Raccolti: rischio manodopera assente, contoterzisti in difficoltà
UNCAI, ISTAT 2026, Verona e Ferrara: posti vacanti all'1,5%, 12 braccianti su 17 in nero, raccolti appesi ai contoterzisti.
Quattro braccianti su diciotto senza contratto durante la vendemmia veronese, dodici su diciassette in nero a Ferrara: i controlli dell'Ispettorato del Lavoro di settembre fotografano una manodopera agricola sempre più fragile. Su questo scenario interviene UNCAI, l'associazione nazionale dei contoterzisti agromeccanici, chiedendo che la capacità operativa delle imprese di servizio venga misurata e inserita stabilmente nei piani di produzione delle aziende agricole.
La richiesta arriva mentre i dati ISTAT sul secondo trimestre 2026 segnalano un tasso di posti vacanti dell'1,5% e una crescita occupazionale concentrata nella fascia 50-64 anni, segno di un ricambio generazionale che fatica a decollare proprio nei settori a forte stagionalità come l'agricoltura. Per UNCAI la conseguenza pratica è immediata: dove manca personale, la disponibilità di flotte e servizi agromeccanici diventa la variabile che decide se un raccolto si fa in tempo o si perde.
UNCAI e manodopera agricola: perché la produzione è a rischio
L'allarme di UNCAI si innesta su una struttura occupazionale già segnata da squilibri strutturali. Secondo la nota ISTAT sull'andamento dell'economia italiana di luglio 2026, la crescita dell'occupazione si concentra tra i lavoratori più anziani, mentre il ricambio generazionale nei settori stagionali resta debole. Il tasso di disoccupazione al 5,6% convive con un mercato del lavoro agricolo che non riesce a intercettare la manodopera disponibile.
Il fenomeno ha un riscontro diretto nelle strutture aziendali: nel Bergamasco le aziende agricole senza addetti sono aumentate del 19,8% in dieci anni, mentre il 92% delle imprese resta nella fascia zero-cinque addetti. Sono numeri che spiegano perché il contoterzismo non sia più un'opzione accessoria ma il meccanismo che tiene in piedi le lavorazioni quando il personale fisso non basta.
Le irregolarità nei controlli aggravano il quadro: a Verona quattro lavoratori su diciotto risultavano privi di contratto, soglia che fa scattare la sospensione dell'attività, e a Ferrara dodici su diciassette erano completamente in nero, con sanzioni oltre 32mila euro. UNCAI legge questi episodi come sintomo di un sistema che cerca manodopera informale perché quella regolare manca o costa più di quanto l'azienda riesca a programmare.
Capacità agromeccanica: cosa significa misurarla nelle aziende
Per capacità agromeccanica UNCAI intende la possibilità concreta di garantire lavorazioni tempestive e di qualità attraverso i mezzi e l'organizzazione dei contoterzisti, non solo il numero di trattori disponibili. Si tratta di un indicatore che incrocia flotte, cantieri, tempi di intervento e capacità di coprire più aziende nella stessa finestra stagionale, spesso quella più critica per la resa del raccolto.
La richiesta dell'associazione è che questo dato entri nei ragionamenti di redditività aziendale insieme al costo del lavoro fisso e stagionale. Un'impresa che pianifica la vendemmia o la raccolta considerando solo il personale interno rischia di scoprire il collo di bottiglia troppo tardi, quando il servizio agromeccanico esterno è già saturo di prenotazioni.
La riorganizzazione passa dal confronto tra dati sul lavoro agricolo e proiezioni occupazionali e dalla verifica di quanta parte delle lavorazioni può essere spostata su tecnologie e macchine agricole professionali gestite in conto terzi. Resta valido il principio che UNCAI ribadisce dal 2024: la capacità agromeccanica è già disponibile sul territorio, mentre gli interventi strutturali sul mercato del lavoro restano più lenti da attuare.
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