Serre indoor hi-tech nel Cuneese: 8 arresti, 340 kg sequestrati e impianti come aziende agricole
Oro verde, Cuneo, Torino: 340 kg sequestrati, 8 arresti e serre indoor con lampade, aerazione e irrigazione automatizzata.
Otto persone sono finite in arresto e cinque sono state denunciate a piede libero al termine dell'operazione "Oro verde", condotta dai carabinieri della Compagnia di Bra e coordinata dalla Procura di Asti. Nelle serre indoor individuate tra le province di Cuneo e Torino sono stati sequestrati oltre 340 chilogrammi di stupefacenti, per un valore di mercato stimato in 500mila euro.
L'inchiesta ha ricostruito un sistema di coltivazione che riproduceva, con mezzi tecnologici avanzati, i parametri ambientali tipici delle serre professionali: illuminazione artificiale, ventilazione forzata e irrigazione automatizzata. Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti anche 200 grammi di hashish già confezionato per la distribuzione, oltre all'apparato tecnico utilizzato per la coltivazione su scala industriale.
Operazione "Oro verde": la rete di serre indoor tra Cuneo e Torino
L'indagine ha portato alla luce una rete organizzata che gestiva più siti di coltivazione dislocati tra i due territori piemontesi, con un modello operativo che gli inquirenti definiscono paragonabile a quello di un'azienda agricola strutturata, sebbene impiegato per una coltivazione illecita. Gli otto arresti riguardano le figure ritenute responsabili della gestione tecnica e logistica degli impianti.
Le cinque persone denunciate a piede libero avrebbero avuto un ruolo di supporto nella filiera, secondo quanto ricostruito dagli investigatori. Il sequestro complessivo di oltre 340 chilogrammi di sostanza stupefacente colloca l'operazione tra le più rilevanti degli ultimi mesi condotte nell'area. Contano la dimensione dell'impianto e il livello di organizzazione riscontrato.
Casi di coltivazioni di cannabis scoperte in contesti agricoli non sono isolati. Nel Foggiano, a settembre 2026, è stata individuata una piantagione all'aperto lungo il fiume Fortore, con un impianto di irrigazione alimentato dal corso d'acqua, ma senza serre indoor o capannoni con illuminazione artificiale e aerazione forzata.
Lampade, aerazione e irrigazione: come erano organizzati gli impianti
Secondo quanto ricostruito, le serre sfruttavano sistemi di illuminazione artificiale intensiva, combinati con impianti di aerazione forzata per il controllo di temperatura e umidità. L'irrigazione era gestita in modo automatizzato, con somministrazione programmata di acqua e fertilizzanti. In questo modo venivano replicate in forma illecita logiche di automazione normalmente impiegate nella serricoltura professionale.
Un elemento rilevante emerso dalle indagini riguarda l'alimentazione elettrica degli impianti. Gli inquirenti ipotizzano casi di sottrazione di energia elettrica dalla rete, necessari per sostenere i consumi elevati richiesti da lampade e sistemi di climatizzazione attivi 24 ore su 24. È un profilo tecnico che distingue nettamente questi impianti dalle strutture agricole regolarmente allacciate e autorizzate.
Va precisato che le tecnologie di automazione per illuminazione, aerazione e irrigazione sono strumenti ordinari nella serricoltura professionale lecita, impiegati per colture ortofrutticole e florovivaistiche. Nel caso di Cuneo e Torino, secondo la ricostruzione degli inquirenti, lo stesso tipo di automazione sarebbe stato riadattato per la coltivazione di cannabis. I capannoni agricoli sono stati trasformati in siti produttivi fuori da ogni autorizzazione.
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