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Emilia-Romagna: 735 MW di agrivoltaico bloccati su 1.146 MW

Emilia-Romagna, 1.146 MW fermi; 735 MW di agrivoltaico, Ferrara a 627 MW. Legge aree idonee, target 2030 a 6,3 GW

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Foto di: OmniTrattore.it

Gli oltre 1.100 megawatt di progetti rinnovabili bloccati in Emilia-Romagna, di cui 735 di agrivoltaico, incidono direttamente su aziende agricole, contoterzisti e filiera agroindustriale regionale. Le pratiche ferme in valutazione di impatto ambientale o in attesa di autorizzazione unica tengono sospesi investimenti, canoni fondiari e possibili entrate da affitto o autoconsumo, mentre la legge regionale sulle aree idonee prova a sbloccare la situazione con regole più chiare su terreni agricoli e zone produttive.

Il quadro dei progetti fermi in Emilia-Romagna

La fotografia attuale mostra in Emilia-Romagna progetti per circa 1.146 MW tra fotovoltaico, agrivoltaico ed eolico in sola procedura di valutazione di impatto ambientale, senza ancora l’autorizzazione unica regionale. Di questi, 735 megawatt riguardano impianti agrivoltaici o solari in area agricola, mentre 411 megawatt sono legati all’eolico a terra. Il blocco autorizzativo rallenta la trasformazione del Piano Energetico Regionale in impianti effettivamente connessi alla rete.

Progetti agrivoltaici fermi in Emilia-Romagna: 1.146 MW
La provincia di Ferrara concentra la quota più rilevante dei progetti agrivoltaici regionali, diventando uno dei territori chiave per la transizione energetica agricola OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Territorialmente, il nodo più rilevante è Ferrara, dove si concentrano circa 627 megawatt di agrivoltaico, con un conflitto aperto tra necessità di nuova potenza rinnovabile e difesa del suolo produttivo. Per l’eolico la mappa cambia: i progetti maggiori si distribuiscono tra Parma, Bologna e Rimini, con potenze più contenute ma localizzate in aree appenniniche spesso soggette a vincoli paesaggistici, che rendono più complessa la chiusura delle autorizzazioni.

Agrivoltaico e fotovoltaico: dove si può installare

La nuova normativa regionale sulle aree idonee per le fonti rinnovabili individua come prioritarie coperture esistenti, aree produttive, parcheggi e superfici già compromesse, limitando il consumo di suolo agricolo. In agricoltura, la stessa legge pone un tetto massimo all’occupazione di Sau da parte degli impianti, fissando un limite regionale dell’1,5% della superficie agricola utilizzata e un limite comunale del 2,5%. Oltre queste soglie diventa molto più difficile autorizzare nuovi campi fotovoltaici a terra.

Per quanto riguarda i sistemi agrivoltaici, la disciplina regionale richiede il mantenimento dell’attività agricola o pastorale sotto gli impianti e almeno l’80% della produzione lorda vendibile, per distinguere gli impianti agrivoltaici da quelli fotovoltaici tradizionali su suolo. Una parte rilevante dei progetti bloccati rientra in questo perimetro di solare agricolo, che deve garantire altezza dei moduli, distanze tra le file e configurazioni compatibili con colture o pascolo, come dettagliato nei provvedimenti tecnici e nelle pratiche pubblicate sul Bollettino Ufficiale regionale.

Legge regionale sulle aree idonee e target energetici

La legge regionale sulle aree idonee, approvata dall’Assemblea legislativa, ha l’obiettivo di consentire un incremento di potenza installata fino a 6,3 gigawatt aggiuntivi entro il 2030, con un potenziale complessivo fino a 10 gigawatt sulle aree considerate compatibili. Questo impianto normativo è pensato per allineare l’Emilia-Romagna agli obiettivi del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, con un forte contributo da fotovoltaico ed eolico.

Secondo gli aggiornamenti regionali basati sui dati del portale Terna, la regione ha già raggiunto oltre l’85% del target 2026 di potenza rinnovabile elettrica installata, con richieste di connessione in alta e altissima tensione pari a circa 8,5 gigawatt, di cui circa 6 gigawatt di fotovoltaico. Per chi gestisce aziende agricole o allevamenti questo significa che, a fianco dei grandi parchi a terra, continuerà a crescere il peso degli impianti su tetti di stalle e capannoni, sostenuti anche dagli incentivi del fotovoltaico su stalle e capannoni con il Parco Agrisolare.

Implicazioni per aziende agricole e scelta dei progetti

Per chi coltiva e alleva in Emilia-Romagna, la regolazione regionale sull’agrivoltaico incide direttamente sulle decisioni di investimento: un impianto può essere autorizzato solo se rispetta i limiti di Sau e garantisce la continuità produttiva, con attenzione particolare alle colture certificate e ai vincoli paesaggistici. Nei casi in cui l’azienda valuti accordi con operatori energetici per un campo agrivoltaico, la distinzione tra impianto agrivoltaico “semplice” e “avanzato” incide su altezze, sistemi di inseguimento e possibilità di meccanizzazione.

Una scelta alternativa è puntare su parchi agrisolar in copertura, su tetti di stalle, magazzini e fabbricati aziendali, che rientrano tra le aree preferite dalla legge regionale e possono ridurre i tempi autorizzativi. I riferimenti tecnici e fiscali aggiornati sono centrali per valutare la convenienza tra soluzioni a terra e agrivoltaiche evolute, come evidenziato anche dai dossier su normativa fiscale e tecnologie dell’agrivoltaico e sulle regole per rinnovabili in zona agricola e agrivoltaico, che integrano le indicazioni del nuovo quadro regionale sulle aree idonee.