JCB, George Bamford co-presidente: cosa cambia dopo 50 anni
George Bamford affianca Lord Bamford, JCB cambia dopo 50 anni: Staffordshire, San Antonio e idrogeno spingono il futuro
JCB ha annunciato il 28 settembre 2026 la nomina di George Bamford a co-presidente del gruppo, insieme al padre Lord Bamford, con effetto dal 1° ottobre. È il primo cambio ai vertici del costruttore inglese in oltre 50 anni: Anthony Bamford presiede JCB dal 1975.
Per il comparto agricolo italiano, cliente di escavatori, sollevatori telescopici e trattori del marchio, la notizia arriva insieme a un pacchetto di investimenti già annunciati: nuova sede nello Staffordshire, tecnologia a idrogeno e uno stabilimento da 1 miliardo di dollari in Texas. JCB conta oggi 23 fabbriche e più di 20.000 dipendenti nel mondo.
George Bamford co-presidente di JCB dal 1° ottobre
George Bamford, già vicepresidente dall'inizio del 2026, affiancherà il padre nella guida dell'azienda. Lord Bamford ha collegato la nomina agli investimenti in corso: "stiamo investendo pesantemente nel futuro dell'azienda, dalla trasformazione della nostra sede nello Staffordshire alla tecnologia dell'idrogeno, fino al nuovo stabilimento in Texas", ha dichiarato, aggiungendo di essere "lieto" che il figlio diventi co-presidente in questo passaggio.
George Bamford ha rivendicato la continuità con l'impostazione fondata dal nonno nel 1945: "quello stesso spirito è in ogni macchina che costruiamo", ha detto, sottolineando che pur essendo cresciuta a livello globale, JCB resta radicata nel Regno Unito. Il gruppo sta investendo 100 milioni di sterline nella sede dello Staffordshire, compreso un impianto automatizzato di verniciatura a polvere da 60 milioni.
Sul fronte produttivo, il nuovo stabilimento di San Antonio, in Texas, apre il mese prossimo su una superficie di un milione di piedi quadrati e produrrà sollevatori telescopici Loadall e piattaforme di accesso. JCB lo definisce il suo impianto più grande al mondo e prevede la creazione di 1.500 posti di lavoro nei cinque anni successivi all'apertura, a supporto della crescita nel mercato nordamericano.
La successione dopo 50 anni con Lord Bamford ancora alla guida
Il cambio al vertice arriva in un anno definito "impegnativo" dal chief executive Graeme Macdonald, con vendite di macchine in calo di circa il 5% a livello globale. Il fatturato 2025 è comunque rimasto stabile a 5,7 miliardi di sterline, con un utile ante imposte di 642 milioni, in flessione rispetto ai 687,3 milioni dell'anno precedente. JCB ha venduto 113.498 macchine restando priva di debiti.
Macdonald ha rivendicato una quota di mercato globale in crescita nonostante una contrazione del 12% in India e crescita nulla in Nord America, due mercati chiave per il costruttore. Per il 2026 l'azienda prevede una crescita moderata, sostenuta dalla nuova capacità produttiva in Texas e nello Staffordshire, nonostante l'incertezza geopolitica segnalata anche in occasione dei investimenti per l'80° anniversario di JCB.
Sul fronte tecnologico, JCB ha continuato a puntare sull'idrogeno, arrivando a stabilire un record di velocità per veicoli a idrogeno di 406,320 mph, dopo i risultati già raggiunti con i trattori a motore a idrogeno record di velocità. Il ricambio generativo tocca anche la formazione: la JCB Academy ha ricevuto 708 domande per 314 posti a settembre, mentre 116 nuovi apprendisti e laureati hanno iniziato a lavorare nel gruppo questo mese, in parallelo alla rete distributiva italiana rafforzata dai cinque nuovi dealer JCB in Italia e dall'ingresso di Toscandia come dealer per Toscana e Umbria.
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