Su l'import di riso pakistano: opportunità o rischio per l'Italia
Cresce l'import di riso pakistano: si apre un'opportunità o si delinea il rischio per il settore italiano?
Nota della redazione
Il presente articolo è una versione aggiornata e corretta del testo pubblicato il 19 marzo 2025, dal titolo “Importazioni di riso in Italia: la nuova minaccia arriva dal Pakistan”. A seguito della comunicazione ricevuta dall’Ambasciata del Pakistan in Italia, abbiamo ritenuto opportuno integrare il punto di vista della controparte per offrire ai nostri lettori un’informazione più completa e bilanciata.
I numeri dell'importazione: il Pakistan guadagna terreno
Nel 2024, il riso pakistano importato in Italia ha superato le 30.000 tonnellate, rappresentando circa il 50% delle importazioni totali di riso extra-UE.
Questo dato ha suscitato attenzione, soprattutto se si considera che, grazie alla clausola di salvaguardia imposta dall’Unione Europea, le importazioni da Myanmar e Cambogia sono state contenute sotto le 10.000 tonnellate complessive. Il Pakistan, non soggetto a tale clausola, ha visto invece aumentare la propria quota sul mercato.
il Consigliere Commerciale Yasir Hussain Khokhar
Concorrenza o complementarietà?
Alcuni rappresentanti del settore agricolo italiano, come la CIA – Agricoltori Italiani, hanno espresso preoccupazione per l’impatto di questa concorrenza sull’economia agricola nazionale. Secondo il presidente Cristiano Fini, a destare allarme è anche la richiesta del Pakistan per l’ottenimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) per il riso Basmati.
L’Italia ha presentato opposizione, temendo che l’utilizzo del marchio IGP possa creare confusione tra i consumatori europei. Tuttavia, dal Pakistan arriva una visione diversa.
Nel 2024, il riso pakistano importato in Italia ha superato le 30.000 tonnellate
In una nota ufficiale inviata alla redazione, l’Ambasciata del Pakistan a Roma sottolinea che il riso Basmati pakistano e quello italiano appartengono a segmenti diversi del mercato: il primo è un riso a chicco lungo, aromatico, ideale per piatti come il biryani o il pilaf, mentre quello italiano – tipicamente a chicco corto – è impiegato nella preparazione del risotto. “I due non competono, ma si completano,” scrive il Consigliere Commerciale Yasir Hussain Khokhar.
Sicurezza alimentare: numeri da contestualizzare
Il nostro articolo originale riportava il numero di 97 allerta sanitari segnalate dal Sistema di Allerta Rapido per Alimenti e Mangimi (RASFF) nel 2024 relative al riso pakistano.
Tuttavia, come ha precisato l’ambasciata, solo 13 di queste segnalazioni hanno avuto origine in Italia, mentre le altre provengono da altri paesi europei. Si tratta quindi di un dato da contestualizzare per evitare allarmismi ingiustificati.
’Italia resta il principale produttore di riso in Europa, con 1,4 milioni di tonnellate annue e oltre 216.000 ettari coltivati
Un mercato in evoluzione
Nonostante l’aumento delle importazioni, l’Italia resta il principale produttore di riso in Europa, con 1,4 milioni di tonnellate annue e oltre 216.000 ettari coltivati. Le sfide climatiche e i costi in crescita restano però una preoccupazione concreta per gli agricoltori.
Nel frattempo, l’interesse dei consumatori per varietà etniche e alternative, come il Basmati pakistano, sembra destinato a crescere.
Si tratta di una scelta consapevole, non di una minaccia,
conclude il Consigliere Commerciale, auspicando un dialogo costruttivo e basato su dati oggettivi.
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