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Bilancio Ue 2028-2034: 16 Paesi difendono agricoltura e PAC

Italia e altri 15 Paesi chiedono di non tagliare agricoltura e coesione nel bilancio Ue 2028-2034. Francia e Germania voglion più fondi

Italia e altri 15 Paesi chiedono di non tagliare agricoltura e coesione nel bilancio Ue 2028-2034. Francia e Germania vogliono più fondi per difesa e ricerca
Foto di: OmniTrattore.it

Bilancio Ue 2028-2034: l' Italia e 15 Paesi del Sud e dell'Est difendono agricoltura e coesione dai tagli.

Il negoziato sul prossimo bilancio pluriennale dell'Unione europea 2028-2034 entra quindi nel vivo e ripropone la tradizionale spaccatura tra Nord e Sud, con l'aggiunta questa volta di un fronte compatto dei Paesi dell'Est. Italia e altri quindici governi — Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Spagna, Croazia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia — hanno firmato un documento congiunto in cui chiedono di rivedere la proposta di bilancio presentata dalla Commissione europea, difendendo in modo esplicito le poste dedicate all'agricoltura e alla coesione.

Per il settore agricolo europeo, la posta in gioco è altissima: il pilastro che raggruppa coesione, agricoltura e pesca vale 865 miliardi di euro nella proposta attuale, ma è anche l'unico soggetto a riduzioni in termini reali nonostante l'aumento complessivo della dotazione del nuovo bilancio.

Italia e altri 15 Paesi chiedono di non tagliare agricoltura e coesione nel bilancio Ue 2028-2034. Francia e Germania vogliono più fondi per difesa e ricerca

Italia e 15 Paesi firmano contro i tagli alla PAC: l'agricoltura è l'unica politica Ue ridotta in termini reali nel bilancio 2028-2034

Foto di: OmniTrattore.it

Il documento dei 16: l'agricoltura non si taglia

Il documento firmato dai sedici Paesi è esplicito nel denunciare un'anomalia: nella proposta della Commissione, la politica della coesione, dell'agricoltura e della pesca sono le uniche politiche soggette a riduzioni in termini reali, a fronte di un bilancio complessivo che invece cresce. Una contraddizione che i firmatari giudicano inaccettabile, sottolineando come queste politiche «contribuiscano in modo significativo agli obiettivi chiave dell'Unione».

La richiesta concreta è un aumento degli stanziamenti destinati agli Stati membri per agricoltura e coesione, con particolare attenzione alla Connecting Europe Facility, per cui i sedici Paesi chiedono un tasso di cofinanziamento europeo dell'85% per gli Stati membri con un reddito pro capite inferiore alla media Ue.

Sul fronte finanziario, i firmatari si dichiarano favorevoli a un rimborso graduale del NextGenerationEU e all'emissione di nuovo debito comune per finanziare beni pubblici europei — una posizione che ha ricevuto anche il sostegno del Fondo Monetario Internazionale.

Perché la PAC è strategica per l'Italia

Per l'Italia, difendere la dotazione agricola del bilancio Ue non è solo una questione di principio. La Politica Agricola Comune rappresenta una fonte di reddito fondamentale per migliaia di aziende agricole italiane, in particolare nel Mezzogiorno e nelle aree interne. I pagamenti diretti della PAC contribuiscono a stabilizzare il reddito degli agricoltori in anni di volatilità dei prezzi delle materie prime e di rincari degli input — gasolio, fertilizzanti, energia — che come documentato nelle settimane scorse su OmniTrattore stanno mettendo sotto pressione i bilanci aziendali.

Un taglio reale alla PAC nel periodo 2028-2034 si tradurrebbe in minori risorse per gli agricoltori italiani in un momento già difficile, riducendo ulteriormente la competitività di un settore che vale 14 miliardi di fatturato solo nel comparto vitivinicolo e che impiega milioni di addetti diretti e indiretti lungo tutta la filiera agroalimentare.

La posizione italiana e lo scontro con il blocco nordeuropeo

Il ministro italiano per gli Affari europei Tommaso Foti ha sintetizzato la posizione di Roma con una formula netta: «Il rafforzamento del mercato unico non può prescindere da una politica di coesione forte. Competitività e coesione sono due facce della stessa medaglia». Una visione che si scontra con quella dei Paesi nordeuropei, in primis Germania e Francia, convinti che le priorità del prossimo bilancio debbano essere ricerca, innovazione, digitale e difesa.

Italia e altri 15 Paesi chiedono di non tagliare agricoltura e coesione nel bilancio Ue 2028-2034. Francia e Germania vogliono più fondi per difesa e ricerca

865 miliardi per agricoltura, coesione e pesca: la posta più grande del bilancio Ue è anche quella più a rischio di decurtazione

Foto di: OmniTrattore.it

Il rappresentante tedesco ha esplicitato questa posizione affermando che «il ritorno allo status quo non è accettabile» e che la posta di bilancio della competitività economica non può ricevere meno risorse dell'agricoltura o della coesione. Una dichiarazione che fotografa la profondità delle divergenze in campo e che rende il compromesso finale tutt'altro che scontato.

Il negoziato: tempi stretti e zone di compromesso

La vicepresidente cipriota Marilena Raouna, che ha presieduto il dibattito di orientamento tra i ministri per gli Affari europei, ha annunciato che a breve sarà presentata una proposta di schema negoziale con cifre specifiche per ciascuna posta di bilancio. Ha anche riconosciuto l'esistenza di «potenziali zone di compromesso», ma ha confermato che le divergenze tra i Paesi membri restano significative.

Il negoziato si annuncia lungo e complesso, con l'agricoltura al centro di uno scontro che riflette visioni diverse del ruolo dell'Europa: strumento di solidarietà territoriale e sostegno al settore primario, secondo il fronte dei sedici, oppure leva di investimento in competitività e sicurezza, secondo il blocco nordeuropeo.