi è escluso: le due categorie di imprenditori agricoli
La norma distingue due situazioni distinte per gli imprenditori agricoli ai sensi dell'articolo 2135 del Codice civile. I produttori di rifiuti non pericolosi innanzitutto.
Gli imprenditori agricoli con volume di affari annuo non superiore a 8.000 euro sono esclusi dall'obbligo di iscrizione come produttori di rifiuti non pericolosi. Una soglia pensata per le microaziende e le piccole conduzione familiari che producono rifiuti in quantità marginale e che fino a oggi erano comunque soggette agli adempimenti del Rentri.
E poi quelli che generano rifiuti pericolosi. Questa è la novità più rilevante per il settore. Gli imprenditori agricoli ai sensi dell'art. 2135 c.c. sono esclusi dall'obbligo di iscrizione al Rentri anche come produttori di rifiuti pericolosi, e in questo caso senza alcun limite di fatturato. Significa che anche le aziende agricole di medie e grandi dimensioni — che producono oli esausti, batterie esauste, imballaggi di fitofarmaci e altri rifiuti classificati pericolosi — non sono più tenute all'iscrizione al registro digitale.
Perché cancellarsi entro il 30 marzo 2026
L'esclusione dalla norma è già in vigore, ma chi è già iscritto al Rentri non viene cancellato automaticamente. Deve presentare formale richiesta di cancellazione, e la data del 30 marzo è decisiva per due motivi.
Se la cancellazione viene presentata entro il 30 marzo 2026, l'uscita dal registro avviene con effetto immediato. Il Ministero dell'Ambiente ha confermato che questo effetto si produce in conseguenza diretta dell'applicazione della norma primaria sopravvenuta: non è necessario aspettare la fine dell'anno.
Se invece si aspetta oltre quella data, la cancellazione decorre dall'anno solare successivo. In altri termini, si resta formalmente iscritti al Rentri per tutto il 2026, con gli obblighi che ne derivano, anche se la legge non impone più l'iscrizione.
Come cancellarsi dal Rentri: la procedura
La procedura è interamente online e richiede pochi passaggi. Si accede al portale ufficiale all'indirizzo www.rentri.gov.it e si entra nell'area riservata agli Operatori. Da lì si seleziona la procedura di Variazione e poi quella di Cancellazione. Il costo è di 10 euro per ogni unità locale iscritta.
Un dettaglio importante: il Ministero ha chiarito esplicitamente che non è previsto il rimborso dei contributi e dei diritti precedentemente versati, indipendentemente dal momento in cui si effettua la cancellazione. Quindi non conviene aspettare nella speranza di ottenere un rimborso: non arriverà.
Cosa cambia nella gestione dei rifiuti agricoli dopo la cancellazione
Cancellarsi dal Rentri non significa essere esentati da ogni obbligo documentale sui rifiuti. Questo è un punto su cui fare chiarezza, perché genera spesso confusione.
Tutti i soggetti esclusi dal Rentri — comprese le imprese agricole — devono continuare a usare il formulario di trasporto dei rifiuti in formato cartaceo. L'esclusione dalla tracciabilità digitale non elimina l'obbligo di documentare i movimenti dei rifiuti: semplicemente, lo strumento torna a essere quello tradizionale invece di quello digitale.
La buona notizia è che la legge di conversione del Decreto Milleproroghe (legge 26/2026, articolo 13, comma 5-bis) ha stabilito che fino al 15 settembre 2026 il formulario può essere emesso in formato cartaceo in alternativa alla modalità digitale xFir. Quindi non ci sono problemi di transizione per chi si cancella nei prossimi giorni.
La conservazione del formulario per tre anni
Per i produttori di rifiuti pericolosi esclusi dal Rentri — categoria che include gli imprenditori agricoli — il registro di carico e scarico deve essere sostituito dalla conservazione progressiva per tre anni del formulario di trasporto. Questo documento vale anche ai fini del Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD).
In pratica: ogni volta che si conferisce un rifiuto pericoloso a un soggetto autorizzato al ritiro, si riceve il formulario compilato. Quel documento va conservato in modo ordinato per almeno tre anni. Niente di particolarmente oneroso, ma è importante non trascurarlo.
I rifiuti pericolosi più comuni nelle aziende agricole
Vale la pena ricordare quali sono i rifiuti classificati come pericolosi che le aziende agricole producono più frequentemente, perché per tutti questi il formulario cartaceo resta obbligatorio anche dopo la cancellazione dal Rentri.
Gli imprenditori agricoli esclusi dal Rentri dalla legge di Bilancio 2026 devono cancellarsi entro il 30 marzo per ottenere l'effetto immediato
Gli oli esausti del motore del trattore e delle macchine operatrici sono rifiuti pericolosi e devono essere conferiti a raccoglitori autorizzati. Lo stesso vale per i filtri olio e i filtri carburante usati, per le batterie al piombo esauste, per i pneumatici fuori uso (anche se tecnicamente non pericolosi, sono soggetti a gestione specifica), per gli imballaggi vuoti di prodotti fitosanitari — anche se lavati — e per i prodotti fitosanitari scaduti o inutilizzabili.
Per tutti questi rifiuti, il flusso operativo dopo la cancellazione dal Rentri è semplice: si chiama il raccoglitore autorizzato, si consegna il rifiuto, si riceve il formulario, si conserva per tre anni.
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