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Agrivoltaico: normativa fiscale da aggiornare alle tecnologie

Criteri del 2009 inadeguati per impianti innovativi: servono regole specifiche che riconoscano la compatibilità agricola

Agrivoltaico: normativa fiscale da aggiornare alle tecnologie
Foto di: OmniTrattore.it

L'Agrivoltaico soffre una normativa fiscale da aggiornare alle tecnologie attuali.

La regolamentazione fiscale delle attività agricole connesse alla produzione fotovoltaica si basa su criteri interpretativi che non rispecchiano più le caratteristiche degli impianti agrivoltaici moderni. La circolare 32/E/2009 dell'Agenzia delle Entrate ha definito i requisiti di connessione tra generazione elettrica e attività agricola in un contesto tecnologico radicalmente diverso dall'attuale.

Quando furono stabiliti quei parametri, gli impianti fotovoltaici presentavano configurazioni completamente differenti dai sistemi agrivoltaici contemporanei. La normativa fu concepita per gestire tecnologie che occupavano interamente il suolo, impedendo qualsiasi utilizzo agricolo parallelo.

Logica originaria dei criteri di connessione

Il lavoro interpretativo svolto dall'Agenzia delle Entrate, coordinandosi con il Ministero delle Politiche Agricole (nota protocollo 3896 del 27 luglio 2008), mirava a preservare la centralità dell'attività agricola principale. L'obiettivo era garantire la "prevalenza" della produzione primaria secondo quanto stabilito dall'articolo 2135 del Codice Civile.

Agrivoltaico: normativa fiscale da aggiornare alle tecnologie

La circolare 32/E/2009 dell'Agenzia delle Entrate ha definito i requisiti di connessione tra generazione elettrica e attività agricola in un contesto tecnologico radicalmente diverso dall'attuale

Foto di: OmniTrattore.it

In questo contesto nacque la franchigia dei 200 kW, entro cui produzione e cessione energetica venivano automaticamente ricondotte al reddito agrario. Questo limite fu evidentemente pensato per favorire l'autoconsumo aziendale e collegarsi all'istituto dello "scambio sul posto" introdotto dalla Finanziaria 2008.

I criteri per le produzioni eccedenti la franchigia perseguivano anch'essi la salvaguardia del suolo agricolo: nessuna limitazione per impianti su edifici aziendali esistenti, mentre per quelli a terra si richiedeva la prevalenza del volume d'affari agricolo rispetto a quello fotovoltaico (al netto degli incentivi).

Alternativamente, entro un massimo di 1 MW per azienda, per ogni 10 kW oltre la franchigia l'imprenditore doveva dimostrare il possesso di almeno un ettaro di terreno destinato ad attività agricola.

Inadeguatezza rispetto all'agrivoltaico avanzato

I parametri furono formulati per situazioni in cui gli impianti fotovoltaici sottraevano completamente suolo all'agricoltura. Questa impostazione non appare adeguata per definire i criteri di connessione per l'agrivoltaico, che a differenza del fotovoltaico convenzionale è progettato specificamente per integrare e rendere coesistenti produzione energetica e attività agricola primaria.

Gli impianti agrivoltaici, specialmente nelle configurazioni avanzate, non solo non sottraggono terreno alle coltivazioni, ma possono effettivamente migliorare la produttività del suolo attraverso effetti di ombreggiamento controllato, riduzione dell'evapotraspirazione e protezione da eventi climatici estremi.

Orientamento dell'Agenzia delle Entrate

Nonostante le evidenti differenze tecnologiche e funzionali, l'Agenzia delle Entrate, dopo aver consultato il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha chiarito con la risposta 61/2025 che agli impianti agrivoltaici avanzati devono applicarsi gli stessi criteri di connessione stabiliti dalla circolare 32/E del 2009.

Questa posizione equipara sistemi fondamentalmente diversi sotto il profilo dell'impatto sul suolo e della compatibilità con l'attività agricola. L'applicazione di parametri concepiti per impianti che impediscono l'uso agricolo del terreno a sistemi progettati per mantenerlo o potenziarlo crea una incongruenza normativa significativa.

Necessità di un aggiornamento interpretativo

I chiarimenti forniti dall'Agenzia non appaiono pienamente condivisibili alla luce dell'evoluzione tecnologica. I sistemi agrivoltaici, particolarmente quelli classificati come "avanzati" secondo le specifiche tecniche vigenti, rappresentano una categoria impiantistica qualitativamente distinta dal fotovoltaico tradizionale.

Agrivoltaico: normativa fiscale da aggiornare alle tecnologie

l'Agenzia delle Entrate, ha chiarito che agli impianti agrivoltaici avanzati devono applicarsi gli stessi criteri di connessione stabiliti dalla circolare 32/E del 2009

Foto di: OmniTrattore.it

La loro caratteristica distintiva risiede proprio nella capacità di preservare e, in molti casi, ottimizzare la produttività agricola del suolo. Applicare criteri pensati per limitare l'installazione di impianti incompatibili con l'agricoltura a sistemi espressamente progettati per l'integrazione crea distorsioni applicative.

Proposta di riconoscimento automatico della connessione

Risulta auspicabile un intervento chiarificatore dell'Agenzia delle Entrate che attribuisca corretta dignità fiscale agli impianti agrivoltaici avanzati. Questi sistemi dovrebbero essere considerati automaticamente connessi all'attività agricola principale, senza necessità di verificare i parametri dimensionali e di prevalenza previsti per il fotovoltaico convenzionale.

Il riconoscimento automatico della connessione per l'agrivoltaico avanzato rifletterebbe la sostanziale differenza tra sistemi che competono con l'agricoltura per l'uso del suolo e tecnologie che la supportano e la potenziano. Tale approccio incentiverebbe soluzioni virtuose che coniugano transizione energetica e tutela della produzione alimentare.

Implicazioni per le scelte imprenditoriali

L'attuale incertezza interpretativa condiziona le decisioni di investimento degli imprenditori agricoli. L'applicazione di criteri pensati per limitare il fotovoltaico tradizionale può rendere fiscalmente sconvenienti installazioni agrivoltaiche che, dal punto di vista tecnico e ambientale, rappresentano la soluzione ottimale.

Gli operatori del settore necessitano di parametri fiscali che riconoscano le specificità tecnologiche dell'agrivoltaico, facilitando scelte imprenditoriali che massimizzano sia la produzione energetica che quella agricola. Un adeguamento normativo rappresenterebbe un segnale importante verso un modello di sviluppo che integra sostenibilità energetica e sicurezza alimentare.