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Trattori autonomi o sciami di robot? Come si stanno muovendo AGCO, Deere, Kubota e gli altri

AGCO punta sulle flotte miste, John Deere 8 Series arriva a 410 CV, Kubota M5 Narrow e New Holland R4 guardano a vigneti e frutteti.

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Dai campi del Nord Europa alle prime prove italiane, l'automazione agricola si muove su due binari paralleli che raramente si incrociano. Da un lato i grandi trattori autonomi, derivati da macchine già in gamma e pensati per lavorazioni estensive. Dall'altro sciami di piccoli robot dedicati a compiti specifici, dal diserbo meccanico al monitoraggio delle colture orticole.

La distinzione non è accademica: decide quale soluzione, se esiste, conviene davvero a un'azienda agricola o a un contoterzista italiano. AGCO ha illustrato al Tech Day 2026, tenuto il 5 ottobre 2026 negli Stati Uniti, la propria strategia su autonomia e intelligenza artificiale applicata a flotte miste. John Deere continua ad assumere ingegneri specializzati in percezione e sistemi di sterzo elettroidraulico per i trattori di nuova generazione, con un focus chiaro sulla sicurezza funzionale.

Mercato dei trattori autonomi: grandi macchine e robot

Il segmento delle grandi macchine autonome nasce da trattori già esistenti, irrobustiti con sensori, telecamere e software di guida. È la strada seguita da chi converte modelli di serie, come dimostra il caso dei kit retrofit per trasformare un trattore tradizionale in autonomo, un mercato che cresce perché non obbliga a sostituire il parco macchine esistente.

In parallelo, i costruttori storici lavorano su piattaforme native. John Deere ha pubblicato annunci di lavoro per ingegneri del software embedded dedicati a sterzo e frenata elettroidraulici dei trattori, con obiettivi dichiarati di sicurezza funzionale. La gamma 8 Series comprende modelli da circa 230 a 410 cavalli, in configurazione 8R e 8RX, che rappresentano la base hardware su cui si innestano le funzioni di guida assistita e, in prospettiva, autonoma.

Il filone dei piccoli robot segue una logica diversa: non sostituisce il trattore ma copre nicchie dove la manodopera scarseggia o il lavoro è ripetitivo. È il caso emerso con il trattore autonomo e il robot versatile mostrati da Kubota al CES 2026, due oggetti con funzioni e scala completamente diverse pur condividendo lo stesso marchio. Il trattore M5 Narrow autonomo punta a rendere automatiche operazioni note, mentre il Versatile Platform Robot è presentato dal costruttore come concept di piattaforma robotica.

Due strategie per l'automazione in campo

Chi valuta un investimento deve prima chiedersi quale problema sta cercando di risolvere. Per lavorazioni estensive su grandi superfici, come l'aratura o la semina su appezzamenti ampi, la macchina autonoma di taglia standard resta la risposta più matura. Integra sistemi già testati su trattori convenzionali e beneficia di una rete di assistenza consolidata.

Trattori autonomi tra grandi macchine e robot
L'adeguata scelta tecnologica in automazione agrcola richiede una valutazione attenta delle esigenze operative e delle scale di utilizzo. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Per colture specializzate, in particolare orticole e frutticole, il robot di piccola taglia offre un vantaggio diverso: può lavorare tra le file senza compattare il terreno e dedicarsi a compiti puntuali. Qui si concentra una parte importante dei progetti pubblici e privati, con programmi nazionali ed europei che finanziano sviluppo di piattaforme robotiche e algoritmi specifici per l'orticoltura, anche se i budget variano molto da iniziativa a iniziativa.

La vera incognita riguarda l'integrazione tra le due scale in una flotta mista. AGCO ha presentato soluzioni di connettività pensate proprio per far dialogare macchine autonome di marchi e dimensioni diverse, un tema che riguarda da vicino i contoterzisti italiani abituati a gestire parchi macchine eterogenei. Resta da capire quanto rapidamente queste architetture arriveranno sul mercato europeo, mentre soluzioni come il New Holland R4, robot autonomo per colture specializzate, e i test su un trattore Claas mascherato in fase di guida semi-autonoma mostrano che la transizione dalla sperimentazione alle prime applicazioni commerciali è già in corso, soprattutto in vigneti e frutteti.