Si chiama Dario Gambarin e per chi non lo conoscesse è un pittore davvero inconsueto, grazie al suo trattore. C’è chi disegna coi colori ad olio, chi con gli acquarelli. Lui no. Dario “crea” in pieno campo tracciando solchi con trattore e aratro.

Dario Gambarin non è un agricoltore o un contoterzista. Studi da avvocato e psicoterapeuta, da oltre trent’anni è un eclettico pittore. Di origine veronese e bolognese d’adizione, alla pittura ha affiancato la land art, arando le sue gigantesche opere su campi agricoli dai 2 ettari in su.
Le sue opere sulla terra vivono lo spazio di alcune ore, ma il messaggio che mandano è forte. Come il segno, tracciato a “mano libera” non con una matita ma con la lama di un aratro.

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Personaggi famosi che lasciano... il solco 

Dario Gambarin ha fatto sua l’arte di disegnare col trattore, con la quale ha realizzato giganteschi quadri dedicati a Obama, a Malcom X fino a Papa Francesco e alle Olimpiadi di Tokio.

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La sua ultima creazione, realizzata sui 27 mila metri quadrati di un campo di Castagnaro il paese veronese dove è nato, è un omaggio al film Arancia Meccanica e al personaggio di Alex DeLarge nel cinquantesimo anniversario dell’uscita in Italia. Dietro questa opera un messaggio di pace, un no alla guerra che si sta combattendo tra Russia e Ucraina.

Dal neoespressionismo ai trattori

Dario Gambarin è un neoespressionista astratto, che si è mosso verso la land art. L’idea di disegnare a “mano libera” direttamente sulla terra arriva per caso, durante un viaggio in Germania, in cui scopre alcune opere realizzate nei campi con fiori e piante.

L’ arte di Gambarin arte nasce sempre dall’attualità. Ma quando è nata questa atività artistica? Gambarini sa usare aratro e trattore perché figlio di agricoltori.

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Nell’estate del 2002, in un suo campo, appena dopo la raccolta il grano, accende il trattore, abbassa l’aratro e disegna un volto senza neanche piantare un paletto. Il giorno successivo chiede a un pilota di un Cesna di sorvolare il campo e  fare riprese e fotografie. E se i vicini di campo avevano visto solo terra smossa e buche lui aveva già capito che c’era una poteniale espressione artistica.

La tecnica

Dario Gambarin traccia solchi ad “aratro libero” sul terreno ma prima di andare in campo produce dei bozzetti. Disegna il soggetto per imprimerselo in mente: ma un senso dello spazio innato gli consente, ogni volta che sono sul trattore, di riprodurre quello che ha immaginato.

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A volte per aiutarsi posiziona qualche paletto, ma si lascia soprattutto guidare dall’immaginazione.

Impossibile sbagliare

Arare per disegnare non ti consente di sbagliare: un errore anche di pochi metri, e l’opera perde tutto il suo equilibrio. Serve entrare in campo molto concentrati per lavorare tanto anche con l’immaginazione e il pensiero.  

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Le opere di Dario Gambarin sono effimere perché vivono pochissimo: di solito inizia a disegnare la sera e finisce la mattina presto perché, in 2 o 3 ore, il sole le brucia e la pioggia le cancella. Appena finisce con i droni, fa fare subito le foto e le riprese. Perché c’è appena il tempo di vederle che spariscono.

Ma sono opere sostenibili perchè vengono usati terreni solo nel periodo tra un raccolto e una nuova semina.

Fotogallery: Dario Gambarin: l'artista che dipinge con trattore e aratro