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Colpo di scena EUDR: via la soia da semina e pelli bovine

EUDR, Commissione europea, Assosementi: soia da semina e pelli bovine fuori, lingue congelate dentro dal 30 dicembre 2027

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Dal 13 luglio 2026 la Commissione europea ha adottato un atto delegato che modifica l'Allegato I dell'EUDR, il regolamento sulla deforestazione, escludendo la soia da semina (codice doganale 1201 10 00) e le pelli grezze, conciate e il cuoio bovino. Il provvedimento resta però sotto scrutinio di Parlamento e Consiglio: il registro europeo lo indica ancora come "adottato", non come "in vigore", alla data del 10 settembre 2026.

Per gli allevatori e i fornitori di sementi italiani la novità riguarda solo alcuni segmenti della filiera. La carne bovina, gli animali vivi del genere Bos e la soia per mangimi restano pienamente soggetti agli obblighi di tracciabilità, mentre cambia il perimetro per due categorie specifiche che finora generavano oneri amministrativi giudicati sproporzionati rispetto ai volumi coinvolti.

EUDR, esclusa la soia da semina e impatti su bovini
La soia da semina esce dall'Allegato I, mentre la soia destinata all'alimentazione animale resta soggetta alle regole EUDR OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Nuove esclusioni per soia da semina e pelli bovine

L'esclusione della soia da semina risponde a una richiesta della filiera sementiera, che segnalava obblighi di due diligence incompatibili con un prodotto a bassa diffusione commerciale. Assosementi ha dichiarato che l'applicazione delle regole EUDR alle sementi avrebbe imposto "oneri sproporzionati, soprattutto alle piccole e medie imprese", mentre la Commissione ha motivato la scelta parlando di volumi "trascurabili" e di una filiera distinta da quella alimentare o industriale.

Parallelamente, pelli grezze, pelli conciate e cuoio bovino escono dal campo di applicazione: la modifica alleggerisce gli obblighi per le concerie e per gli esportatori di prodotti in pelle, che finora dovevano dimostrare l'origine deforestation-free anche per sottoprodotti dell'allevamento. Resta però un'asimmetria interna alla filiera bovina che complica la gestione della tracciabilità per le proteine animali lungo tutta la catena.

Le lingue bovine congelate, al contrario, entrano per la prima volta nell'ambito EUDR, con obblighi di due diligence che scatteranno dal 30 dicembre 2027. È un dettaglio che riguarda pochi operatori specializzati, ma segnala che l'Allegato I non si restringe soltanto: la Commissione aggiunge voci laddove ritiene il rischio di deforestazione rilevante, anche per prodotti di nicchia del comparto carneo.

Carni bovine e altre proteine animali tra EUDR e norme sugli antimicrobici

Mentre pelli e soia da semina si alleggeriscono, la carne bovina resta pienamente dentro l'EUDR, con scadenze già fissate: 30 dicembre 2026 per le medie e grandi imprese, 30 giugno 2027 per le micro e piccole. Chi esporta carne o gestisce filiere zootecniche orientate al mercato UE deve continuare a documentare l'assenza di deforestazione lungo tutta la catena di approvvigionamento, indipendentemente dalle modifiche sui prodotti non edibili.

A complicare il quadro si aggiunge un fronte normativo distinto ma collegato: dal 3 settembre 2026 un regolamento di esecuzione ha temporaneamente escluso il Brasile dall'elenco dei Paesi autorizzati a esportare carne bovina, pollame, uova e miele verso l'UE, per insufficienti garanzie sul controllo degli antimicrobici nella produzione animale. La misura, distinta dall'EUDR ma con effetti sulle stesse filiere, riguarda un valore di esportazioni brasiliane stimato tra 1,8 e 2 miliardi di dollari l'anno.

Per le aziende italiane che importano materie prime o competono su mercati export, l'effetto combinato di EUDR e restrizioni sanitarie sul Brasile ridisegna gli equilibri di approvvigionamento delle proteine animali. Chi pianifica la propria conformità dovrebbe considerare fin da ora sia gli obblighi di tracciabilità deforestazione sia i requisiti su mangimi e costi di adeguamento alle norme UE 2026, dato che i due percorsi normativi convergono sulle stesse partite di carne e mangime.