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Coltiva Italia, 1,1 miliardi su bovini, olio e grano: come cambiano filiere e credito ai giovani

Coltiva Italia stanzia 970 milioni per la Strategia per la Sovranità alimentare, con fondi mirati a filiere, giovani e ricerca CREA

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Il nuovo piano agricolo del governo, denominato Coltiva Italia, mette sul piatto oltre 1,1 miliardi di euro per sostenere il settore primario, con priorità alla sovranità alimentare e al ricambio generazionale. La quota principale, 970 milioni, finanzia la Strategia per la Sovranità alimentare, che include un fondo aperto da 70 milioni per le filiere in difficoltà come grano tenero, orzo, mais e proteine vegetali.

Accanto a questa misura, tre linee di finanziamento da 300 milioni ciascuna sostengono rispettivamente l'allevamento bovino nazionale, il rilancio dell'olivicoltura e il potenziamento delle filiere strategiche, mentre un pacchetto distinto da 150 milioni è destinato ai giovani imprenditori agricoli e alle donne imprenditrici.

Zootecnia, olio e filiere locali

Il programma "Allevamento Italia", con una dotazione di 300 milioni, punta a rafforzare la produzione nazionale di carne bovina e in particolare la linea vacca-vitello, con l'obiettivo dichiarato di ridurre la dipendenza dalle importazioni estere. Una cifra identica, altri 300 milioni, alimenta il Piano Olivicolo Nazionale 2026-2030, pensato per rilanciare la produzione italiana di olio d'oliva dopo anni di cali produttivi legati a clima e fitopatie.

Sul fronte della Xylella fastidiosa viene istituito un Commissario straordinario nazionale, con una dotazione di 3 milioni di euro e un mandato che durerà fino al 31 dicembre 2028, incaricato di contrastare la diffusione della fitopatia che ha colpito duramente l'olivicoltura del Sud Italia. La terza tranche da 300 milioni, destinata al sostegno delle filiere strategiche, servirà a rafforzare le filiere locali e la competitività delle aziende agricole sulle colture ritenute prioritarie.

Ricambio generazionale e accesso alla terra

Il capitolo dedicato ai giovani agricoltori prevede un fondo da 150 milioni di euro per favorire l'accesso al credito: il 35% delle risorse andrà a contributi a fondo perduto, mentre il restante 65% sarà destinato alla concessione di mutui agevolati. La misura si rivolge sia ai giovani imprenditori sia alle donne imprenditrici del settore agricolo, categorie storicamente penalizzate nell'accesso al credito bancario tradizionale.

A completare il quadro sul ricambio generazionale c'è il bando "Terre ai giovani" gestito da Ismea, l'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, che mette a disposizione 8.417 ettari di terreni in comodato d'uso gratuito per dieci anni, riservati agli under 41. Un tema che si intreccia con le difficoltà più ampie di accesso ai mezzi e ai finanziamenti già segnalate nelle strategie regionali per i mezzi dei contoterzisti.

Mercato del grano e ricerca

Per la stabilizzazione dei mercati cerealicoli è previsto un fondo specifico da 10 milioni di euro, che finanzierà i contratti di filiera del frumento attraverso un credito di imposta variabile dal 20 al 40%, a seconda della durata del contratto compresa tra tre e cinque anni. Il meccanismo prevede un prezzo fissato per l'intera durata dell'accordo, con l'obiettivo di mitigare le oscillazioni di mercato e stabilizzare il reddito degli agricoltori cerealicoli.

Sul fronte della ricerca, uno stanziamento da 14,5 milioni consentirà al Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (Crea) di assumere 50 nuovi ricercatori. Il piano prevede inoltre 9,2 milioni per l'oleoturismo e l'enoturismo e un milione di euro destinato al contrasto della peste suina africana, mentre il tema delle risorse pubbliche per il settore si inserisce in un dibattito più ampio, affrontato anche nel confronto sul bilancio Ue 2028-2034 e la difesa della PAC da parte di sedici Paesi membri.