Frumenti pigmentati in Lombardia, 30 mesi di prove in campo e macinazione per una nuova filiera cerealicola
Il progetto PIGMENTA-LO collega prove agronomiche, macinazione e analisi dei trasformati per costruire una filiera regionale dedicata
Trenta mesi di sperimentazione, dal campo alla tavola: è questo l'orizzonte temporale del progetto PIGMENTA-LO, che punta a costruire in Lombardia una filiera dedicata ai frumenti pigmentati. Il programma, avviato il 24 marzo 2026 e con conclusione avvenyta il 23 settembre 2028, è arrivato alla fase pubblica con un incontro di presentazione che si è tenuto ilr il 3 novembre a Cesano Boscone.
L'appuntamento, ospitato dall'azienda Zini Prodotti Alimentari, ha riunito i soggetti che hanno costruito il progetto: dalla ricerca universitaria alle aziende agricole che metteranno a disposizione i campi prova. Per cerealicoltori e tecnici agronomi è il primo momento in cui i dettagli operativi della sperimentazione diventano pubblici, prima ancora dei risultati agronomici veri e propri.
PIGMENTA-LO, il progetto lombardo per i frumenti pigmentati
Il progetto è finanziato nell'ambito dell'Intervento SRG01 del Complemento di Sviluppo Rurale della Regione Lombardia ed è coordinato sul piano scientifico dal DISAFA dell'Università degli Studi di Torino. Il partenariato coinvolge il Distretto della Filiera Cerealicola Lombarda, il DeFENS dell'Università degli Studi di Milano, Zini Prodotti Alimentari e tre aziende agricole: Auris, Gornati Matteo e Bresciani Angelo.
L'obiettivo dichiarato è valorizzare varietà di frumento che contengono composti bioattivi come antociani e carotenoidi, responsabili della pigmentazione del chicco. Il progetto punta a valorizzare queste varietà attraverso prove agronomiche, tecnologie di macinazione e analisi dei prodotti trasformati, un percorso che prova a collegare in modo esplicito la resa in campo con la qualità del prodotto finito.
Prove agronomiche e macinazione al centro della sperimentazione
Il programma sperimentale prevede prove di campo e confronti varietali per valutare l'adattabilità pedoclimatica dei genotipi pigmentati, le rese ottenibili e la tolleranza alle fitopatie. Per chi valuta di inserire queste varietà nella rotazione, questi dati rappresentano il primo riscontro concreto su cui basare una scelta produttiva, prima ancora di parlare di sbocchi commerciali.
Parallelamente, PIGMENTA-LO confronta diverse tecnologie di macinazione per verificare quanto ciascuna preservi l'integrità strutturale del chicco e le proprietà funzionali legate ai composti bioattivi. La fase successiva riguarda la caratterizzazione analitica di granelle, farine e derivati, con l'obiettivo di verificarne gli standard di sicurezza alimentare prima di un eventuale impiego industriale.
Per i cerealicoltori lombardi che già lavorano su grano tenero in minima lavorazione, l'arrivo di varietà pigmentate con filiera dedicata apre una possibile diversificazione, a patto che le prove confermino rese comparabili a quelle delle varietà convenzionali. Lo stesso approccio sperimentale, che unisce prove varietali e analisi di filiera, era già stato impostato per gli ecotipi di mais nel progetto LO Mais, un precedente utile per capire tempi e metodo di questo tipo di iniziative regionali.
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