Vai al contenuto principale

Fertilizzanti Renure da reflui: aggiornare piani concimazione

Aggiornamento regole per l’uso dei fertilizzanti Renure nei piani di concimazione e sull’integrazione con digestato e concimi minerali

Aggiornamento sulle regole per l’uso dei fertilizzanti Renure nei piani di concimazione e sull’integrazione con digestato e concimi minerali
Foto di: OmniTrattore.it

Il concetto di fertilizzanti RENURE, basato su azoto recuperato da letame trattato, modifica in profondità la gestione dei nutrienti aziendali e il bilanciamento tra organico e minerale.

Nell'aggiornamento dei piani di concimazione, la sfida è sfruttare il potenziale agronomico dei RENURE senza confonderli con il letame tradizionale, evitando errori di calcolo sulle unità di azoto che possono portare a superare i limiti della direttiva Nitrati o a squilibri nutrizionali nelle colture.

Cosa sono i fertilizzanti Renure e da quali reflui derivano

I fertilizzanti RENURE (Recovered Nitrogen from Manure) sono prodotti ottenuti dal trattamento di reflui zootecnici con l’obiettivo di concentrare e rendere più disponibile l’azoto, in particolare nella forma ammoniacale o nitrica.

Il rapporto tecnico del JRC introduce il concetto di RENURE come azoto recuperato da letame trattato, proponendo criteri per l’uso oltre il limite di 170 kg N/ha/anno previsto dalla direttiva Nitrati nelle zone vulnerabili, a condizione di specifiche garanzie ambientali, come indicato nel relativo rapporto tecnico RENURE.

Aggiornamento sulle regole per l’uso dei fertilizzanti Renure nei piani di concimazione e sull’integrazione con digestato e concimi minerali

Fertilizzanti Renure: azoto recuperato da reflui trattati. Frazioni liquide ad alto titolo, efficacia agronomica paragonabile ai minerali ma con vincoli normativi specifici da rispettare in campo.

Foto di: OmniTrattore.it

Dal punto di vista tecnico, i RENURE derivano in genere da separazione solido-liquido, stripping dell’ammoniaca, concentrazione o altre tecnologie applicate a liquami bovini, suini o digestati. Il risultato sono frazioni liquide ad alto titolo di azoto minerale o sali di ammonio, con comportamento agronomico più vicino ai concimi di sintesi che al letame tal quale.

Il progetto OG RENURE del network PAC UE evidenzia, tramite prove in campo, un’efficacia agronomica paragonabile ai fertilizzanti minerali, pur con tenori di azoto spesso inferiori e con vincoli legali legati allo status di letame, come riportato dal progetto OG RENURE.

Direttiva nitrati 2026 e limiti di azoto per i Renure

La direttiva Nitrati fissa il limite di 170 kg N/ha/anno di azoto da letame nelle zone vulnerabili; il nodo per i RENURE è se e come questo azoto recuperato possa essere applicato oltre tale soglia senza essere conteggiato come letame tradizionale. Il rapporto tecnico del JRC propone criteri per consentire l’uso di letame trattato oltre il limite, a condizione che i prodotti rispettino requisiti di sicurezza ambientale, tra cui il contenimento delle perdite di azoto e il rispetto di parametri chimico-fisici, come indicato nel già citato rapporto tecnico RENURE.

Una comunicazione della Commissione nel contesto della direttiva Nitrati chiarisce che i fertilizzanti RENURE, definiti come azoto recuperato da letame, possono essere considerati separatamente dal letame tradizionale ai fini dell’applicazione della direttiva, purché rispettino criteri tecnici specifici.

Questo apre la strada a piani di concimazione in cui una quota di azoto RENURE non rientra nel plafond del letame, ma resta comunque soggetta a condizioni stringenti di uso agronomico e controllo, come indicato nell’estratto della comunicazione sulla RENURE. In prospettiva 2026, ogni Stato membro dovrà tradurre questi orientamenti in regole operative, per cui è essenziale verificare periodicamente gli aggiornamenti regionali.

Aggiornamento sulle regole per l’uso dei fertilizzanti Renure nei piani di concimazione e sull’integrazione con digestato e concimi minerali

Piani di concimazione: integrare Renure, digestato e minerali richiede analisi dei titoli in N, bilancio per appezzamento e rispetto dei limiti direttiva Nitrati per evitare errori di calcolo e sanzioni.

Foto di: OmniTrattore.it

Integrare Renure, digestato e concimi minerali nei piani di concimazione

L’integrazione di RENURE, digestato e concimi minerali nei piani di concimazione richiede un cambio di approccio: il RENURE va trattato come fonte di azoto a comportamento minerale, ma con vincoli normativi da letame trattato. In pratica, per ogni coltura occorre definire il fabbisogno totale di N, la quota coperta da RENURE, quella da digestato o altri organici e l’eventuale rifinitura con concimi minerali. Se, ad esempio, si decide di coprire la dose di copertura di un cereale con RENURE, allora la concimazione di fondo potrà essere affidata a digestato o letame solido, riducendo l’urea o il nitrato ammonico.

