Una sola firma può chiudere BCS Abbiategrasso: 400 lavoratori sospesi tra 4 strade senza decisione
BCS Abbiategrasso, 400 lavoratori, 4 scenari: amministrazione controllata ferma senza la firma dell’ad dopo il 26 ottobre
Alla Bcs di Abbiategrasso manca una sola firma per decidere il destino di 400 lavoratori. I sindaci liquidatori hanno già predisposto i documenti per la richiesta di amministrazione controllata, ma l'amministratore delegato non ha ancora sottoscritto le carte necessarie alla nomina di un commissario da parte del ministero del Lavoro.
L'appuntamento per la liquidazione era fissato al 26 ottobre, data ormai superata senza una decisione formale della proprietà. I lavoratori, che da mesi seguono una vertenza fatta di rinvii e scadenze, si preparano a nuove mobilitazioni mentre l'azienda resta sospesa tra quattro scenari diversi, nessuno dei quali è stato ancora scelto.
BCS Abbiategrasso, quale firma manca per il commissariamento
La procedura di amministrazione controllata richiede un passaggio formale preciso: la sottoscrizione dei documenti predisposti dai sindaci liquidatori da parte della proprietà. Senza quella firma il ministero del Lavoro non può procedere alla nomina di un commissario, e l'azienda resta in un limbo giuridico che si trascina da settimane, come già raccontato nell'esito della scadenza del 26 ottobre per BCS.
Il nodo riguarda direttamente l'amministratore delegato, che finora non ha deciso di apporre la propria firma sui documenti necessari alla liquidazione. Una scelta che blocca ogni passaggio successivo e che pesa sulla produzione di motocoltivatori e motozappe, settore in cui BCS mantiene una posizione storica nella meccanizzazione agricola italiana.
Il mancato via libera non è un dettaglio burocratico: determina quale dei quattro scenari possibili si concretizzerà per l'azienda. Finché la firma non arriva, nessuna delle strade indicate dai sindaci liquidatori può essere formalmente avviata, lasciando lavoratori e filiera dei concessionari in attesa.
Amministrazione controllata BCS: i documenti dei sindaci liquidatori
I sindaci liquidatori hanno messo nero su bianco quattro possibilità concrete per il futuro dell'azienda di Abbiategrasso: una nuova immissione di liquidità da parte della proprietà, la liquidazione giudiziale, l'ingresso di un acquirente esterno, oppure la prosecuzione dell'attività senza che la firma venga apposta. Ognuna di queste strade comporta conseguenze diverse per i 400 dipendenti.
La vicenda arriva dopo il ritiro all'ultimo momento di un acquirente che era stato individuato nei mesi scorsi, episodio che ha riaperto l'incertezza dopo la fase raccontata nell'ritiro dell'offerta di Fulchir per BCS. Quel passo indietro ha riportato la trattativa al punto di partenza, costringendo i sindaci liquidatori a predisporre nuovamente la documentazione per l'amministrazione controllata.
"Il futuro dei lavoratori, oggi 400, è sempre più legato a una firma", si legge nella sintesi della vertenza, a conferma di come il numero degli occupati sia sceso rispetto alle fasi precedenti della crisi, quando si parlava di 430 posti a rischio dopo l'ultimatum di dieci giorni. La vertenza BCS si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà per le piccole e medie imprese italiane, monitorato anche dai notiziari economici di categoria.
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