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Midterm Usa, gli agricoltori puniscono Trump: diesel agricolo a 6,28 $ e fertilizzanti alle stelle

Il voto rurale in Kansas, Iowa e Ohio punisce inflazione, gasolio agricolo a 6,28 dollari e fertilizzanti oltre 180 dollari per acro

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Nelle elezioni di midterm del 3 novembre 2026, le più costose della storia americana, gli elettori rurali hanno pesato sul risultato in modo inatteso. In Stati tradizionalmente repubblicani come Kansas, Iowa e Ohio gli agricoltori hanno punito i candidati vicini a Donald Trump, scaricando sulle urne mesi di rincari su gasolio agricolo e fertilizzanti.

Il Kansas, che non eleggeva un senatore democratico dal 1932, è il caso più citato: gli elettori delle campagne si sono "vendicati per l'alta inflazione e il caro-diesel", si legge nell'analisi del voto. Un segnale che si intreccia con il malcontento dei boscaioli del Maine, dove l'impopolarità di Trump ha colpito la senatrice repubblicana moderata Collins.

Il prezzo del diesel decide il voto rurale

Il giorno del voto il prezzo medio nazionale del diesel agricolo ha toccato circa 6,28 dollari al gallone (oltre 1,65 euro al litro), il livello più alto mai registrato in un election day statunitense. In Illinois, secondo i dati USDA-AMS, il gasolio per la raccolta è salito da 3,01 a 5,61 dollari al gallone tra settembre 2025 e settembre 2026, un incremento di 2,60 dollari che ha inciso pesantemente sui costi di mietitura per mais, soia e grano.

Già a settembre il senatore repubblicano Roger Marshall aveva chiesto al Dipartimento dell'Agricoltura misure temporanee di sollievo, segnalando che il prezzo medio nazionale aveva raggiunto 5,967 dollari al gallone durante una delle fasi più intensive dell'anno per i consumi di carburante. Il tema era già emerso in un'analisi sui costi agricoli e il consenso a Trump, mesi prima che il malcontento si traducesse in voti.

Fertilizzanti e agrofarmaci pesano sui bilanci

Oltre al carburante, a schiacciare i bilanci delle aziende agricole sono stati i prezzi di fertilizzanti e agrofarmaci. Secondo l'ERS dell'USDA, nel 2026 i produttori di riso hanno sostenuto costi per fertilizzanti pari a 182,60 dollari per acro, i più alti tra le grandi colture, quasi 17 dollari/acro in più rispetto al mais. L'associazione Farm Action ha ricordato che i fertilizzanti pesano da un terzo a quasi metà dei costi operativi per mais e frumento.

Aaron Lehman, presidente dell'Iowa Farmers Union, ha riassunto così il quadro che ha spinto il voto contro i candidati allineati con Trump: «La guerra in Iran, il caro input su diesel, fertilizzanti, agrofarmaci e sementi, il caos commerciale e i tagli ai programmi USDA hanno schiacciato i bilanci delle famiglie agricole».

Nelle settimane immediatamente precedenti al voto, l'amministrazione Trump aveva annunciato oltre 15 miliardi di dollari di pagamenti e iniziative per compensare i rincari di diesel e fertilizzanti, una mossa che parte del mondo agricolo ha letto come pre-elettorale e ha accolto con scetticismo. Gli aiuti si sommano a quelli già discussi in precedenza, quando Trump aveva proposto 8 miliardi di dollari agli agricoltori USA e, mesi prima ancora, 12 miliardi per sostenere il settore agricolo.

Cosa cambia ora per gli agricoltori americani

Il voto ha premiato il legislativo di segno opposto all'esecutivo, capace in teoria di bilanciarlo, ma al Senato i democratici non hanno raggiunto le soglie di 60 e 66 seggi necessarie per garantirsi contro il filibuster o per rimuovere il presidente. Resta dunque aperta la partita su come tradurre il malcontento rurale in misure concrete sui costi di produzione, mentre i prezzi dei fertilizzanti restano, secondo gli indici USDA aggiornati a fine ottobre, ben sopra i livelli di inizio decennio.

Per i prossimi due anni la sfida politica sarà consolidare un voto di protesta che in Kansas e altrove è stato episodico, legato più alla rabbia per i costi che a un'adesione stabile al programma democratico. Trump, dal canto suo, tenterà di scaricare gli insuccessi sull'opposizione che non collabora, mentre il settore resta sotto osservazione dopo i segnali di rallentamento nelle vendite di trattori USA già emersi nel corso dell'anno.