Un agricoltore ucraino a bordo del suo trattore ruba carro armato russo: sta facendo il giro del web divenendo virale il video. E non sembra essere l'unico caso di queste ore. L’autenticità dei video che stanno circolando in rete sarebbe stata confermata da un’agenzia tutto sommato affidabile, come Ukrainian Independent Information Agency.

Guerra Ukraina: dal carro armato rubato dal trattore alla crisi agricola

Come se non bastasse, le immagini in questione sono state pubblicate su Twitter dall’account ufficiale della Guardia Nazionale dell’Ucraina. I furti sarebbero avvenuti in una zona rurale vicino a Kakhovka, nel villaggio di Lyubimovka. Da sottolineare anche la lettera “Z” sul mezzo militare, associabile necessariamente all’esercito russo.

Lungi dal voler cavalcare l'onda della drammatica situazione di un conflitto in atto, abbiamo voluto riprendere la notizia quasi come momento propiziatorio per una rapida risoluzione della guerra in corso.

La speranza è che il trattore ritorni a lavorare in pieno campo senza dover trainare una mezzo militare che probabilmente è stato rimorchiato per la necessità di rivenderne pezzi di ricambio in un momento di grande crisi e necessità presente e futura per tutto il settore agricolo ucraino, senza dimenticare le ripercussione del nostro alimentare in caso di chiusure verso la Russia.

Guerra Ukraina: dal carro armato rubato dal trattore alla crisi agricola

Ucraina: rischio embargo e contraccolpo su settore agricolo

Ci riferiamo all'incertezza per le speculazioni finanziarie su cereali che aggrava l’allarme per gli agricoltori e per il quale si stimano pesanti ripercussioni al consumatore finale.

Pensiamo ad esempio a due settori chiave dell'agribusiness che ci legano all'export verso la Russia: il rischio di blocco dei fertilizzanti (in entrata) indispensabili alle coltivazioni e di un embargo sul vino che costerebbe 150 milioni al Made in Italy, in aggiunta alle speculazioni finanziare già in essere sui cereali (grano e mais).

Il conflitto in Ucraina potrebbe davvero pesare un costo salato per l’agricoltura italiana, in faticosa ripresa dopo la pandemia, anche per l’effetto del trend pericolosamente rialzista dei prodotti agricoli nelle quotazioni della Borsa di Chicago. Preoccupano glii effetti a catena di una pesante inflazione alimentare su tutta la filiera, già in affanno per i prezzi alle stelle delle forniture di gas. Pesante anche la stima di ripercussioni sullo scaffale per il consumatore (+20% solo per la pasta).

Guerra Ukraina: dal carro armato rubato dal trattore alla crisi agricola

La crisi dei nitrati

Con il solo blocco del nitrato d’ammonio la Russia potrebbe, infatti, dichiarare una vera guerra economica al settore primario, essendo questo l’elemento base dei principali fertilizzanti utilizzati dalle aziende agricole.

Questi fitofarmaci, che non si possono produrre in Italia perché contengono sostanze minerali esclusivamente di importazione (azoto, fosforo e potassio), sono già aumentati del 150% nelle ultime settimane e solamente per il grano rappresentano il 25% del costo di produzione. L’urea, concime fondamentale nella fase post-semina del grano Made in Italy perché lo rende altamente proteico e ne aumenta la qualità, è quasi triplicata: 1000 euro a tonnellata dai 350 dello scorso anno.

Guerra Ukraina: dal carro armato rubato dal trattore alla crisi agricola

Anche i fosfati, che garantiscono il nutrimento completo necessario allo sviluppo della piante, sono passati da 350 a 700 euro a tonnellata. Si stimano ricadute per il consumatore sui prezzi di pasta (+20%), pane e farine, prodotti che risentono anche dei prezzi dell'energia su produzione, imballaggio e soprattutto del trasporto, in un Paese in cui l’80% dei trasporti commerciali avviene su gomma.

Stop all'export vinicolo in Russia

Altra minaccia di Putin per il nostro agroalimentare riguarda il vino, che potrebbe essere oggetto di embargo da parte della Russia, in risposta alle possibili future sanzioni Ue.

Le ricadute economiche sarebbero rilevanti per l’Italia, partner commerciale privilegiato di Mosca, che attualmente importa circa 150milioni di vino italiano (+35% negli ultimi 10 anni), mentre altri 49 milioni di euro di vino sono stati destinati all’Ucraina. Le esportazioni agroalimentari Made in Italy (ortofrutta, formaggi, carni e salumi) hanno già perso 1,4 miliardi negli ultimi 8 anni a causa dell’embargo deciso da Putin nel 2014, in risposta alle sanzioni Ue per la vicenda Ucraina.

Guerra Ukraina: dal carro armato rubato dal trattore alla crisi agricola

Caro bollette: un flagello

Non dimentichiamo poi che per le imprese agricole sta diventando impossibile andare avanti con i prezzi dell’energia divenuti insostenibili. Basti pensare ai rialzi fino al 120% delle bollette energetiche a inizio 2022, rispetto allo stesso periodo di un anno fa. E aggiungiamo infine l'impennata del prezzo del gasolio agricolo necessario per le semine ed il riscaldamento delle serre ha superato gli 1,10 euro al litro.

Guerra Ukraina: dal carro armato rubato dal trattore alla crisi agricola

Il presidente nazionale Cia, Dino Scanavino, si appella al Governo:

“Per gli agricoltori è ancora irrisolto il caro energia, perché le nostre aziende non sono state classificate energivore. Cia non ritiene giusto considerare i costi energetici solo in relazione ai volumi consumati, ma crede sia più equo valutarne l’incidenza percentuale sui fatturati aziendali, che per gli agricoltori ha un impatto medio molto alto, sia a livello di energia termica che elettrica”.