Per strutturare il lavoro è utile ragionare per fasi operative. La tabella seguente sintetizza una possibile impostazione di lavoro per un’azienda che introduce RENURE in rotazioni cerealicole e foraggere:

Fase Cosa verificare Obiettivo
Analisi prodotti Tenore in N totale e ammoniacale di RENURE, digestato, letame Definire il contributo di azoto di ciascuna fonte
Piano colturale Fabbisogni N per coltura e vincoli direttiva Nitrati Allocare RENURE dove ha massima efficienza
Bilancio N Somma delle unità N da tutte le fonti per appezzamento Restare entro i limiti normativi e aziendali
Scelta epoche Fasi fenologiche sensibili e rischio lisciviazione Massimizzare l’assorbimento, ridurre perdite
Verifica in campo Stato nutrizionale (colore, vigore, eventuali carenze) Eventuali correzioni con concimi minerali

Un errore frequente è sommare RENURE e digestato come se fossero entrambi letame ai fini del limite di 170 kg N/ha/anno, oppure, al contrario, considerarli entrambi come concimi minerali e dimenticare i vincoli della direttiva Nitrati. Per evitare questo, ogni appezzamento dovrebbe avere una scheda di campo in cui, per ogni distribuzione, si annotano tipo di prodotto, titolo in N, dose e quota di azoto che rientra nel plafond di letame e quota che, se ammesso dalla normativa nazionale, può essere considerata separatamente come RENURE.

Macchine e attrezzature per distribuire prodotti ad alto titolo di nutrienti

L’uso di RENURE e di altre frazioni liquide ad alto titolo di nutrienti richiede attrezzature in grado di garantire precisione di dosaggio, uniformità di distribuzione e riduzione delle emissioni di ammoniaca. Botti con sistemi di controllo elettronico della portata, sezioni controllate e gestione automatica in funzione della velocità sono ormai indispensabili per rispettare i piani di concimazione e i limiti normativi; un esempio è l’evoluzione delle botti per reflui in chiave direttiva Nitrati, come illustrato nell’approfondimento su botti e direttiva Nitrati.

Per ridurre le perdite di azoto e migliorare l’efficienza agronomica, l’interramento o la distribuzione localizzata sono particolarmente indicati con prodotti ad alto titolo come i RENURE.

Soluzioni come gli spandiliquami semoventi con iniezione nel terreno, ad esempio i sistemi a braccio articolato per reflui, permettono di lavorare con precisione anche su colture in atto, come mostrato dalle applicazioni del Vervaet Hydro Trike per reflui. In alternativa, barre a calate sospese e interratori a dischi o denti, come quelli dedicati ai reflui, consentono di adattare la distribuzione alle diverse tessiture e alle esigenze colturali, riducendo al minimo la superficie esposta e quindi le emissioni.

Documentazione e tracciabilità dell’uso agronomico dei Renure

La tracciabilità dell’uso agronomico dei RENURE è un punto critico, perché questi prodotti si collocano a cavallo tra la categoria dei concimi minerali e quella dei reflui zootecnici trattati.

Il regolamento (UE) 2019/1009 stabilisce il quadro armonizzato per l’immissione sul mercato dei prodotti fertilizzanti dell’UE, prevedendo la possibilità di atti delegati per fissare criteri di efficienza agronomica e sicurezza per l’uso di materiali organici nei fertilizzanti, rilevanti per l’inquadramento dei prodotti RENURE, come indicato nel regolamento sui prodotti fertilizzanti UE. A livello aziendale, questo si traduce nella necessità di conservare schede tecniche, analisi e documenti di accompagnamento di ogni lotto di RENURE utilizzato.

Aggiornamento sulle regole per l’uso dei fertilizzanti Renure nei piani di concimazione e sull’integrazione con digestato e concimi minerali

Distribuzione precisa: botti elettroniche, iniezione nel terreno e barre a calate riducono le emissioni di ammoniaca e ottimizzano l'efficienza agronomica dei fertilizzanti liquidi ad alto titolo come i Renure.

Foto di: OmniTrattore.it

Dal punto di vista operativo, ogni distribuzione di RENURE dovrebbe essere registrata nel quaderno di campagna con data, appezzamento, coltura, dose, titolo in N e riferimento al lotto di prodotto. Se la normativa nazionale prevede che una parte dell’azoto RENURE non rientri nel limite di 170 kg N/ha/anno da letame, la registrazione dovrà distinguere chiaramente tra quota conteggiata come letame e quota considerata come fertilizzante RENURE.

Il Programma Nazionale di Controllo dell’Inquinamento Atmosferico del MASE, che promuove la sostituzione dei concimi azotati minerali con forme a minore potenziale emissivo, rafforza l’importanza di questa tracciabilità per dimostrare la riduzione delle emissioni aziendali, come indicato nel documento sul PNCIA e fertilizzanti azotati.

Se l’azienda utilizza anche attrezzature avanzate di spandimento, integrare i dati di campo con i log delle macchine (mappe di applicazione, dosi effettive) permette di chiudere il cerchio tra pianificazione, esecuzione e controllo, facilitando eventuali verifiche ispettive.